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Politica e Sanità

20 Luglio 2023

Tavoli Farmaceutica e Biomedicale: avviato sportello per contratti di settore con dotazione di 390 milioni

Si sono riuniti i Tavoli per i settori della Farmaceutica e del Biomedicale. Annunciato uno sportello per i contratti di sviluppo dedicato a sei specifiche filiere, tra cui il chimico-farmaceutico con una dotazione di oltre 390 milioni

di Simona Zazzetta


Tavoli Farmaceutica e Biomedicale: avviato sportello per contratti di settore con dotazione di 390 milioni

Presidiare i principali dossier europei, puntare al rafforzamento delle procedure nazionali di semplificazione e di regolamentazione, raggiungere la piena autonomia su ricerca e approvvigionamenti, sono alcuni dei temi emersi dai Tavoli per i settori della Farmaceutica e del Biomedicale che si sono riuniti oggi, a Palazzo Piacentini, presieduti dal ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e dal ministro della Salute, Orazio Schillaci e a cui hanno partecipato il viceministro Valentino Valentini, i sottosegretari Fausta Bergamotto e Marcello Gemmato, i rappresentanti delle aziende farmaceutiche, delle aziende biomedicali, della Conferenza Stato-Regioni, i sindacati e le associazioni di categoria. Annunciato anche uno sportello per i contratti di sviluppo dedicato a sei specifiche filiere, tra cui il chimico-farmaceutico con una dotazione di oltre 390 milioni.

Aumentare attrattività dell’Italia per nuovi investimenti e consolidare quelli già presenti
I due tavoli seguono la precedente riunione dello scorso 29 marzo in cui è stato avviato il confronto sulle principali tematiche del settore.
Nel corso dei lavori è stata sottolineata l’importanza di aumentare l’attrattività dell’Italia per avviare nuovi investimenti e consolidare quelli già presenti. In tutta Europa gli investimenti in ricerca e sviluppo sono cresciuti in misura molto minore rispetto a Usa e Cina, dove invece si registra una forte accelerazione degli investimenti. Fondamentale per raggiungere questo obiettivo un riordino delle agevolazioni e degli incentivi per rendere il loro accesso più snello e coordinato.
E per sostenere il settore è in arrivo un nuovo sportello per i contratti di sviluppo dedicato a sei specifiche filiere, tra cui il chimico-farmaceutico con una dotazione di oltre 390 milioni, oltre all’ampliamento degli obiettivi del piano 4.0. Nel corso del confronto si è convenuto anche sulla necessità di un attento presidio dei principali dossier europei, mentre in chiave nazionale è necessario puntare al rafforzamento delle procedure di semplificazione e di regolamentazione.     
“I comparti della farmaceutica e del biomedicale – ha sottolineato il ministro Urso – hanno una valenza sempre più strategica su scala globale. Gli obiettivi della nostra azione sono il raggiungimento di una piena autonomia su ricerca e approvvigionamenti, sviluppando investimenti e attraendone di nuovi. La politica industriale italiana deve essere al passo per fare proprio della farmaceutica il settore pilota per attrarre nuovi investimenti nel nostro Paese”.  
 “Sostenere l’industria farmaceutica che investe nelle innovazioni equivale - ha spiegato il ministro Schillaci – a ottimizzare la capacità del nostro sistema sanitario di disporre di cure che possono abbattere la mortalità o migliorare la qualità di vita di tanti cittadini. È indispensabile considerare la necessità di adeguati investimenti nell'infrastruttura sanitaria, nei laboratori di ricerca e nello sviluppo delle competenze professionali, che possono favorire la crescita dell'industria farmaceutica”.  

