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26 Gennaio 2024 La deadline per l’attivazione obbligatoria dell’autenticazione a due o più fattori per gestire le ricette bianche dematerializzate è il 31 gennaio. I passaggi per completare il passaggio

L’attivazione in via esclusiva dell’autenticazione a due o più fattori per l’accesso al sistema Tessera sanitaria in riferimento alla ricetta bianca dematerializzata è alle porte. La deadline fissata al 31 gennaio, termine che vede quindi la fine del regime transitorio, è confermata e le operazioni tecniche di passaggio al nuovo sistema saranno effettuate alle ore 13:00 dello stesso giorno.
Ecco quali sono i passaggi che devono effettuare i farmacisti per essere pronti.
Autenticazione multifattoriale: a breve in via esclusiva per le Reb
Alla base del percorso c’è la necessità di tutelare maggiormente la sicurezza dei pazienti e i dati sanitari. La misura è stata introdotta con Decreto del Mef - e relativo Disciplinare tecnico - pubblicato in GU a giugno e riguarda la trasmissione al Sistema TS da parte dei medici dei dati relativi alle prescrizioni su ricetta bianca elettronica e da parte delle farmacie e parafarmacie per i dati relativi alle erogazioni dei farmaci prescritti. In modo da favorire il passaggio e rilevare eventuali difficoltà, è stato previsto un periodo transitorio, durante il quale è stato consentito ancora l’utilizzo delle vecchie modalità di autenticazione. In particolare, per quanto riguarda l'accesso tramite applicazione web o tramite SAR (per le regioni già autorizzate per la ricetta bianca dematerializzata) l’operatività è stata fatta partire da luglio, invece, in merito all’accesso al sistema TS (SAC) tramite gestionale questo è stato reso disponibile da Sogei a partire dal 30 settembre. A seguito di alcune criticità riscontrate, tuttavia, il regime transitorio, per quanto riguarda l’accesso tramite gestionale, è stato, come si sa, ulteriormente prorogato, fino a fine gennaio e, salvo ulteriori proroghe, a partire dal primo febbraio l’autenticazione a due fattori dovrà essere attuata in via esclusiva.
I passaggi per essere pronti e le casistiche
Ma che cosa occorre fare? Per quanto riguarda l’operatività, il riferimento è costituito dal Manuale e dalla documentazione tecnica, presente sul sito, che sono stati di recente aggiornati: “Gli utenti del Sistema TS - medico, farmacia, parafarmacia – utilizzano le credenziali di accesso al Sistema TS già in uso, composte da identificativo utente, password e pincode, alle quali occorre aggiungere un secondo fattore di autenticazione, definito come ID di sessione del Sistema TS, e costituito da un identificativo alfanumerico generato dal Sistema TS”. Questo “è valido dal momento della richiesta” per circa 16 ore (pur con differenze regionali). “L’utente prescrittore (medico) o erogatore (farmacia/parafarmacia) può richiedere l’ID di sessione del Sistema TS tramite applicazione web e tramite web service integrato nel proprio gestionale di mercato”. Nel primo caso “il prerequisito è che l’utente sia dotato di identità digitale SPID/CIE/TS-CNS”, mentre nel secondo, oltre a questo, “è anche necessario aver certificato la propria email, accedendo alla propria area autenticata del portale Sistema”. Tale funzionalità è fruibile solo a valle della verifica dell’identità digitale SPID/CIE/TS-CNS ma va specificato che la procedura di validazione dell’indirizzo di posta elettronica deve essere eseguita una sola volta per sede farmaceutica. Su tale indirizzo la farmacia riceverà automaticamente l’ID Sessione inviato dal Sistema TS per garantire l’autenticazione a 2 fattori da inserire nello specifico campo del gestionale. Per quanto riguarda le Regioni Sar, è l’indicazione che arriva da Federfarma, “le farmacie sono invitate a seguire le indicazioni dei propri sistemi di accoglienza regionali”.
Intanto, dal fronte dei medici arrivano alcune preoccupazioni che l’operatività diventi di fatto più laboriosa.
Aumentano i cyber attacchi diretti a sanità. Ecco le principali casistiche
La necessità di un sistema di autenticazione forte, va detto, è avvertita da tempo, anche perché, così come in altri, anche nel nostro Paese aumentano le segnalazioni, nel pubblico e nel privato, di attacchi informatici in ambito sanitario. Secondo gli ultimi dati diffusi a fine anno dal Clusit, che riguardano il primo periodo del 2023, la sanità si conferma il secondo target più colpito, con il 14,5% degli attacchi totali rispetto al 12,2% del 2022. Gli incidenti andati a buon fine e di cui si è avuta notizia a livello globale sono stati 200. Quanto alle tecniche di attacco maggiormente utilizzate, aumenta il ricorso ai malware, dal 32% del totale degli incidenti nel 2022 al 35%, ma resta presente anche lo sfruttamento di vulnerabilità (16%) e altre tecniche quali la violazione degli account (8%), ingegneria sociale e phishing (3%) e i DDoS (2%). Il trend viene confermato anche dal Rapporto dell’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza (Enisa), pubblicato a luglio 2023: a livello europeo, gli incidenti che hanno riguardato l’ambito sanitario sono stati il 53% del totale, con in testa gli ospedali (42% delle segnalazioni) e a seguire autorità sanitarie, enti e agenzie (14%).
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