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11 Gennaio 2024

Microbiota, da frutta e verdura contributo alla popolazione microbica intestinale. Lo studio

Secondo le ultime ricerche, il microbiota intestinale umano è influenzato dall’assunzione di frutta e verdura in quanto veicolo diretto di microrganismi

di Francesca De vecchi - Tecnologa alimentare


Microbiota, da frutta e verdura contributo alla popolazione microbica intestinale. Lo studio

Con l’intensificarsi della ricerca sul microbiota umano crescono le evidenze che descrivono la relazione fra popolazione microbica - in termini di composizione e sue funzioni - e salute umana, per tutta la durata della vita. Fra i fattori che possono modificare la varietà microbica intestinale c’è la dieta. Molte informazioni riguardo l’impatto delle scelte alimentari, della tipologia di nutrienti, dello stile alimentare, del consumo di cibi solidi post allattamento esclusivo nella prima infanzia hanno contribuito a disegnare il quadro di conoscenze attuali. In particolare, gli alimenti vegetali, frutta e verdura, che non solo contengono sostanze nutritive e metaboliti secondari bioattivi capaci di influenzare la diversità e la composizione microbica intestinale, ma che sono essi stessi veicolo di microrganismi ed arricchiscono la popolazione residente nell’intestino, modulando la composizione e la funzionalità dei nostri microbiomi intestinali.

Studio Hedimed: mangiare frutta e verdura aumenta la diversità batterica nell’intestino
Rimangono tuttavia aperte alcune domande, a cui una ricerca pubblicata su Gut Microbes comincia a dare le prime risposte. Il tema è quello di indagare a fondo il potenziale trasferimento del microbiota naturale di frutta e verdura all'intestino umano e i suoi effetti sulla carica microbica intestinale complessiva; dell’effetto dell’età dell’ospite e della persistenza di simili cambiamenti nell’organismo.  

Il lavoro, sostenuto dal progetto HEDIMED, finanziato dall’UE, dimostra che mangiare frutta e verdura aumenta la diversità batterica nell’intestino, usando strumenti bioinformatici per ricostruire i genomi rappresentativi di batteri associati a frutta e verdura da 156 metagenomi di frutta e verdura. I genomi così ottenuti sono stati utilizzati come base per studiare la prevalenza di batteri associati a frutta e verdura in 2.426 metagenomi intestinali, disponibili in una banca dati pubblica, tra cui un set di dati longitudinale su larga scala. Secondo i ricercatori, questo approccio può offrire un'opportunità senza precedenti per caratterizzare l'importanza del microbiota ortofrutticolo indigeno, un potenziale serbatoio trascurato di microbiota ambientale per l'intestino umano.

La ricerca ha evidenziato che i microbiomi di frutta e verdura fresca e dell’intestino condividono alcuni membri comuni come Enterobacterales, Burkholderiales e Lactobacillales che ospitano membri di probiotici sia vegetali che umani. L'esposizione ai batteri attraverso il consumo di frutta e verdura ha potenzialmente un impatto benefico sulla diversità funzionale del microbiota intestinale. Ciò è dovuto, in particolare, alla presenza di alcuni geni, che promuovono la produzione di vitamine (in particolare B e K) e acidi grassi a catena corta. Nell'intestino umano sono stati rilevati, anche se non in quantità elevata, contribuendo alla diversità dell’ambiente intestinale per circa il 2,2%. Quello che si è notato però è che la percentuale aumenta in funzione dell’età dell'ospite, della frequenza del consumo di verdure e del tipo di vegetale consumato.  

Uso di probiotici nel suolo per per la salute delle piante e dell'uomo

Nelle conclusioni l’articolo riporta che l'assunzione di batteri naturalmente associati alle piante attraverso il consumo di frutta e verdura è una delle principali connessioni tra il microbiota umano e il microbiota ambientale. Da qui derivano una serie di considerazioni importanti non solo in termini di stili di vita o personali scelte alimentari, ma anche per tutti quei fattori che influenzano il microbiota ortofrutticolo indigeno, come le pratiche agricole, l'allevamento e i trattamenti post-raccolta: queste possono influenzare direttamente o indirettamente la composizione del microbiota intestinale. È una osservazione importante perché le attività umane sono state già ampiamente collegate alla variazione in termini di diversità e uniformità del microbiota vegetale, che è anche caratterizzato da una diminuzione della specificità dell'ospite e da un aumento di microbi cosiddetti r-strategici (generalisti in rapida crescita e meglio adattati ai cambiamenti ambientali), patogeni e portatori di resistenza antimicrobica. Al contrario i batteri con tassi di sviluppo più lenti, più bravi ad utilizzare particolari nicchie ecologiche e in grado di fornire nuove funzioni stanno diminuendo. Ma proprio questi ultimi, in pericolo per le attività umane, sono cruciali per mantenere la stabilità ecologica. Lo studio, quindi, fornisce anche la base per sviluppare soluzioni congiunte per la salute delle piante e dell'uomo attraverso l'applicazione di probiotici nei suoli di coltivazione, come recentemente proposto e conferma l’importanza di mantenere la diversità del microbiota associato alle piante al fine di preservarlo anche come fonte naturale per lo sviluppo del microbiota intestinale umano.  

Per saperne di più:

Wisnu Adi Wicaksono et al. 2023  
https://doi.org/10.1080/19490976.2023.2258565

TAG: MICROBIOTA, INTESTINO, FRUTTA E VERDURA, MICROFLORA INTESTINALE, NUTRIZIONE, BENESSERE, ALIMENTAZIONE

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