Integratori alimentari
06 Febbraio 2024Un nuovo studio pubblicato su Medicine mostra che l’integrazione con un simbiotico porta a significativi miglioramenti della pelle nei soggetti con dermatite atopica lieve ed eczema

Uno studio, condotto da ricercatori italiani, suggerisce un potenziale legame tra il microbiota della pelle e dell’intestino e supporta la logica dell’uso di probiotici e prebiotici specifici nella dermatite atopica lieve per ridurre le riacutizzazioni e la disbiosi.
Dermatite atopica: cause e segnali
La dermatite atopica, caratterizzata da un processo infiammatorio di tipo 2, con sintomi che includono prurito intenso, secchezza cutanea e bruciore, è una condizione cutanea che colpisce prevalentemente i bambini ma coinvolge persone di tutte le età. In Italia, statistiche recenti indicano che il 20% dei bambini, il 7,7% degli adolescenti tra i 13 e i 14 anni e il 6,6% degli adulti ne sono affetti.
La dermatite atopica deriva da una complessa interazione di fattori genetici e ambientali. Questi fattori includono: difetti nella funzione di barriera cutanea che rendono la pelle più suscettibile all'irritazione, condizioni meteorologiche, temperatura e fattori scatenanti non specifici; un'alterata composizione dei lipidi (ceramidi) nello strato corneo; squilibri nell'attività della proteasi; alterazioni nel sistema immunitario con una propensione verso la risposta Th2 e sovra espressione delle citochine IL-4, IL-5 e IL-31.
Studio italiano di real world indaga il legame microbioma pelle-intestino
Oggi giorno non è ancora chiaro il ruolo dell’asse pelle-intestino nella dermatite atopica (AD), limitando il ricorso ad interventi non farmacologici, come probiotici e prebiotici. Per migliorare la comprensione del loro potenziale come monoterapia per i casi lievi, è stato così condotto uno studio osservazionale retrospettivo, multicentrico e nella vita reale in Italia. Nello studio i ricercatori hanno somministrato, ai pazienti con dermatite atopica lieve, una combinazione di 3 probiotici (Bifidobacterium animalis subsp. lactis , Lactiplantibacillus plantarum e Lacticaseibacillus rhamnosus) , insieme a FOS e riboflavina, senza placebo. I pazienti sono stati valutati clinicamente utilizzando i punteggi Scoring Atopic Dermatitis (SCORAD), Eczema Area and Severity Index (EASI) e Three-Item Severity (TIS), per 12 settimane.
Simbiotici riducono prurito e gravità delle lesioni
Le misurazioni sia del prurito che delle lesioni correlate all'AD hanno mostrato un significativo miglioramento clinico e statistico alla fine del periodo di trattamento. In particolare, lo studio evidenzia l’importanza di probiotici specifici nel modulare lo squilibrio Th1-Th2, osservato negli individui atopici. Ripristinando l’omeostasi immunitaria, questi probiotici possono contribuire al miglioramento dei sintomi della dermatite atopica e potenzialmente affrontare la disregolazione immunitaria sottostante.
“Il potenziale per estendere questi benefici ad altre condizioni atopiche merita ulteriori indagini e potrebbe aprire nuove strade per approcci personalizzati nella gestione del complesso spettro delle malattie atopiche” concludono gli autori.
Fonte:
https://www.mdpi.com/1648-9144/59/12/2080
Se l'articolo ti è piaciuto rimani in contatto con noi sui nostri canali social seguendoci su:
Oppure rimani sempre aggiornato in ambito farmaceutico iscrivendoti alla nostra newsletter!
POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE
28/07/2026
Il farmacista può aiutare a scegliere ceppi e dosaggi più appropriati, oltre a dare indicazioni utili al corretto uso degli integratori a base di probiotici e prebiotici
A cura di Sabina Mastrangelo
27/07/2026
Il settore degli integratori alimentari si dota di nuove linee guida tecniche condivise. Il primo documento, elaborato da un gruppo di lavoro promosso da ADAFIS con rappresentanti di SITELF, AFI e...
A cura di Redazione Farmacista33
27/07/2026
Associare integratori con meccanismi d’azione differenti non si traduce necessariamente in un miglioramento superiore della performance. Una metanalisi mostra che la creatina da sola offre i...
A cura di Paolo Levantino - Farmacista clinico
24/07/2026
Uno studio danese ha mostrato gli effetti sulla prole di 2800 UI/die di vitamina D3 vs il dosaggio standard, somministrata dalla 24a settimana di gravidanza fino a una settimana dopo il parto.
A cura di Sabina Mastrangelo

©2026 Edra S.p.a | www.edraspa.it | P.iva 08056040960 | Tel. 02/881841 | Sede legale: Viale Enrico Forlanini 21 - 20134 Milano (Italy)