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01 Marzo 2023

Identità digitale e accesso alla PA, Spid in scadenza: i rischi, gli scenari e le novità


Identità digitale, Spid a rischio: gli scenari possibili e le novità


L'identità digitale è un tassello per l'accesso ai servizi della pubblica amministrazione e tra le modalità disponibili quella che ha registrato un maggiore utilizzo è Spid: sono 34,2 milioni i cittadini che lo possiedono, in aumento del 30% rispetto all'anno precedente, e 12.674 le amministrazioni attive. A fine anno sono scadute le convenzioni - prorogate per ora fino ad aprile - con i gestori, che chiedono più attenzione alla sostenibilità e maggiore coinvolgimento nei progetti futuri, mentre dal Governo i piani vanno nella direzione della semplificazione delle identità digitali. Quali sono gli scenari possibili? Che cosa potrebbe succedere ai servizi che richiedono accesso con Spid?

Spid in scadenza: gli scenari possibili

È fissata per ora sino al 23 aprile la proroga dei contratti dell'Agenzia per l'Italia digitale con la quasi totalità degli identity provider, i fornitori privati di Spid. La settimana scorsa c'è stato un ulteriore incontro tra il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Innovazione tecnologica, Alessio Butti (Fdi), e i fornitori aderenti ad Assocertificatori - che rappresenta il 95% delle transazioni - per cercare di risolvere la questione e scongiurare il rischio che lo Spid venga "spento".
Per i gestori c'è un nodo economico, perché il contributo dello Stato non è ritenuto sufficiente a coprire i costi, anche in relazione all'aumento considerevole delle identità Spid, cresciute nel 2022 di 6 milioni e del volume di accessi, lievitati a oltre un miliardo. La richiesta dei gestori è di 50 milioni di euro. Dall'altro lato, c'è il piano del Governo, che ha espresso l'intenzione di razionalizzare l'ambito della identità digitale - superando il doppio binario Cie e Spid - e di verificare la fattibilità a lungo termine di un'unica identità digitale, nazionale e gestita dallo Stato. La proposta è quella della Identità digitale nazionale, Idn, e su questo progetto è al lavoro la task force di esperti di recente nominata.

Crescono gli accessi alla Pa con Spid anche tra i farmacisti

Al momento, comunque, Spid gode di una grande diffusione: sono 12.674 le amministrazioni - tra cui Inps, Cogeaps - che offrono la possibilità di accesso con Spid. Se per numero di utenti Spid e Cie hanno visto un incremento più o meno analogo, i dati dell'Agenzia per l'Italia digitale (Agid) mettono in rilievo come allo Spid siano da ricondurre un miliardo di accessi ai servizi pubblici, contro i 21 milioni della carta di identità elettronica. A essere rimarcata poi da diversi soggetti è la maggiore fruibilità dello Spid rispetto alla carta di identità elettronica, che richiede Pin, Puk e un lettore, in quanto è nel chip che sono conservati i dati. Entrambe queste modalità, viene ricordato, rientrano nei progetti di sviluppo della digitalizzazione del Pnrr, con un obiettivo di aumento del numero di utenti.

I nodi da sciogliere e le ipotesi sul tavolo

A ogni modo, per risolvere la questione nell'immediato sul tavolo c'è una ulteriore proroga - su cui i gestori hanno posto una serie di condizioni - mentre tra le ipotesi di sviluppo avanzate in più occasioni dal Governo si è iniziato a parlare di una nuova piattaforma/App dove cominciare a far confluire Spid e Cie, nell'ottica di avvicinarsi al sistema Ue.
Anche in Europa, infatti, partirà la fase sperimentale del progetto analogo che si basa sulla proposta di un Digital identity wallet (Eudi), in cui sarà possibile inserire le credenziali di tutti i cittadini Ue. «L'Italia», ha spiegato il sottosegretario Butti a margine dell'ultimo incontro con i Gestori, «sta già sperimentando l'e-wallet, in anticipo rispetto ad altri Paesi europei. Noi abbiamo un percorso di identità digitale europeo in fase avanzata. L'obiettivo è di consentire ai cittadini italiani, il più velocemente possibile, di dialogare agevolmente con le pubbliche amministrazioni italiane ed europee. Quello che dobbiamo fare è eliminare le barriere di accesso per garantire a tutti la fruizione semplice dei servizi pubblici con un'unica chiave».

Francesca Giani

TAG: POLITICA, AMMINISTRAZIONE SANITARIA PUBBLICA

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