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Sanità

09 Novembre 2022

Vendita farmacie: nascondere debiti è reato di truffa aggravata. La sentenza della Cassazione Penale


Ritenuto responsabile del reato di truffa aggravata il venditore che con artifizi e raggiri, consistiti nel prendere accordi con il potenziale acquirente in ordine alla cessione della propria farmacia, aveva taciuto l'esistenza di pendenze economiche a carico dell'azienda consistenti in debiti nei confronti di una società, procurandosi così l'ingiusto profitto pari al corrispettivo per la cessione.

Obbligo per chi vende a rispondere dei debiti

La sussistenza di un obbligo in capo al cedente di rispondere dei debiti nei confronti del cessionario non incide sulla configurazione del reato consistente nell'essersi il primo procurato un ingiusto profitto convincendo l'acquirente a stipulare un contratto che non avrebbe concluso se avesse saputo dell'esistenza del debito.

Si è osservato che "la menzogna" è un fatto attraverso il quale si crea una suggestione che tende ad insinuare nella mente della parte offesa un erroneo convincimento su una situazione che non ha riscontro nella realtà. Nel caso concreto l'imputato ha quindi espresso una menzogna con carattere "aggressivo", cioè teso ad indurre in errore la parte offesa al fine di procurarsi un profitto.
In tal senso gli atti compiuti integrano proprio quell'avvolgimento psichico che è elemento costitutivo del delitto in questione e non un inadempimento contrattuale.

Avv. Rodolfo Pacifico  www.dirittosanitario.net
Per approfondire Cassazione Penale 19 ottobre 2022 su www.dirittosanitario.net

TAG: VENDITA DELLA FARMACIA, CASSAZIONE

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