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13 Luglio 2022

Antibiotico resistenza: intervento del farmacista riduce la pressione selettiva


Il farmacista può dispensare consigli per ridurre la "pressione selettiva": completare il ciclo terapeutico, conservare e smaltire i farmaci in modo corretto


Portare a termine il ciclo terapeutico antibiotico prescritto, conservare i farmaci in modo corretto, smaltire in modo opportuno quelli scaduti, sono alcuni consigli che il farmacista può dispensare per ridurre la "pressione selettiva" che porta i batteri più forti a resistere agli antimicrobici, fortificandosi. A parlare di questa strategia di counselling che potrebbe aiutare a contrastare la diffusione delle resistenze è stata Amy Cadwallader, direttore di Regulatory and Public Policy Development alla US Pharmacopeia (USP), in un'intervista a Pharmacy Times.

Le vie della resistenza antimicrobica

La resistenza antimicrobica (AMR) si ha quando batteri e virus evolvono e si modificano; un cambiamento che porta a una riduzione di efficacia o ad una completa inefficacia dei farmaci usati contro le infezioni. Secondo l'esperta, negli USA si registrano più di 2,8 milioni di infezioni resistenti l'anno, con più di 35mila decessi. L'OMS, poi, descrive la AMR come una delle dieci minacce di sanità pubblica che l'umanità deve fronteggiare, oggi, e se non si troveranno adeguate soluzioni, secondo le stime, dal 2050 ci saranno dieci milioni di morti dovuti a AMR, ogni anno.
Uno dei fattori che pesa sull'AMR è la qualità dei farmaci, che può contribuire alla resistenza soprattutto in tre modi. Il primo riguarda il quantitativo di principio attivo nel farmaco, che in base alla qualità potrebbe essere minore e portare, così, il paziente ad assumere una dose sub terapeutica. Il secondo motivo per cui la qualità dei farmaci può essere un problema è la qualità di eccipienti e principi attivi, che, se scarsa, può cambiare la farmacocinetica del medicinale, che può, a sua volta, agire in modo inappropriato o non efficace. Il terzo problema deriva dalle impurità o dai prodotti di degradazione che possono essere presenti in alcuni farmaci, per esempio se sono conservati male, e che possono, anche questi, portare a una inconsapevole assunzione di una dose sub terapeutica. Tutti e tre questi effetti, dunque, possono portare a un processo noto come 'pressione selettiva' in cui l'esposizione a dosi moderate di farmaco uccide i microbi più deboli, ma fortifica e lascia che si replichino a un tasso più elevato quelli più forti.
Accanto a questi aspetti c'è, poi, la vulnerabilità della catena di approvvigionamento, mappando la quale è emerso che i farmaci antimicrobici hanno il 42% in più di probabilità di andare in carenza rispetto ad altri farmaci. Quando le scorte vanno in carenza, come evidenziato dall'esperta, sul mercato tendono a proliferare farmaci falsi o prodotti con scarsi standard e anche se questo scenario tende a colpire soprattutto paesi a basso e medio reddito, le implicazioni sono a livello globale.

L'attenzione del farmacista verso il paziente nel contrastare la AMR

Il farmacista, che ha un contatto diretto con il paziente e ha un'influenza su di lui, può, prima di tutto, incoraggiarlo nella corretta gestione delle terapie, che significa parlare dell'aderenza al ciclo terapeutico antibiotico e dell'importanza di portarlo al termine. Il secondo aspetto su cui puntare è assicurarsi della qualità del farmaco, con un'adeguata conservazione in farmacia dei prodotti, ma condividendo questi aspetti anche con il paziente, assicurandosi che la conservazione dei farmaci a casa sia altrettanto corretta. In particolare, il farmacista può suggerire di non conservare farmaci residui e di smaltire quelli scaduti in modo corretto. I medicinali oltre la data di scadenza, infatti, hanno una ridotta potenza per via della degradazione cui può andare incontro il principio attivo e le dosi sub terapeutiche possono, a loro volta, far propagare le resistenze.

Le azioni messe in campo da Farmindustria

Anche Farmindustria è impegnata nel contrastare l'antimicrobico resistenza. In un documento propositivo in linea con l'impegno internazionale della Federazione Europea delle Associazioni e delle Industrie Farmaceutiche (EFPIA) e della Federazione Internazionale delle Imprese e delle Associazioni del Farmaco (IFPMA), l'associazione ha evidenziato tre aspetti su cui puntare. Primo fra tutti c'è la necessità di investire in ricerca, creando nuovi modelli di sviluppo per accelerare i tempi di messa a punto di nuovi antimicrobici. In questo contesto sono fondamentali i finanziamenti pubblici e l'incentivo alla collaborazione pubblico-privato. Bisognerebbe, poi, puntare all'uso appropriato degli antibiotici e riconoscere il giusto valore di questi farmaci, un ambito in cui, come sottolineato dall'esperta americana, anche il farmacista può fare la sua parte.
Infine, secondo il documento di Farmindustria, è necessario puntare alla prevenzione, riconoscendo il ruolo dei Piani Nazionali sia di prevenzione dell'antibiotico resistenza che della vaccinazione, e sensibilizzando operatori sanitari e popolazione con campagne di comunicazione mirate che coinvolgano anche le principali società scientifiche.

Fonti

Pharmacy Times https://www.pharmacytimes.com/view/usp-expert-it-s-critical-pharmacists-have-conversations-with-patients-on-adherence-storage-issues-that-result-in-antimicrobial-resistance
Lotta alla resistenza antimicrobica: una priorità a livello mondiale. Farmindustria https://www.farmindustria.it/app/uploads/2020/05/Executive-summary_Proposte-Farmindustria-su-lotta-alla-resistenza-antimicrobica.pdf

TAG: FARMACISTI, ANTIBIOTICI, RESISTENZA AGLI ANTIMICROBICI, ANTIBIOTICORESISTENZA

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