Salute benessere
02 Aprile 2024 Secondo uno studio, pubblicato su NEJM Evidence, le persone che smettono di fumare vedono notevoli miglioramenti nell’aspettativa di vita dopo pochi anni

Un nuovo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Toronto, mostra che i fumatori che smettono di fumare prima dei 40 anni possono aspettarsi di vivere quasi quanto quelli che non hanno mai fumato. Coloro che smettono di fumare a qualsiasi età ritornano vicini alla sopravvivenza di chi non ha mai fumato, 10 anni dopo aver smesso.
Il fumo di sigaretta rimane una delle principali cause di malattie e mortalità in tutto il mondo. Sebbene gli sforzi per ridurre il consumo di tabacco siano stati costanti negli ultimi decenni, è fondamentale comprendere appieno i rischi che il fumo comporta per la salute. Uno studio su larga scala, condotto su quattro coorti nazionali negli Stati Uniti, Regno Unito, Norvegia e Canada, ha fornito ulteriori prove dei danni causati dal fumo attivo e la promettente prospettiva che la cessazione possa mitigare tali rischi.
Il fumo attivo aumenta del doppio il rischio di mortalità
Nello studio sono stati inclusi quasi 1,5 milioni di adulti, di età compresa tra 20 e 79 anni, che sono stati seguiti per 15 anni. I risultati hanno rivelato un rapporto significativo tra il fumo attivo e l'aumento del rischio di mortalità. I fumatori attuali presentavano rapporti di rischio di morte più elevati rispetto ai non fumatori, con un rischio relativo di 2,8 per le donne e 2,7 per gli uomini. Inoltre, è stato osservato che la sopravvivenza era di 12-13 anni inferiore nelle donne e negli uomini fumatori, con un’età compresa tra i 40 e i 79 anni, rispetto ai non fumatori.
La cessazione del fumo aumenta la sopravvivenza
La cessazione del fumo ad ogni età era associata a una sopravvivenza più lunga, in particolare prima dei 40 anni. Smettere di fumare è infatti associato a una minore mortalità in eccesso in generale e per malattie vascolari, respiratorie e neoplastiche. Tra tutte le età e rispetto al fumo continuato, la cessazione per meno di 3 anni ha potenzialmente evitato 5 anni di vita persi e la cessazione per 10 o più ha evitato circa 10 anni di vita persi, ottenendo una sopravvivenza simile a quella dei non fumatori.
Non è mai troppo tardi per smettere
La cessazione del fumo rimane una delle strategie più efficaci per migliorare la salute e ridurre il rischio di mortalità prematura. "Molte persone pensano che sia troppo tardi per smettere di fumare, soprattutto nella mezza età. Ma questi risultati contrastano questa linea di pensiero. Non è mai troppo tardi, l’impatto è rapido e puoi ridurre il rischio delle principali malattie, il che significa una qualità della vita più lunga e migliore” concludono gli autori.
Il ruolo dei farmacisti nella lotta al tabagismo
Secondo il position paper dalla Federazione farmaceutica internazionale (FIP), il ruolo dei farmacisti nella lotta contro il tabagismo è fondamentale, in quanto possono fornire supporto e terapie mirate. È di vitale importanza educare i pazienti sui vantaggi che derivano dallo smettere di fumare, come ad esempio i miglioramenti a livello cardiaco e polmonare. Cruciale risulta una comunicazione neutra e rispettosa, unita all'uso di strumenti digitali, lo screening dei pazienti attraverso questionari validati, la collaborazione con specialisti e il follow-up attento e specifico per prevenire le ricadute e sostenere i pazienti nel lungo periodo.
https://evidence.nejm.org/doi/10.1056/EVIDoa2300272
https://www.fip.org/file/5553
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