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10 Ottobre 2023

Psoriasi e micronutrienti: possibile legame tra malattia e carenze. Strategie per integrare

Per trattare la psoriasi è necessario un intervento farmacologico, ma integrare le carenze di alcuni micronutrienti target potrebbe migliorare la sintomatologia

di Francesca De vecchi - Tecnologa alimentare


Psoriasi e micronutrienti: possibile legame tra malattia e carenze. Strategie per integrare

La psoriasi (Pso) è una malattia infiammatoria cronica immuno-mediata della pelle, che può presentarsi a qualsiasi età, anche se colpisce maggiormente fra i 50 e i 60 anni. Pur rimanendo l’intervento farmacologico la scelta d’elezione, un campo di indagine in rapido sviluppo valuta il legame tra psoriasi e carenza di micronutrienti, come acido folico, vitamina B12, selenio e vitamina E.  

Sintomi e caratteristiche della psoriasi
Nell’80% dei casi si manifesta sottoforma di placche eritematose squamose che interessano per lo più gomiti, ginocchia e la pelle della regione lombosacrale, ma anche cuoio capelluto/viso (43-65%), unghie (23-60%), palmi e/o piante dei piedi (12-26%) e genitali (14-43%). Nei casi più gravi può colpire le giunture evolvendo in quella che viene definita artrite psoriasica.

La prevalenza della malattia è in aumento. Colpisce circa 100 milioni di persone in tutto il mondo, solo in Europa circa il 2%. I numeri che descrivono la psoriasi danno quindi l’idea di un fenomeno di proporzioni importanti che tuttavia deve essere ancora ben compreso soprattutto per quanto riguarda la prevenzione e la cura. È una malattia multifattoriale, da attribuire a cause diverse: genetiche, ambientali e immunitarie. La risposta immunitaria è responsabile di un’infiammazione sistemica, dovuta al rilascio di citochine pro-infiammatorie come l'interleuchina-1 beta (IL-1B), l'interleuchina-17 (IL-17), l'interleuchina-22 (IL-22), l'interleuchina-23 (IL-23) e il fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-a).

Si manifesta spesso in concomitanza di altre malattie non trasmissibili, come il morbo di Chron, la depressione, la celiachia, malattie cardiovascolari e sindrome metabolica. La ricerca clinica ha messo in evidenza come possa anche verificarsi in associazione a diabete di tipo 2 e ipertensione; più recentemente è stata messa in correlazione con obesità, carenze vitaminiche e celiachia, fino a disbiosisi del microbiota intestinale.  

Un aiuto dalla nutrizione: dieta mediterranea e apporto di micronutrienti

L’intervento farmacologico rimane la principale cura. Una recente review pubblicata su Nutrients ha valutato anche il ruolo degli effetti della dieta e delle possibili integrazioni per migliorare la sintomatologia: uno stile alimentare di tipo mediterraneo ricco di elementi antiossidanti e antiinfiammatori sembra poter aiutare.

Un campo di indagine in rapido sviluppo è anche quello che studia l’associazione fra psoriasi e carenza di micronutrienti. Nel sangue di malati di Pso sono stati rilevati alti livelli di omocisteina che farebbero supporre una carenza di acido folico e vitamina B12 dovuti ad una diminuzione dell'assorbimento intestinale causato dall'infiammazione sistemica e dal rapido utilizzo da parte delle cellule epidermiche cutanee.
Giocano un ruolo importante microelementi e molecole come selenio, vitamina E e beta-carotene, che agiscono contro lo squilibrio ossidativo che alimenta lo stato infiammatorio tipico della Pso. Recenti ricerche hanno evidenziato come il selenio - che supporta il normale funzionamento di glutatione perossidasi e dei suoi effetti antiossidanti - sia spesso carente nei pazienti con Pso, soprattutto se malati da tempo.
Anche la vitamina E sembra coinvolta nella Pso, così come in altre malattie della pelle, agendo come antiossidante a protezione delle membrane cellulari dalle specie reattive dell'ossigeno. Infine, lo zinco che ha proprietà antinfiammatorie ed è già usato con beneficio come trattamento di supporto per molte malattie infiammatorie della pelle.  

Integrare con gli antiossidanti può migliorare i risultati clinici
Numerosi studi hanno valutato gli effetti potenziali dell’integrazione di alcuni elementi antiossidanti, tra cui selenio e zinco, ma anche olio di pesce e curcumina.
L'olio di pesce, che è ricco di acidi grassi omega-3, ha dimostrato di avere potenziale nel migliorare i risultati clinici dei pazienti. Sebbene le dosi efficaci di acido eicosapentaenoico (Epa) e acido docosaesaenoico (Dha) variassero considerevolmente - assunzione media stimata di 4 g/die e 2,6 g/die, rispettivamente – la ricerca suggerisce questa integrazione alimentare nel trattamento dei sintomi, ma ancora non permette di formulare raccomandazioni definitive.

Gli integratori di coenzima Q10, vitamina E e selenio possono portare benefici allo sviluppo della malattia, ma i risultati sono discordanti. La curcumina è invece allo studio per il potenziale ruolo terapeutico sul miglioramento delle lesioni cutanee, grazie alle sue ben note caratteristiche antiossidanti e antinfiammatorie. Infine, la vitamina D: mentre il trattamento topico con tale vitamina o suoi derivati continua ad essere oggi l’opzione principale nei casi di malattia lieve o moderata, l’integrazione orale, secondo una recente meta-analisi, richiede ulteriori studi randomizzati controllati di ampie dimensioni per confermarne una reale efficacia.
In conclusione, dieta mediterranea (ricca di vitamine, polifenoli, microelementi antiossidanti) ed integrazione alimentare di microelementi per la cura della psoriasi non sono da intendersi come intervento primario, ma, suggeriscono gli autori, possono favorire in modo sinergico il successo dei trattamenti e ridurre l'incidenza di comorbidità, tra cui il diabete e le malattie cardiovascolari.  

TAG: INTEGRATORI ALIMENTARI, DIETA MEDITERRANEA, SEGNI E SINTOMI, RICERCA, PSORIASI, NUTRIZIONE

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