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17 Maggio 2024

Licenza obbligatoria Ue, associazioni industriali avanzano riserve su proposta della Commissione europea

Sulla proposta della Commissione europea di regolamentazione della licenza obbligatoria dell’Ue per la gestione delle crisi alcune associazioni industriali esprimono preoccupazione in una nota congiunta

di Cristoforo Zervos


Licenza obbligatoria Ue, associazioni industriali avanzano riserve su proposta della Commissione europea

Una nota congiunta elaborata da un gruppo di diverse organizzazioni europee (Business Europe, Digital Europe, Efpia Eurochambres, Medtech Europe) ha espresso preoccupazione riguardo la proposta della Commissione Europea di regolamentazione della licenza obbligatoria dell’UE per la gestione delle crisi. 

Mentre il Consiglio dell’Unione Europea prepara la sua posizione, il gruppo sottolinea l’importanza di prendersi il tempo necessario per affrontare adeguatamente le questioni irrisolte nella proposta originale. Il Parlamento Europeo ha adottato alcuni miglioramenti alla proposta, come un maggiore coinvolgimento del titolare dei diritti, l’obbligo di adoperarsi in sforzi ragionevoli per arrivare a una licenza volontaria e un approccio ragionato alla remunerazione. Tuttavia, rimangono problematiche altre disposizioni, tra cui un controllo giurisdizionale inadeguato, il trasferimento forzato di tecnologia e la condivisione di segreti commerciali. 

Le imprese: tutelare innovazione e competitività

Le organizzazioni imprenditoriali riconoscono la necessità di essere preparate di fronte a future crisi, che possono assumere varie forme: crisi sanitarie, ambientali, digitali e climatiche. Ed è fondamentale garantire che la società abbia accesso ai prodotti o servizi rilevanti per la gestione delle crisi. Tuttavia, la coalizione crede fermamente che l’iniziativa, nella sua forma attuale, possa minare l’innovazione e la competitività delle aziende europee, compromettendo la capacità dell’Europa di affrontare efficacemente le criticità future. Inoltre, la nota sottolinea che indebolire i diritti di proprietà intellettuale in questo modo creerebbe anche un precedente negativo a livello internazionale. Nella nota si affronta anche il mito ricorrente secondo cui la proprietà intellettuale ostacolerebbe l'innovazione, quando invece è il contrario. La crisi del Covid-19 ha dimostrato la volontà della comunità imprenditoriale di contribuire a contrastare l’enorme crisi sanitaria, con i titolari dei diritti che hanno volontariamente accettato di concedere licenze sotto i quadri esistenti internazionali, dell’Ue e degli Stati membri. Questi quadri si sono dimostrati efficaci nel facilitare una rapida soluzione alla crisi. Inoltre - continua la nota - le industrie basate sulla conoscenza devono essere sostenute e protette se l'Europa vuole rafforzare la sua competitività internazionale.

I punti cruciali

Le preoccupazioni fondamentali sollevate dalla comunità imprenditoriale riguardo alla proposta attuale includono:

  • la necessità di rendere più chiaro che una licenza obbligatoria è una misura di ultima istanza, da adottare solo quando è l’unico mezzo per garantire l’accesso a prodotti indispensabili per la gestione delle crisi;
  • il passaggio riguardante «misure complementari che integrano la licenza obbligatoria dell’Unione», che probabilmente include il passaggio di segreti commerciali e know-how. È essenziale che questi siano esplicitamente esclusi dal campo di applicazione;
  • le definizioni in generale devono essere più chiare e precise (per esempio per termini come “crisi”);
  • la necessità che il Consiglio consultivo, in supporto alla Commissione sulle sue decisioni, includa esperti del settore sia a livello europeo che nazionale;
  • necessario un controllo giurisdizionale approfondito di ogni licenza obbligatoria, garantendo che i titolari dei diritti abbiano sempre l'opportunità di essere ascoltati prima dell'adozione di qualsiasi decisione, di negoziare una "remunerazione adeguata" o proporre misure alternative, ad esempio riguardo la capacità produttiva o ad accordi di cooperazione;

Inoltre, la nota evidenzia che la qualità non deve essere sacrificata per la velocità. Questa iniziativa non deve ridurre gli standard di produzione che l’Unione ha definito per garantire il livello di sicurezza appropriato per i pazienti e i consumatori dell’UE, standard che le autorità competenti degli Stati membri sono incaricate di supervisionare. 

Infine, il gruppo invita i legislatori a assicurare che i principi di proporzionalità e sussidiarietà, insieme alla certezza del diritto, vengano rispettati in questa normativa di grande rilevanza.

Fonte

https://efpia.eu/news-events/the-efpia-view/statements-press-releases/joint-business-statement-on-the-eu-proposal-on-compulsory-licensing/#_bookmark0

TAG: COMMISSIONE EUROPEA, BREVETTI, EFPIA

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