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22 Novembre 2023

Con statine possibili nuove strategie antitumorali. Risultati di uno studio italiano

Uno studio dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova attraverso uno screening su centinaia di farmaci già approvati ha riscontrato un’azione antitumorale promettente per combattere alcuni tumori. Ecco i farmaci testati

di Redazione Farmacista33


Con statine possibili nuove strategie antitumorali. Risultati di uno studio italiano

Da pilastro della prevenzione cardiovascolare a possibili terapie antitumorali: è la doppia vita delle statine, farmaco estremamente diffuso per ridurre i livelli di colesterolo. Lo ha dimostrato uno studio dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communication e richiamato da Doctor33, in cui i ricercatori hanno condotto uno screening su centinaia di farmaci già approvati per altre indicazioni applicati a cellule tumorali coltivate in vitro e su modelli sperimentali in vivo, con l’obiettivo di identificare nuove strategie antitumorali sicure ed economiche.

Farmaci di largo impiego e basso costo: statine e antifungini
La ricerca apre la strada all’utilizzo di alcuni farmaci di largo impiego e basso costo che hanno in comune la capacità di ridurre la produzione di colesterolo nelle cellule - quindi non solo statine ma anche diversi antifungini - per combattere alcuni tumori come il melanoma, il cancro al pancreas e al colon-retto.
I ricercatori del San Martino hanno ipotizzato che esponendo i tumori a condizioni di “stress nutrizionale”, cioè a una carenza di nutrienti e di fattori di crescita come quella che si verifica con un digiuno transitorio, sarebbe stato possibile renderli vulnerabili anche ad altri farmaci di uso comune. I ricercatori hanno perciò utilizzato linee cellulari di numerosi tumori, fra cui quelli al pancreas, al colon-retto e il melanoma, e dopo averle esposte a condizioni che mimano il digiuno hanno condotto uno screening di centinaia di farmaci di uso comune.
I dati mostrano che brevi e ripetuti cicli di digiuno rendono i tumori sensibili a medicinali ampiamente usati in clinica per ridurre i livelli di colesterolo oltre che ad altri farmaci di largo impiego, come alcuni antifungini.

Ridurre il colesterolo per arrestare la crescita di vari tipi di neoplasie
I risultati mostrano che farmaci che riducono la sintesi di colesterolo, tra cui le statine, diventano capaci di arrestare la crescita di vari tipi di neoplasie quando “combinati” con brevi cicli di digiuno settimanale. Il digiuno riduce la capacità delle cellule tumorali di sintetizzare il proprio colesterolo e inoltre le induce ad espellere il colesterolo che contengono. In questa situazione, esporre i tumori a farmaci che riducono ulteriormente la produzione di colesterolo fa sì che le cellule maligne sperimentino un’improvvisa forte carenza di questo lipide, cruciale per vari aspetti del loro metabolismo e della loro crescita, e che perciò non siano più in grado di crescere. In passato era già emersa una possibile attività antitumorale per le statine: i nostri dati confermano la possibilità di utilizzarle come antitumorali in associazione al digiuno e segnalano la possibilità di usare allo stesso modo anche altri tipi di medicinali”. Anche alcuni noti antifungini, tra cui terbinafina e miconazolo, hanno infatti dimostrato di possedere attività simile e i dati positivi sono stati confermati in modelli animali di vari tipi di tumore, sottoponendo i topolini a periodi di digiuno e quindi al trattamento con i farmaci più promettenti emersi dallo screening su linee cellulari.

Cure oncologiche hanno costi elevati: accesso limitato a terapie efficaci
“La cura dei pazienti oncologici ha costi molto elevati, che a volte limitano l’accesso a terapie efficaci soprattutto nei Paesi a basso reddito. Per questo esiste un interesse crescente nel valutare la possibilità di ‘riciclare’ come antitumorali farmaci non oncologici, approvati e impiegati da tempo per altre patologie: si tratta infatti di medicinali che in genere sono a basso costo, essendo scadute le coperture brevettuali, e che grazie all’esperienza di utilizzo su larga scala sappiamo avere un profilo di sicurezza spesso buono – spiega Alessio Nencioni, direttore della Clinica Geriatrica dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova e coordinatore dell’indagine assieme ad Amr Khalifa e Irene Caffa - Nonostante esistano vari studi clinici in corso, l’identificazione di altri farmaci di uso comune che si prestino a essere “riproposti” per trattare malati oncologici procede a rilento”.
“Il digiuno è cruciale per potenziare l’attività antineoplastica dei farmaci, tra i due tipi di intervento si crea, cioè, una positiva sinergia antitumorale. Lo ‘stratagemma dietetico’ del digiuno potrà quindi servire a individuare anche altri farmaci non oncologici da ‘riciclare’ come antitumorali. Intanto, i dati positivi ottenuti con i medicinali anticolesterolo e antifungini dovranno essere confermati attraverso studi clinici che all’IRCCS Policlinico San Martino stiamo già ipotizzando, per poter essere presto in grado di offrire ai pazienti oncologici nuove opportunità di cura sicure e a basso costo”, conclude Nencioni.  

TAG: FARMACI, RICERCA, ANTITUMORALI, STATINE, STUDIO, CANCRO

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