Decreto energia, sostegno a payback su dispositivi medici. Aziende: inaccettabile, andremo al Tar
Confindustria Dispositivi Medici definisce inaccettabile l'istituzione di un Fondo per le aziende dei dispositivi medici di sostegno per il payback. Annunciano ricorsi al Tar
Tra le misure presenti nel decreto Energia (bozza), all'esame del Consiglio dei ministri è presente la previsione di sostegno al payback per i dispositivi medici con un Fondo da determinare per alleggerire il carico delle imprese e il premio a quante rinunciano al contenzioso. Ma questa intenzione non incontra il favore delle aziende del settore che annunciano l'intenzione di andare avanti con i ricorsi al Tar: "Uno sconto dovrebbe sanare queste storture" afferma in una nota il Presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Massimiliano Boggetti.
Boggetti: contenzioso si inasprirà. Cancellare il payback
"L'intenzione del Governo di fare uno sconto alle imprese sull'ammontare del payback se in cambio queste rinunciano ai ricorsi è una proposta inaccettabile. Il payback deve essere cancellato, altrimenti il problema non troverà mai una soluzione definitiva. Tutti concordano sull'iniquità di questa norma è quindi giunto il momento di cancellarla. Questa misura decreterà la fine del Servizio Sanitario Nazionale e dell'attrattività del nostro Paese da parte delle imprese dei dispositivi medici. Per questo abbiamo intenzione di andare avanti con i ricorsi al Tar. Non è togliendo 1,1 miliardi alle aziende, concedendo rateizzazioni o aggiustando la stortura dell'Iva - ha dichiarato il Boggetti - che si risolve il problema, soprattutto perché la norma resterebbe attiva per gli anni 2019-2022 e per il futuro. Inoltre, molte aziende hanno ricevuto un payback che include i servizi (per legge non inclusi nel conteggio) e non si capisce come uno sconto dovrebbe sanare queste storture e rendere le aziende soddisfatte, tanto più che le imprese scontano il pagamento per i servizi correlati. Il contenzioso generato dal payback si inasprirà con evidenti ricadute sulle imprese e sulla fornitura per i nostri ospedali. La cosa più saggia e lungimirante è semplicemente cancellare il payback perché non ancorato alla realtà, ai veri bisogni di cura dei cittadini". "Il Governo, a cui riconosciamo di aver preso in carico questo annoso problema e a cui chiediamo un incontro urgente, deve prendere atto che il payback non è uno strumento per contenere i costi, ma per tagliare le prestazioni, scaricando sulle imprese fornitrici oneri e responsabilità che non gli competono. Ciò che chiediamo - ha continuato Boggetti - è di avere una visione di medio e lungo termine per il SSN e di riconoscerci quale comparto destinato a essere sempre di più strategico se non si vuole dipendere dall'estero per tutto ciò che riguarda la cura e la diagnosi per i cittadini. Ricordo che far chiudere le imprese che riforniscono il SSN vuol dire esporre i cittadini al rischio sempre più concreto di non essere curati adeguatamente perché negli ospedali cominceranno a mancare la tecnologia, le apparecchiature e la competenza per fare buona sanità. Di ciò ne sarà responsabile questo Governo".
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A cura di Redazione Farmacista33
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