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Salute benessere

03 Novembre 2023

Castagna, in studio le proprietà chemiopreventive antitumorali

La Castanea sativa possiede proprietà chemiopreventive attribuite all'alto contenuto di polifenoli, molti dei quali sono tannini sotto forma di tannini idrolizzabili e tannini condensati

di Fabio Milardo - erborista


Castagna, in studio le proprietà chemiopreventive antitumorali

La Castanea sativa Mill., pianta tradizionalmente utilizzata per il trattamento di varie infezioni respiratorie e gastrointestinali, possiede proprietà chemiopreventive intese come azioni specifiche da parte di sostanze su diverse fasi della trasformazione cellulare con l'obiettivo di prevenire, interrompere o invertire il processo cancerogeno. A oggi sono disponibili pochissime informazioni sulla genotossicità dell’estratto di corteccia di castagno, per cui la ricerca bibliografica condotta sui principali database ha permesso di identificare solo due pubblicazioni su questo specifico argomento. A tal proposito, alcuni ricercatori dell’Alma Mater Studiorum, l’Università di Bologna hanno approfondito l’argomento con uno studio ricco di dati.  

I composti attivi principali: i polifenoli (tannini, ellagitannini)

 Le principali proprietà del castagno sono attribuite all'alto contenuto di polifenoli, molti dei quali sono tannini sotto forma di tannini idrolizzabili (ellagitannini, gallotannini), presenti nella corteccia e nelle foglie, e tannini condensati (procianidine), l'unica forma contenuta nella buccia della castagna. In particolare, i principali ellagitannini presenti nella corteccia sono vescalagina e castalagina. È stato dimostrato che gli acidi tannico, ellagico e gallico non sono mutageni, risultando però genotossici ad alte concentrazioni. Gli acidi tannico e gallico hanno causato la rottura del DNA da soli o in presenza di ioni di metalli di transizione come il rame. Infine, ci sono alcune prove riguardanti l'attività inibitoria della castalagina e della vescalagina contro PARP1, una proteina coinvolta anche nella riparazione del DNA e nella regolazione trascrizionale delle cellule tumorali, e sulla topoisomerasi II, una proteina che gestisce i grovigli e i superavvolgimenti del DNA tagliando e ricongiungendo il DNA a doppio filamento.  

Le proprietà della castagna e come sfruttarli al meglio

 Decotti e infusi di fiori di castagno sono stati valutati su quattro linee cellulari tumorali umane evidenziando un'attività antiproliferativa contro linee cellulari di cancro a colon e fegato. Un recentissimo studio approfondisce ed analizza le caratteristiche del castagno, in particolare l’estratto della corteccia, il quale aveva precedentemente dimostrato attività antiproliferativa e pro-apoptotica contro una linea cellulare linfoblastica leucemica. Partendo da queste evidenze, il lavoro ha lo scopo di indagare sulla possibilità di poter influenzare anche le fasi iniziali del processo cancerogeno determinando le proprietà antimutagene dell'estratto, utilizzando il “In Vitro Mammalian Cell Micronucleus Test” su cellule TK6, ovvero cellule linfoblastoidi.
A questo fine, poiché un agente chemiopreventivo ideale dovrebbe essere praticamente non tossico, il primo passo è stato quello di escludere la genotossicità e la mutagenicità dell’estratto. I risultati indicano che l'estratto della corteccia protegge le cellule dal danno indotto; inoltre, l’estratto è stato un forte antiossidante riducendo significativamente i livelli di ROS. Nel complesso, la ricerca supporta l’ipotesi che l’estratto di corteccia potrebbe contrastare la mutagenicità possibilmente attraverso la soppressione della produzione di ROS. Altre proprietà chemiopreventive antitumorali più specifiche riguardano la capacità dell’estratto di corteccia di innescare la via apoptotica estrinseca senza apprezzabili effetti citotossici, suggerendo quindi una buona selettività d'azione per le cellule tumorali.  

Biblio Pharmaceutics. 2023;15(10):2465. Published 2023 Oct 14. doi:10.3390/pharmaceutics15102465

TAG: POLIFENOLI, ONCOLOGIA, CANCRO, FITOTERAPIA

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