Priorità dell’industria del farmaco: payback, riforma Aifa e governance farmaceutica
Consenso a quanto emerso dai tavoli arriva dal mondo dell’industria. Secondo Marcello Cattani presidente di Farmindustria, il tavolo riunito “testimonia ancora una volta la visione strategica e la volontà del Governo di attivare in tempi brevi le politiche necessarie per vincere la competizione globale sempre più veloce nelle Life Sciences. In gioco ci sono i 1.600 miliardi di dollari di investimenti internazionali dell’industria farmaceutica in ricerca dal 2023 al 2028 ai quali se ne potrebbero sommare altrettanti in produzione. L’Italia può farcela ad attrarne una quota parte importante, grazie al valore della sua presenza industriale, agli investimenti e alle competenze”. Per Cattani l’obiettivo è possibile, è “però fondamentale che a livello europeo l’attuale proposta di revisione della legislazione farmaceutica perda il suo carattere ideologico, dimostrato innanzitutto con l’indebolimento della proprietà intellettuale. Sotto questo profilo apprezziamo che il Governo abbia assunto ufficialmente una posizione chiaramente contraria”. Per Cattani c’è la priorità “dell’immediata riduzione del payback e della sua progressiva eliminazione”, “rimane da risolvere il problema della gestione delle risorse a livello regionale, ed è “fondamentale e non più differibile la riforma dell’Aifa per avere processi regolatori più veloci”.  

Apprezzate da Fabio Torriglia, Vicepresidente di Egualia, le parole del ministro Urso: “Il tessuto industriale delle nostre imprese e di tutti i nostri partner del conto terzi in Italia è la spina dorsale della produzione farmaceutica ed è indubbiamente centrale riuscire ad avere sia strumenti che consentano di avere il necessario supporto alla ricerca e sviluppo, sia strumenti che rafforzino la produzione industriale. Su questo le aziende di Egualia sono pronte a fare la loro parte in termini di investimenti se il quadro degli strumenti e degli incentivi che verranno messi a disposizione delle imprese sia a livello nazionale che europeo andrà in questa direzione. Serve però programmare rapidamente una nuova governance per il nostro settore, senza la quale gli investimenti produttivi rischiano di virare verso altri Paesi maggiormente attrattivi”.
“Importantissime” anche le parole del ministro Schillaci sulla governance farmaceutica: “chiediamo che in questo ragionamento sia considerato centrale ogni sforzo per la sostenibilità di tutti i farmaci a basso costo di uso consolidato, dispensati nelle farmacie e negli ospedali. Serve necessariamente adeguare la governance affinché questi prodotti tornino ad essere sostenibili: per questo abbiamo presentato alcune ipotesi concrete di intervento. Anche per Egualia è “prioritario ridurre in maniera sostanziale il peso sostenuto dalle imprese per il payback sulla spesa per gli acquisti diretti che per il nostro settore raggiunge il massimo della stortura, essendo i nostri farmaci acquistati in gara al massimo ribasso. Rendere sostenibili le forniture farmaceutiche pubbliche significa mettere in campo un insieme composito di misure: il metodo di lavoro scelto dai Ministri Urso e Schillaci va in questa direzione e noi lo sosterremo convintamente”.

Distribuzione farmaceutica: servono condizioni per competere nel mercato nazionale e internazionale
Consensi anche da Assoram, l'associazione nazionale operatori commerciali e logistici dell' healthcare:  “La pandemia ha mostrato con chiarezza che le nostre catene logistiche sono un asset strategico, determinante per l’operatività dell’intera filiera dei servizi al cittadino. Accogliamo con entusiasmo l’opportunità che ci viene offerta di ribadire che logistiche efficienti ed efficaci saranno sempre più determinanti in un settore improntato all’obbligo della qualità senza interruzioni” ha dichiarato il Direttore Generale Assoram Mila De Iure. “Dobbiamo tuttavia essere messi nelle condizioni di competere nel mercato nazionale e internazionale in un momento in cui alle nostre imprese si chiede il massimo investimento per la transizione ecologica e digitale ma le redditività sono messe a dura prova dall'effetto domino di pandemia ed eventi bellici. Poche regole chiare, ben vigilate e sufficientemente stabili nel tempo in modo da non mortificare la necessità aziendale di programmare gli investimenti necessari a reggere le nuove sfide: le eccellenze nazionali rischiano di naufragare se non si fa in fretta a creare l’habitat adatto ad attrarre anche agli investimenti esteri. Il mancato recepimento delle Buone pratiche di distribuzione, pubblicate in Gazzetta Europea ben dieci anni fa, ad esempio è un evidente disallineamento italiano rispetto all'Europa. È urgente recepirle per garantire il certificato GDP, Good Distribution Practice condiviso a livello Ema, l’unico con valore istituzionale”.

TAG: FARMINDUSTRIA, GOVERNANCE FARMACEUTICA, EGUALIA, PAYBACK

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