Trattamento del dolore neuropatico: terapie analgesiche basate su fitocomplessi
Il dolore neuropatico è stato recentemente definito come "dolore causato da lesione o malattia del sistema nervoso somatosensoriale". Normalmente, il sistema somatosensoriale permette la percezione del tatto, della pressione, del dolore, della temperatura, della posizione, del movimento e delle vibrazioni. Lesioni o malattie possono danneggiare le fibre nervose periferiche o centrali interrompendo o alterando i segnali del dolore che i nervi inviano e ricevono da tutto il corpo. Il primo a usare rimedi per ridurre il dolore fu Dioscoride con la mandragora coniando peraltro un termine che oggi è di uso comune: anestesia. La mandragora insieme all'oppio erano i principali rimedi adoperati per ridurre il dolore ma esistono tuttora sostanze le cui potenzialità sono ancora da approfondire, ed è nella sinergia di sostanze e fitocomplessi delle piante medicinali che risiede la qualità terapeutica di un composto; infatti, trovare le combinazioni giuste è una sfida importante tanto quanto trovare nuove sostanze.
Terapie alternative per attenuare il dolore neuropatico periferico
I rimedi adoperati nel passato per lenire il dolore hanno un indice terapeutico ridotto che oggi limita giustamente l'utilizzo perché potrebbe diventare pericoloso. Un recente studio approfondisce l'argomento analizzando mirabilmente l'Equisetum arvense L. e la palmitoiletanolamide in quanto le terapie analgesiche convenzionali, come i farmaci antinfiammatori non steroidei, presentano numerosi effetti collaterali che possono alterare l'esito del trattamento delle neuropatie. La ricerca di terapie alternative per attenuare il dolore neuropatico periferico ha portato i ricercatori a identificare sostanze da fonti naturali, ma anche a cercare nuove formule per ottenere il massimo rendimento attraverso il sinergismo. Pertanto, di recente alcuni ricercatori hanno trovato una valida alternativa ai comuni farmaci analgesici per attenuare il dolore causato da un danno ai nervi periferici. Tra le varie molecole antiossidanti in grado di svolgere questa funzione, l'equiseto ha attirato particolare attenzione nella gestione del dolore: è una fonte ricca di composti fenolici, flavonoidi e acidi fenolici con capacità antiossidanti. Numerosi studi hanno descritto effetti biologici differenti degli estratti di equiseto come, ad esempio, le proprietà antiossidanti e neuroprotettive, avendo un ruolo importante nel meccanismo di risposta allo stress ossidativo e nell'attivazione di SIRT1, che mediano il dolore cronico associato alla lesione del nervo periferico. Sulla base della capacità antinfiammatoria e analgesica della palmitoiletanolamide e delle proprietà antiossidanti dell'equiseto, si è ipotizzato di combinarli per ottenere un nuovo integratore alimentare in grado di modulare i meccanismi chiave specifici del dolore neuropatico.
Meccanismo d'azione
I risultati sono eccezionali in quanto supportano l'ipotesi che questi attenuino efficacemente la neuropatia, modulino il meccanismo chiave del dolore e attivino i meccanismi di recupero delle cellule del sistema nervoso periferico. Questa nuova combinazione è in grado di attraversare le membrane biologiche, in particolare la barriera intestinale, e raggiungere il sito bersaglio. In questo modello 3d biodisponibilità, assorbimento e distribuzione sono stati migliorati consentendo un'efficace distribuzione del principio attivo proprio dove è presente il danno al sistema nervoso, mantenendo inoltre una corretta attività intestinale, senza recarle alcun danno. In conclusione, il presente lavoro fornisce nuovi e importanti approfondimenti sugli effetti della formula nell'alleviare il dolore neuropatico, così che possa essere considerato un rimedio innovativo e sicuro per le neuropatie.
Fabio Milardo
Fonti:
Int J Mol Sci. 2023;24(6):5503. Published 2023 Mar 13. doi:10.3390/ijms24065503
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