Integratori alimentari
30 Ottobre 2023 La VitD può generalmente essere considerata sicura e ben tollerata se la dose terapeutica viene determinata e monitorata attentamente

In Italia la vitamina D (VitD) è largamente utilizzata, spesso senza analisi cliniche a supporto; quindi, una valutazione della sua sicurezza è una questione cruciale. A questo scopo, il CERFIT in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Agenzia Italiana del Farmaco e l’Università di Firenze ha condotto uno studio specifico, attraverso il quale la sicurezza dei prodotti contenenti VitD è stata valutata conducendo un'analisi retrospettiva dei moduli di segnalazione di farmaco- e fitovigilanza di sospette reazioni avverse (SRA) raccolti fino al 31 agosto 2022. Considerando la grande attenzione ricevuta dalla VitD come mediatore immunitario durante la pandemia di COVID-19, lo studio ha anche esaminato l’effetto della pandemia sulla frequenza della segnalazione di SRA legate alla VitD.
Per lo studio, sono stati analizzati complessivamente 643 e 127 moduli di segnalazione, rispettivamente provenienti dalla Rete Nazionale di Farmacovigilanza (AIFA) e dal Sistema Italiano di Fitovigilanza (ISS) e riguardanti 903 e 215 SRA. L'età media dei soggetti era di 62 anni (intervallo: 4 giorni – 95 anni) e il 78,2% erano donne. Per quanto riguarda la motivazione d'uso, l'osteoporosi (34,1%) è stata segnalata solo per i farmaci mentre l'“integrazione” è stata indicata sia per gli integratori alimentari (22,0%) che per i farmaci (29,7%). La durata di utilizzo di VitD variava da 1 giorno a 19 anni, con una marcata differenza per terapie superiori a 30 giorni tra integratori alimentari (9,4%) e farmaci (28,6%). Il quaranta per cento dei pazienti (n = 311) assumeva anche altri farmaci. Il tempo mediano complessivo dall’inizio dell’assunzione di VitD all’insorgenza della SRA è stato di 6 giorni e tra il 60 e 70% delle SRA gravi si sono verificate entro i primi 30 giorni. Le SRA riportate più frequentemente al sistema di Fitovigilanza sono state vomito (11,6%), nausea (8,8%) e diarrea (7,4%).
Sono stati inoltre registrati 15 (6,9%) casi di orticaria e/o prurito e 9 (4,2%) casi di eritema. Le SRA più segnalate al sistema di Farmacovigilanza sono state orticaria e/o prurito (8,4%), dolore gastrointestinale (6,2%), seguite da ipercalcemia (4,1%) e diarrea (3,7%). In totale, 172 segnalazioni con 332 (29,6%) SRA sono state classificate come gravi e le reazioni più descritte sono state ipercalcemia, insufficienza renale e tachicardia. Il rischio di SRA grave è risultato significativamente più alto per i soggetti che utilizzavano più di quattro farmaci concomitanti alla VitD (OR 2,44 [IC 95% 1,30-4,60]) e dosi di VitD superiori a 1.000 UI/giorno (OR 2,70 [IC 95% 1,30-5,64]). Con riferimento ad alcuni farmaci concomitanti per cui è stata riportata la possibilità di interazione con la VitD, i diuretici tiazidici, la digossina e il warfarin sono risultati presenti rispettivamente in 14, 7 e 19 segnalazioni. In particolare, dodici pazienti che assumevano VitD e warfarin hanno mostrato variazioni nel rapporto internazionale di normalizzazione (INR) o nel tempo di protrombina. Nessuna SRA è stata correlata all’insorgenza della tossicità da digossina (aritmia) e non sono state segnalate SRA gravi o ipercalcemia per i pazienti che utilizzavano VitD e diuretici tiazidici. Infine, in Italia, durante la pandemia di COVID-19, si è verificata una modesta diminuzione delle segnalazioni di SRA, nonostante l’uso leggermente aumentato di VitD.
La VitD, quindi, può generalmente essere considerata sicura e ben tollerata se la dose terapeutica viene determinata e monitorata attentamente (ad esempio parlando con gli operatori sanitari prima di assumerla), prestando particolare attenzione se si stanno assumendo altri medicinali e/o si è in trattamento a lungo termine. I livelli di 25(OH)D e di calcio dovrebbero essere valutati nei pazienti a rischio (ad esempio, uso di antitrombotici o farmaci associati a ipercalcemia come calcio, VitD e diuretici tiazidici; concomitanti malattie cardiovascolari, renali ed intestinali). Inoltre, studi futuri dovrebbero valutare la sicurezza della VitD da sola o in combinazione con il calcio, poiché gli integratori di calcio senza vitamina D sono stati associati ad un aumento del rischio di frattura dell’anca. Infine, è raccomandato il monitoraggio dell'efficacia e della sicurezza delle strategie preventive e/o terapeutiche con VitD in particolari sottogruppi di popolazione, come gli individui con una combinazione di bassi livelli di vitamina D in concomitanza a varianti genetiche specifiche e/o determinati fattori nutrizionali e stile di vita. Al meglio della nostra conoscenza, questo è il primo studio che descrive tutte le SRA correlate alla VitD e osservate nella popolazione generale italiana. Poiché la sotto-segnalazione è il principale limite dei sistemi di segnalazione della sicurezza, viene evidenziata la necessità di continuare il monitoraggio delle SRA, anche utilizzando dati reali sulla prescrizione e sull’utilizzo di VitD.
Valentina Maggini
CERFIT
AOU Careggi
Maggini V, Crescioli G, Ippoliti I, Gallo E, Menniti-Ippolito F, Chiaravalloti A, Mascherini V, Da Cas R, Potenza S, Gritti G, Galiulo MT, Sottosanti L, Vannacci A, Lombardi N, Firenzuoli F. Safety profile of vitamin d in Italy: an analysis of spontaneous reports of adverse reactions related to drugs and food supplements. J Clin Med. 2023 Jul 17;12(14):4726.
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