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10 Febbraio 2020

Coronavirus cinese supera Sars per numero di vittime. Esperti Oms in Cina


Coronavirus 2019-nCoV, il bilancio dei morti supera quello della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars). Il parere degli esperti e i dati sui contagi aggiornati all'ultimo bollettino ufficiale rilasciato dalle autorità cinesi

Con 97 nuovi decessi è salito a 908 morti il bilancio dell'epidemia di coronavirus 2019-nCoV in Cina che registra 3.062 nuovi casi confermati e 4.008 sospetti. Questi gli aggiornamenti diffusi dalla Commissione sanitaria nazionale cinese nel suo bollettino quotidiano, precisando che si registrano 3.062 nuovi casi confermati e 4.008 sospetti. Secondo le autorità cinesi, 296 persone sono in condizioni gravi mentre 632 sono state dimesse dagli ospedali. I casi confermati in Cina dallo scoppio dell'epidemia sono 40.171, numeri che secondo i dati dell'Oms, superano quelli della Sindrome respiratoria acuta grave (Sars) registrati nel mondo tra il 2002 e il 2003.
Intanto, una squadra di esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità, guidata dall'epidemiologo canadese Bruce Aylward, è partita per una missione in Cina. Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus via Twitter in cui ha anche fatto sapere che la diffusione del nuovo coronavirus "fuori dalla Cina ora appare lenta, ma potrebbe accelerare". Il contenimento del virus, spiega il Dg Oms, "resta il nostro obiettivo, ma tutti i Paesi devono utilizzare la finestra di opportunità creata dalla strategia di contenimento per prepararsi al possibile arrivo del virus". Secondo Ghebreyesus, ci sono stati alcuni casi di diffusione del coronavirus "da persone che non hanno viaggiato in Cina. L'individuazione di un numero limitato di casi può indicare una trasmissione più diffusa in altri Paesi; in breve, potremmo vedere solo la punta dell'iceberg".

Leggera stabilizzazione, Oms: presto per parlare di trend di contenimento

Gli epidemiologi hanno notato il calo, per il quarto giorno di fila, dei nuovi casi in Cina (2.656 sabato dal picco di quasi 3.900 di mercoledì), a fronte di contagi verificati saliti a ridosso delle 38.000 unità, di cui 6.188 gravi. L'Organizzazione mondiale della sanità conferma una certa "stabilizzazione", ma avverte che è troppo presto per parlare di un trend di contenimento, dato che i laboratori cinesi lavorano a pieno regime sui test e potrebbero registrare un'ulteriore impennata dei casi di contagio. Per avere una "drammatica riduzione" della diffusione del coronavirus bisogna attendere la terza settimana di febbraio: solo allora si saprà "se i metodi di contenimento sono stati adeguati", ha spiegato l'epidemiologo americano Ian Lipkin, a capo del Centro per le infezioni e l'immunità della Columbia University. Lipkin ha osservato che l'arrivo della primavera e delle temperature più miti può ridurre la forza del virus e portare le persone fuori dagli ambienti chiusi dove il pericolo è più alto. In particolare, "ci sono due momenti chiave" da seguire con attenzione: il ritorno al lavoro e la riapertura delle scuole dopo la lunga festività del Capodanno lunare.

In Cina finiscono le vacanze, ripartono le attività

A Pechino, dove la popolazione è blindata tra le mura domestiche, le istituzioni locali hanno distribuito un manuale sulle regole da seguire "per il ritorno al lavoro": verifica della temperatura corporea, dotandosi prima di uscire del kit obbligatorio di mascherina e salviette disinfettanti. Sui mezzi pubblici e in ufficio, il consiglio è di evitare i contatti e di lavare le mani di continuo, areando gli ambienti il più possibile. Con l'economia in stallo infine la Banca centrale cinese (Pboc) si avvia a lanciare un'operazione da 300 miliardi di yuan (43 miliardi di dollari) per aiutare le imprese bloccate, ma funzionali per "la prevenzione e il controllo dell'epidemia".

TAG: CINA, ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITà - OMS, VIRUS, VIRUS CINESE, CORONAVIRUS

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