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16 Marzo 2023

Influenza aviaria: in Europa attenzione alta su filiera alimentare. Consigliato consumo di carni ben cotte


È stato pubblicato il report che aggiorna la situazione relativa all'influenza aviaria in Europa, redatto congiuntamente da EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), EVDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e il Laboratorio di riferimento dell'UE (EURL). Nel periodo fra dicembre 2022 e marzo 2023, il virus dell'influenza aviaria ad alta patogenicità (highly pathogenic avian influenza, HPAI) A(H5N1), secondo quanto si legge, rimane diffuso principalmente fra gli uccelli selvatici e quelli domestici in oltre 24 paesi. Data la recente moria di un numero elevato di uccelli marini, principalmente di gabbiani dalla testa nera, per lo più in Francia, Belgio, Paesi Bassi e Italia, l'attenzione rimane alta in particolare per il rischio di diffusione negli allevamenti avicoli intensivi: lo spostamento delle colonie di uccelli nidificanti, nei prossimi mesi verso l'entroterra potrebbe infatti esporre le aree di produzione avicola al rischio di contagio.

La situazione va tenuta sotto stretto controllo

Questi virus aviari, sottolinea ECDC, continuano comunque a mostrare una preferenza verso i recettori di tipo avicolo presenti negli uccelli e non verso i recettori umani, anche sono state rilevate diverse mutazioni associate ad un aumentato potenziale zoonotico. La situazione è tenuta quindi sotto stretto controllo.
Il virus è stato rilevato anche nei mammiferi. Gli eventi rimangono occasionali e probabilmente legati all'alimentazione di uccelli selvatici infetti. Tuttavia, la segnalazione del caso della bambina deceduta in Cambogia per il contagio da A (H5N1) e altre segnalazioni di casi umani (in Cina, Ecuador e Vietnam) hanno riaperto la discussione sulla pericolosità per l'uomo. La disponibilità di un vaccino e di un antivirale efficaci devono, ad oggi, frenare gli allarmismi dicono gli esperti (ne abbiamo parlato qui). L'ECDC ha anche confermato che i virus HPAI attualmente in circolazione sono sensibili ai farmaci antivirali disponibili per l'uomo. Le infezioni nell'uomo restano comunque un evento raro, sottolinea EFSA e legate ad esposizione diretta. Il rischio per i cittadini in Europa, si legge nel rapporto, è quindi basso; mentre da basso a moderato è valutato per i lavoratori addetti e altre persone a contatto con volatili e mammiferi morti o malati e potenzialmente infetti. Queste persone devono essere sottoposte ad analisi e tenute sotto controllo onde individuare tempestivamente potenziali casi di trasmissione.
Va sottolineato che nell'Unione europea i focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità nel pollame del sottotipo H5 e H7 prevedono l'attuazione di strette misure di controllo che vanno dall'abbattimento e distruzione dei volatili, negli allevamenti colpiti, all'istituzione di zone di controllo intorno ai focolai dove la movimentazione è consentita solo dopo appositi controlli sanitari. Inoltre, come regola generale è previsto che i volatili inviati al macello vengano sottoposti a visite prima e dopo la macellazione, per assicurare, in caso di sospetto, l'eliminazione dalla catena alimentare.

Consumare carne e prodotti animali ben cotti

L'istituto superiore di Sanità ha raccolto una serie di indicazioni importanti soprattutto per alimenti provenienti da zone-focolaio. Premesso che, in generale, è sicuro mangiare carne e prodotti animali, è sempre buona norma consumarli ben cotti, mai crudi o poco cotti. Anche i prodotti proventi, come le uova, da aree con focolai di influenza aviaria riconosciuti, possono essere consumati purché siano prima cotti. Il virus dell'influenza aviaria, infatti, è sensibile al calore e inattivato dalla cottura. Anche per le carni di pollo (o anatra, papera, tacchino etc.) la cottura completa a 70° è un modo sicuro per uccidere il virus H5N1 eventualmente presente nelle aree in cui sono presenti focolai della malattia.
Per limitare il rischio di contagio valgono anche per il virus dell'aviaria le stesse raccomandazioni igieniche che accompagnano la manipolazione di alimenti crudi e che hanno come finalità quello di evitare una contaminazione incrociata. Quindi è sempre indicato separare la carne cruda e le uova dai cibi che sono già stati cotti e sono pronti per il consumo. È bene non utilizzare gli stessi utensili per alimenti crudi e cotti; non riporre la carne cotta sullo stesso piatto o sulla stessa superficie su cui si trovava prima della cottura. È importante anche l'igiene accurata delle superfici di contatto: lavarsi sempre le mani con acqua e sapone dopo aver toccato la carne cruda e lavare e disinfettare tutte le superfici e gli utensili che sono stati a contatto con carne cruda. Frutta e verdure generalmente non rappresentano un rischio di veicolo di virus dell'aviaria, ma è una norma igienica sempre da seguire quella di lavare le verdure e la frutta prima del consumo, in quanto potrebbero se imbrattate con escrezioni di animali, potenzialmente trasmettere agenti patogeni. Il consumo di alimenti rimane quindi sicuro a patto che si seguano le fondamentali regole igieniche per diminuire il rischio, soprattutto nelle zone interessate da focolai dell'infezione.

Francesca De Vecchi
https://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/2023-03/7917.pdf

TAG: ALIMENTI, CARNE, INFLUENZA AVIARIA

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