Integratori alimentari
24 Ottobre 2023 Ipertensione, scompenso cardiaco sarcopenia, sono alcune delle patologie citate da Arrigo F. G. Cicero, presidente di SINut in cui i nutraceutici possono aver un ruolo anche terapeutico

La nutraceutica è uno strumento potente anche per la cura di alcune patologie importanti, al di là quelle che sono le dichiarazioni consentite a norma di legge sulle proprietà e sugli effetti delle varie sostanze che sono, di fatto, commercializzate nella categoria degli integratori alimentari e quindi soggette al Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio sulle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite dai prodotti alimentari (Health Claims). Lo ricorda Arrigo F. G. Cicero, presidente di SINut, Società Italiana di Nutraceutica, parlando dell’uso corretto dei nutraceutici al recente convegno Spazio Nutrizione (Milano, 13, 14 ottobre 2023).
Nutraceutici, sostanze di origine naturale con attività farmacologica
Ricadono nell’area della nutraceutica principi attivi, integratori alimentari ma anche erboristici o preparati a base di piante officinali fino agli alimenti funzionali. I nutraceutici sono infatti sostanze di origine naturale (animale, vegetale o minerale) con una attività farmacologica definita e supportata da dati di trial clinici, purificate, concentrate e trasformate, in grado di svolgere una qualche forma positiva sulla salute umana. “I campi in cui si possono rilevare outcome forti e supportati sono diversi (sistema immunitario, equilibrio gastrointestinale, potenziamento muscolare, calo ponderale e prevenzione in ambito oncologico), ma quello di cui si hanno prove maggiori è quello cardiometabolico” afferma Cicero. Per quanto riguarda i problemi di pressione arteriosa, per esempio, la pratica odierna prevede il regolare trattamento farmacologico di tutti pazienti ipertesi. Meno preciso è, invece, il trattamento di tutte le persone che hanno problemi di pre-ipertensione. “Il rapporto costo beneficio in questi pazienti richiede che si sperimentino altre strade per ridurre un fattore di rischio che spesso è tipicamente correlato all’età”. Secondo tutte le metanalisi di trial clinici farmacologici controllati dove si sia andati a migliorare la pressione arteriosa nel range del subottimale si è visto comunque un miglioramento in termini di prognosi, sia in prevenzione primaria sia secondaria. E infatti “sia la Società italiana di ipertensione sia la Società europea di ipertensione in questo contesto hanno dichiarato che esistono nutraceutici che hanno dimostrato di ridurre la pressione arteriosa, in sicurezza in soggetti borderline o con ipertensione di primo grado” spiega Cicero.
Ipertensione e scompenso cardiaco: dati positivi dalla ricerca
Esemplare è infatti il caso dell’ipertensione nella donna in gravidanza per la quale i farmaci disponibili non sono idonei. La letteratura indica una serie di nutraceutici (acido folico, calcio, vitamina D, resveratrolo, melatonina) che al contrario offrono per questi soggetti un profilo di sicurezza molto elevato e tutti associati ad una significativa riduzione della pressione arteriosa purché a dosaggi definiti (e superiori a quelli della supplementazione di solito prescritta in gravidanza di acido folico, vitamina D e calcio). Una metanalisi di trial clinici controllati ha infatti dimostrato che una supplementazione in dose piena in donne a rischio di pre-eclampsia (la complicazione più grave dell’ipertensione gravidica) dà una riduzione del 66% del rischio di sviluppare la malattia (Fogacci S, Nutrients 2020). Sono positivi anche i dati sullo scompenso cardiaco. Oggi, nonostante l’efficacia dei farmaci e il fatto che nella pratica si riesca a supportare e bilanciare adeguatamente l’attività cardiaca, rimane nei malati il senso di stanchezza, verso il quale alcuni nutraceutici possono dare supporto. In un documento, ILEP, il panel di esperti internazionale sui lipidi, si conferma come per esempio nel caso del coenzima Q10 il risultato è in termini di riduzione della mortalità (migliora il grado di contrattilità del ventricolo sinistro), mentre altri nutraceutici hanno benefici su una miglior percezione della qualità della vita in termini di diminuzione della sensazione della stanchezza (N carnosina, probiotici). (Nutraceutical support in heart failure, Position Paper of International Lipid Expert Panel - Nutr Res Rev, 2020). Per quanto riguarda il controllo della colesterolemia la letteratura riporta i dati positivi dell’uso di acido folico per la prevenzione degli eventi cerebrovascolari (ictus). L’uso di questa sostanza ha dimostrato il 12% in meno di rischio in una metanalisi di 30 trial clinici randomizzati in doppio cieco di lunga durata su più di 83000 soggetti (Yanping Li, J Am Heart Ass, 2016)
Sarcopenia: efficacia di acidi grassi omega3 e vitamina D
Infine, un tema importante è quello che riguarda la sarcopenia, il calo di massa e forza muscolare legato per lo più all’avanzare dell’età, una patologia che impatta sulla qualità di vita ma soprattutto sulla gestione del malato. È un fattore di rischio che sta diventando rilevante anche in fasce di età comprese fra i 50-70 anni, leggermente sovrappeso o con la cosiddetta obesità sarcopenica, riferisce Cicero. Quello che è emerso chiaramente è che qualunque tipo di intervento sarcopenico funziona solo se associato al movimento, anche in soggetti allettati. La sola supplementazione, per patologie ortopediche o croniche, per esempio a base di acidi grassi omega3 (purché a dosaggi adeguati e nell’ordine dei grammi) o con vitamina D (non microdosata), funziona se c’è una qualunque forma di attivazione dell’apparato muscolo scheletrico, anche se passiva. Lo stesso è stato visto per l’ingestione di creatina, dove l’effetto dipende dall’attività fisica che si riesce a far fare al malato, contemporaneamente all’assunzione del prodotto. La nutraceutica, sottolinea Cicero, non è un’integrazione una tantum, o anche a cicli, per il trattamento di disturbi cronici. “La nutraceutica è uno strumento adeguato per outcome di salute importanti e ha potenziali applicazioni anche a campi orfani di terapie efficaci o dove quelle usate non sono ben tollerate dai pazienti” conclude l’esperto.
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
15/05/2026
La supplementazione quotidiana a base di condroitina, antiossidanti e omega-3 riduce significativamente il dolore, migliora la funzione articolare e la qualità di vita nei pazienti con osteoartrosi...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
14/05/2026
La supplementazione con Lactobacillus salivarius può contribuire a ridurre i livelli di Streptococcus mutans, tra i principali batteri coinvolti nello sviluppo della carie nei bambini. Tuttavia, il...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
12/05/2026
Un probiotico formulato per essere assunto durante la terapia antibiotica ha ottenuto il premio Innovation & Research a Cosmofarma 2026. L’obiettivo è supportare il microbiota intestinale...
A cura di Redazione Farmacista33
12/05/2026
I dati preliminari dell’Iss confermano consumi di sale ancora superiori ai limiti raccomandati dall’Oms: uomini a 9,3 grammi al giorno e donne a 7,1. Diffuse cinque indicazioni pratiche per...
A cura di Redazione Farmacista33

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)