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18 Maggio 2023

Spondilite anchilosante, mal di schiena cronico: un sintomo precoce da intercettare presto. Il ruolo nel farmacista


La spondilite anchilosante si presenta con sintomi facilmente riconducibili al mal di schiena cronico. Il medico e il farmacista possono intercettare i pazienti nelle fasi più precoci


La spondilite anchilosante è una patologia di origine infiammatoria che colpisce soprattutto i giovani adulti nel pieno della loro attività caratterizzata da sintomi riconducibili al mal di schiena cronico che possono nascondere la vera causa che li provoca con il rischio di tardare anche di 10 anni la diagnosi corretta e l'avvio di una terapia adeguata. Il medico di famiglia e il farmacista sono i professionisti che possono intercettare i pazienti nelle fasi più precoci consigliando la visita dal reumatologo in caso di mal di schiena che dura da oltre tre mesi nonostante l'uso di farmaci antidolorifici. È uno degli aspetti emersi nel corso di un evento dedicato alla spondilite anchilosante organizzato da Abbvie , che ha recentemente lanciato la campagna di sensibilizzazione "Non Voltargli La Schiena" (nonvoltarglilaschiena.it) con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sulla malattia.

Il mal di schiena è un sintomo non una diagnosi. I campanelli di allarme

"Il mal di schiena va considerato un sintomo e non una diagnosi e va prontamente diagnosticato e trattato" ha subito chiarito Francesco Ciccia, Ordinario di Reumatologia presso l'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Molti giovani però lasciano passare troppo tempo prima di richiedere un consulto medico, soprattutto per la mancanza di informazioni e la sottovalutazione dei sintomi. Il risultato è che si arriva troppo tardi dallo specialista giusto, il reumatologo. In alcuni casi possono volerci anche 10 anni affinché la causa del mal di schiena infiammatorio venga diagnosticata correttamente.
"Quando il dolore perdura per oltre tre mesi - precisa Ciccia - si parla di mal di schiena cronico". I dolori lombosacrali, ha spiegato l'esperto, tipicamente notturni e presenti a riposo o al risveglio e che si attenuano con il movimento, sono campanelli di allarme che necessitano di una valutazione specialistica reumatologica. Una diagnosi precoce è infatti fondamentale per un adeguato trattamento che impedisca l'instaurarsi di gravi danni articolari ad alto impatto invalidante.

Mmg e farmacista possono intercettare fase precoce

Come sottolineato da Silvia Tonolo, Presidente l'Associazione Nazionale Malati Reumatici ANMAR "il problema vero è il ritardo diagnostico - e conseguentemente terapeutico - inaccettabile che complica la gestione di una malattia così invalidante. Campagne di sensibilizzazione come Non Voltargli la Schiena sono fondamentali per informare le persone su quali siano i sintomi e i dolori riconducibili al mal di schiena cronico di natura infiammatoria. Sono altrettanto importanti le figure del medico di medicina generale che, in presenza di tali sintomi, può inviare il paziente direttamente dallo specialista reumatologo, e del farmacista dei servizi, che può intercettare i pazienti nelle fasi più precoci e consigliare di consultare il reumatologo in caso di mal di schiena che dura da diversi mesi, evitandogli così un'odissea diagnostica tra diversi specialisti prima di arrivare a quello giusto".

Riconoscere il tipo di mal di schiena: ecco i sintomi

Di mal di schiena ne soffre un italiano su due e più dell'80% delle persone ne soffrirà almeno una volta nel corso della vita. In molti casi il dolore è di tipo meccanico, ma per circa una persona su cinque - soprattutto tra i 20 e i 30 anni - si tratta di un mal di schiena cronico che potrebbe essere la spia di una malattia reumatica come la spondilite anchilosante.
Un test basato su poche domande presente nelle pagine web del sito della campagna aiuta a svelarne le cause e a distinguere tra un mal di schiena meccanico e un mal di schiena infiammatorio cronico.
Il primo è spesso causato da strappo o lesione, non è associato a rigidità mattutina o se c'è dura meno di 30 minuti. Spesso migliora a riposo, ha un inizio variabile, ma può svilupparsi rapidamente e il dolore viene descritto come "pulsante" o "penetrante".
Il mal di schiena infiammatorio cronico ha esordio è in giovane età, tra i 20 e i 30 anni, ed è graduale, i sintomi migliorano con l'esercizio fisico mentre non migliorano a riposo, il dolore normalmente è associato a rigidità mattutina che dura più di 30 minuti, il dolore notturno è spesso causa di risveglio nella seconda metà della notte si accompagna a dolore al gluteo alternante.

Il trattamento farmacologico: dai Fans ai JAK inibitori

La spondilite anchilosante è una malattia potenzialmente invalidante caratterizzata da mal di schiena infiammatorio cronico che coinvolge principalmente le articolazioni della colonna vertebrale, le articolazioni delle ossa del bacino, e i tessuti molli adiacenti. L'evoluzione della malattia è lenta con una progressiva perdita della lordosi lombare e alla comparsa di una cifosi dorsale determinando, nelle forme più evolute, la caratteristica andatura "dell'uomo curvo".
Il trattamento farmacologico prevede l'utilizzo di farmaci antinfiammatori non steroidei e nei pazienti che non rispondono l'utilizzo di farmaci biologici o di "Small Molecule", son disponibili i più recenti JAK inibitori a somministrazione orale. Tra questi ha di recente avuto il via libera da Aifa Upadacitinib (Rinvoq) di AbbVie, il primo inibitore orale selettivo e reversibile di JAK che può essere assunto una volta al giorno, per il trattamento della spondilite anchilosante attiva nei pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia convenzionale. Con gli attuali trattamenti, il 70-90% delle persone non sviluppa disabilità a lungo termine e la malattia non influisce in modo significativo sull'aspettativa di vita.

"AbbVie è impegnata da anni nel cercare soluzioni innovative per avere un impatto significativo sulla vita dei pazienti - ha commentato il direttore medico di AbbVie, Annalisa Iezzi. - Non solo nella ricerca e sviluppo di opzioni terapeutiche innovative per le persone che convivono con malattie reumatologiche come la spondilite anchilosante, ma anche nei programmi di supporto come la campagna 'Non Voltargli La Schiena' che si propone di favorire una corretta informazione e ridurre il tempo di diagnosi per tutte quelle persone che soffrono di mal di schiena infiammatorio e non ne sono ancora consapevoli, accelerando il percorso verso una migliore qualità di vita, senza dolore." La campagna Non Voltargli La Schiena (Don't Turn Your Back On It) è un'iniziativa internazionale sviluppata da AbbVie in stretta collaborazione con associazioni di pazienti e specialisti da tutta Europa. In Italia, la campagna è condotta in collaborazione con l'Associazione Nazionale Malati Reumatici ANMAR Onlus.

TAG: SEGNI E SINTOMI, SPONDILITE ANCHILOSANTE, FARMACISTA

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