Quarta dose anti-Covid. Efficace a lungo su forma grave, ma meno sull’infezione
Con la somministrazione della quarta dose, secondo booster, di vaccino anti-Covid la protezione contro le forme gravi tende a non diminuire
Con la somministrazione della quarta dose, secondo booster, di vaccino anti-Covid, la protezione contro l'infezione confermata è di breve durata ma la protezione contro le forme gravi tende a non diminuire. È quanto emerge dai dati del database del Ministero della Salute israeliano che il 2 gennaio 2022 ha iniziato a somministrare una quarta dose di vaccino BNT162b2 a persone di età pari o superiore a 60 anni, e ha acquisito dati sull'effetto della quarta dose sui tassi di infezione da coronavirus sindrome respiratoria acuta grave confermata (SARS-CoV-2) e di grave malattia da coronavirus 2019 (Covid-19).
Primo e secondo booster a confronto
Utilizzando il database del Ministero della Salute israeliano, sono stati estratti i dati su 1.252.331 persone di età pari o superiore a 60 anni e ammissibili alla quarta dose durante un periodo in cui la variante B.1.1.529 (omicron) di SARS-CoV-2 era predominante (dal 10 gennaio al 2 marzo 2022). È stato verificato il tasso di infezione confermata e Covid-19 grave a partire da 8 giorni dopo aver ricevuto una quarta dose (gruppi da quattro dosi) rispetto a quello tra le persone che avevano ricevuto solo tre dosi (gruppo da tre dosi) e tra le persone che avevano ricevuto una quarta dose da 3 a 7 giorni prima (gruppo di controllo interno).
Protezione contro malattia grave non diminuisce
Il numero di casi di Covid-19 grave nella quarta settimana dopo la quarta dose era inferiore a quello del gruppo a tre dosi di un fattore 3,5 (analisi quasi-Poisson) ed era inferiore a quella del gruppo di controllo interno di un fattore 2,3. La protezione contro malattia grave non è diminuita durante le 6 settimane successive al ricevimento della quarta dose. Il numero di casi di infezione confermata nella quarta settimana dopo aver ricevuto la quarta dose era inferiore a quello del gruppo a tre dosi di un fattore 2,0 ed era inferiore rispetto a quello del gruppo di controllo interno di un fattore 1,8. Tuttavia, questa protezione è svanita nelle settimane successive. Si può quindi notare che i tassi di infezione da SARS-CoV-2 confermata e Covid-19 grave erano inferiori dopo una quarta dose di vaccino BNT162b2 rispetto a chi aveva ricevuto solo tre dosi. La protezione contro l'infezione confermata è apparsa di breve durata, mentre la protezione contro le malattie gravi non è diminuita durante il periodo di studio.
Cristoforo Zervos
Fonti:
N Engl J Med DOI: 10.1056/NEJMoa2201688. https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2201570?query=TOC#article_citing_articles
La Fda ha avviato una consultazione pubblica per individuare ostacoli e possibili soluzioni nello sviluppo dei farmaci di origine botanica, prodotti medicinali derivati da piante, alghe, funghi...
Il Rapporto sulle attività 2025 dell’Aifa fotografa l’attività regolatoria sul fronte dei medicinali: 1.021 quelli autorizzati, per 5.648 confezioni, di cui 323 inseriti nelle classi di...
L’Ema ha completato l’approvazione di una nuova catena di approvvigionamento per Visudyne (verteporfina), in carenza dal 2020. Introdotti nuovi siti produttivi per ridurre la dipendenza da un...
In seguito a segnalazioni di eventi avversi, la Fda richiama l’attenzione sui rischi delle versioni non approvate di semaglutide, tirzepatide e altri agonisti GLP-1 utilizzati per la perdita di...
A cura di Cristoforo Zervos
Resta aggiornato con noi!
La tua risorsa per news mediche, riferimenti clinici e formazione.
Dichiaro di aver letto e accetto le condizioni di privacy
Cambio al vertice di Roche Italia: Amy VanBuskirk assume il ruolo di General Manager della divisione farmaceutica, succedendo a Stefanos Tsamousis, che proseguirà il proprio percorso nel Gruppo come...