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10 Novembre 2023

Lavoro e tasse. Irpef, benefit, premi produttività: novità normative in arrivo e ricadute sui dipendenti

Riforma dell’Irpef, welfare aziendale e fringe benefit, detassazione sui premi di risultato, norma sulle dimissioni. Sono alcune delle misure, veicolate da diversi provvedimenti in discussione

di Francesca Giani


Lavoro e tasse. Irpef, benefit, premi produttività: novità normative in arrivo e ricadute sui dipendenti

Riforma dell’Irpef, welfare aziendale e fringe benefit, detassazione sui premi di risultato, norma sulle dimissioni. Sono alcune delle misure, veicolate da diversi provvedimenti in discussione, che determineranno ricadute per datori, lavoratori e buste paga, con un minore impatto della tassazione.

Ddl lavoro avvia iter parlamentare. In testo anche norma su dimissioni
Si appresta all’iter parlamentare il cosiddetto Ddl in materia di lavoro che era stato varato dal Consiglio dei ministri il primo maggio. Il testo, secondo quanto si apprende, aveva avuto un altro passaggio in Consiglio dei Ministri a inizio settembre, cambiando - secondo quanto viene spiegato - una norma secondaria e nei giorni scorsi ne è stata autorizzata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presentazione alle Camere, come si legge sul sito del Quirinale. L'esame del provvedimento inizierà dalla Camera. Tra le previsioni, c’è anche una norma che interviene sulle dimissioni: in caso di assenza ingiustificata protratta oltre il termine previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro o, in mancanza di previsione contrattuale superiore a cinque giorni, il rapporto si intende risolto per volontà del lavoratore.

Welfare aziendale e premi di produttività: si riduce imposizione fiscale
In merito ai lavoratori, diverse misure sono contenute anche nella Manovra, a partire da quelle per il welfare aziendale. Nel dettaglio, come riferito in un punto di Federfarma, viene disposto che, solo per il 2024, in deroga a quanto previsto dall’articolo 51, comma 3, prima parte del terzo periodo TUIR, non concorrono a formare il reddito, entro il limite complessivo di 1.000 euro, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, nonché le somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, delle spese per l’affitto della prima casa ovvero per gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa. Viene, in questo modo, innalzato a 1.000 euro il limite che è ulteriormente è elevato a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti, i figli adottivi o affidati, con redditi non superiori a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili (4.000 euro per i figli di età non superiore a ventiquattro anni)”.
Un’altra misura riguarda poi la riduzione dell’imposizione fiscale dei premi di risultato: “viene previsto che l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività erogati nel 2024, venga ridotta al 5%, dimezzando in questo modo l’aliquota prevista dalla legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 182 legge n. 208/2015)”. Mentre in merito alla decontribuzione delle lavoratrici con figli, al momento “si prevede che dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 alle lavoratrici madri di tre o più figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, ad esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto un esonero totale dei contributi previdenziali per invalidità, vecchiaia e superstiti fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, nel limite massimo annuo di 3.000 euro riparametrato su base annua. Tale esonero è riconosciuto, in via sperimentale per l’anno 2024 anche alle lavoratrici madri di due figli fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo. Resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche”.

Riforma dell’Irpef: dal taglio del cuneo fiscale all’accorpamento degli scaglioni

Allo studio c’è poi la riforma dell’Irpef: al momento è stato confermato il taglio del cuneo fiscale rifinanziato per il 2024. “In via eccezionale, per i periodi di paga dal primo gennaio al 31 dicembre 2024, per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione dei rapporti di lavoro domestico, è riconosciuto, un esonero, senza effetti sul rateo di tredicesima, sulla quota dei contributi previdenziali per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti a carico del lavoratore di 6 punti percentuali a condizione che la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non ecceda l’importo mensile di 2.692 euro, maggiorato, per la competenza del mese di dicembre, del rateo di tredicesima. L’esonero è incrementato, senza effetti sul rateo di tredicesima, di un ulteriore punto percentuale con retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per tredici mensilità, non superiore all’importo mensile di 1.923 euro, maggiorato del rateo di tredicesima”. Viene quindi confermato il taglio già in vigore da luglio 2023, ovvero la decontribuzione di 7 punti per i redditi fino ai 25 mila euro lordi annui e quella 6 punti per i redditi fino a 35 mila euro lordi. Ma la differenza rispetto a prima è che lo sgravio non avrà effetto, come avrà invece quest’anno, sulle tredicesime del 2024.
Il sistema dovrà passare per la riforma delle aliquote Irpef che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni, quello fino a 15 mila e quello tra 15 e 28 mille, e, a tendere, punta a una maggiore semplificazione: come riferito dal Corriere Economia, “a entrambi gli scaglioni si applicherà l’aliquota prevista fino a oggi per lo scaglione più basso, vale a dire il 23%. Gli altri restano al 35% per i redditi tra 28 e 50 mila euro, al 43% oltre i 50 mila euro. La combinazione del taglio del cuneo (già in vigore) con la nuova Irpef (che scatterà dal 2024) produce un effetto migliorativo sulla busta paga mensile che varia dai 60 euro circa per i redditi di 15 mila euro a un massimo di poco più di 100 euro per i redditi di 35 mila euro”.

Manovra a parte, l’attenzione è rivolta anche i tanti disegni di legge collegati che sono stati annunciati anche nella Nota di aggiornamento al Def. “Sono trentadue, e dovrebbero essere presentati in Parlamento entro il 16 novembre. Coprono quasi tutti i temi principali della manovra: famiglie numerose, pensioni, scuola, disabili, semplificazioni, infrastrutture, enti locali, sanità”.

TAG: FARMACISTI DIPENDENTI, STIPENDIO DEI DIPENDENTI, GOVERNO, TASSE, MANOVRA

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