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Politica e Sanità

12 Settembre 2014

Tagli del 3%: timori per la revisione dei ticket prevista nel Patto


In attesa di vedere quanto le promesse del Governo di non procedere a ulteriori tagli sulla sanità ma di applicare il principio della tolleranza zero verso gli sprechi - «Revisione della spesa non significa tagliare la sanità. Ma le regioni prima di fare proclami inizino a spendere bene i soldi che hanno» ha scritto ieri su Twitter Matteo Renzi -, arrivano, dai quotidiani, le prime ipotesi su come si potrebbe procedere a totalizzare l'obiettivo del 3%. Anche perché, come fa notare un articolo sulla Stampa di ieri, servono provvedimenti «pronto cassa», mentre la maggior parte delle misure previste nel Patto della Salute - un «patto d'onore» tra Governo e Regioni, come hanno rivendicato queste ultime - potrebbero dare effetti solo nel medio-lungo periodo. È vero che il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha ribadito ieri ancora una volta che «al momento non è previsto un taglio di tre miliardi al fondo sanitario», ma «quello che mi è stato chiesto è il taglio del 3% sulle spese del ministero e lo stiamo predisponendo», rimane comunque il dubbio, avanza la Stampa, che l'attenzione possa spostarsi anche sulla revisione delle esenzioni dei ticket: se è vero che «in base al Patto dovrebbe essere a invarianza di gettito», «qualche risorsa in più potrebbe garantirla, spalmando meglio il peso dei ticket, dai quali sono oggi esenti metà degli italiani». La deadline è fissata per il 30 novembre e i tecnici sarebbero già al lavoro su una bozza, ma i principi guida erano già emersi all'epoca delle discussioni sul Patto della Salute: tenere conto del reddito ma anche della composizione del nucleo famigliare (il «reddito Irpef «equivalente»). Cosicché, secondo quanto riporta la Stampa, tra le ipotesi ci potrebbe essere un ticket percentuale sulle prestazioni, con un tetto massimo per ricetta e uno annuale proporzionale al reddito, in modo da non colpire eccessivamente chi ha più bisogno di cure. Con l'effetto di ridurre la platea degli esenti, ma senza escludere nemmeno interventi sulle esenzioni per patologia.

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