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07 Settembre 2023

Depressione, dalla psilocibina possibili benefici: si apre dibattito sulla terapia psichedelica

Una sperimentazione clinica pubblicata su JAMA dimostra che una singola dose di psilocibina, una sostanza attiva contenuta in funghi allucinogeni, abbinata alla psicoterapia, può offrire significativi benefici nel trattamento della depressione grave. Aperto il dibattito sulla terapia psichedelica

di Cristoforo Zervos


Depressione, dalla psilocibina possibili benefici: si apre dibattito sulla terapia psichedelica

Una recente sperimentazione clinica di fase intermedia pubblicata su JAMA ha dimostrato che una singola dose di psilocibina, una sostanza attiva contenuta in funghi allucinogeni, abbinata alla psicoterapia, può offrire significativi benefici nel trattamento della depressione grave.

Ambiente terapeutico necessario per uso di sostanze psichedeliche
Condotta in 11 ospedali, la ricerca ha coinvolto 104 adulti affetti da disturbi depressivi importanti. I pazienti sono stati suddivisi casualmente in due gruppi: uno trattato con psilocibina e l'altro con niacina. I risultati, hanno rivelato che l'uso di psilocibina era associato a una significativa riduzione dei sintomi depressivi agli 8 e ai 43 giorni dal trattamento. L'editoriale pubblicato insieme allo studio sottolinea l'importanza di un ambiente terapeutico adeguato quando si utilizza una sostanza psichedelica. Con la giusta preparazione e accompagnamento, i pazienti possono utilizzare l'esperienza del trattamento per acquisire nuove intuizioni che favoriscano la guarigione e il recupero. Oltre alla riduzione dei sintomi depressivi, la psilocibina ha mostrato l'emergere di sentimenti come l'auto-compassione, il perdono, la comprensione e l'accettazione di sé, considerati potenti antidoti a emozioni negative quali vergogna, colpa, rabbia e isolamento. Tuttavia, nonostante l'entusiasmo, la "terapia psichedelica" non è una panacea universale.

Opinioni divise: servono più dati concreti su efficacia
L'editoriale avverte che un numero significativo di pazienti non ha risposto al trattamento. Si rendono quindi necessarie ulteriori ricerche per identificare quali pazienti sono più inclini all'utilizzo di tale trattamento e per determinare le dosi ottimali e i quadri terapeutici più efficaci. Gli autori dello studio suggeriscono che le future ricerche potrebbero aiutare a individuare chi è più suscettibile ai trattamenti a base di psilocibina, oltre a stabilire quale sia la dose ottimale e il miglior contesto terapeutico per massimizzare gli effetti positivi. I risultati di questa ricerca di fase intermedia sembrano aprire a nuove prospettive per il trattamento della depressione grave, specialmente per quei pazienti che non sembrano trarre beneficio dai trattamenti antidepressivi tradizionali.
In generale, sebbene numerosi studi stiano attualmente esplorando l'efficacia della psilocibina e di altre sostanze psichedeliche nel trattamento della depressione e di altri disturbi psichiatrici, l'opinione nel campo medico è divisa. Mentre alcuni centri di ricerca mostrano un punto di vista incoraggiante, altri esperti esprimono prudenza. In particolare, molti ricercatori indicano che l'obiettivo della ricerca clinica dovrebbe essere quello di fornire dati concreti per aiutare i medici a determinare l'efficacia di questi trattamenti, piuttosto che cercare una rapida approvazione dalle agenzie regolatorie. Critica è anche la qualità delle prove esistenti, spesso basate su piccole serie di casi e non su studi rigorosi di larga scala.

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2808950?utm_source=Sailthru&utm_medium=Newsletter&utm_campaign=Health-Rounds&utm_term=083123 

https://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2808951?utm_source=Sailthru&utm_medium=Newsletter&utm_campaign=Health-Rounds&utm_term=083123 

TAG: DEPRESSIONE, ANTIDEPRESSIVI, PSICHIATRIA, FUNGHI MEDICINALI

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