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Salute benessere

05 Marzo 2024

Intestino irritabile: dieta a basso contenuto FODMAP allevia sintomi. I dati da studio italiano

Un nuovo studio italiano mostra che la dieta a basso contenuto di FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili) è promettente nell’alleviare sintomi nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Intestino irritabile: dieta a basso contenuto FODMAP allevia sintomi. I dati da studio italiano

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è uno dei disturbi più comuni dell’interazione intestino-cervello e si manifesta con sintomi quali gonfiore, dolore e cambiamenti nella frequenza delle feci. La sua prevalenza varia dal 3,8% al 12% nella popolazione generale, con una maggiore incidenza nelle donne. Le moderne pratiche di gestione dell'IBS sottolineano un approccio olistico che integra cure mediche, modifiche dietetiche e terapie psicologiche. Questo approccio globale, fornito da un team multidisciplinare, mira a responsabilizzare i pazienti per un’efficace autogestione della malattia nel tempo. Le linee guida italiane per la gestione dell’IBS suggeriscono una dieta tradizionale come approccio di prima linea, seguita da una dieta a basso contenuto di FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili), in caso di fallimento.

Efficacia della dieta low-FODMAP
Gli studi sull'efficacia della dieta a basso contenuto di FODMAP nell'IBS riportano principalmente tassi di successo del 50-75%. L’approccio della dieta FODMAP top-down prevede tre fasi, si comincia con la restrizione FODMAP, seguita dalla graduale reintroduzione degli alimenti precedentemente eliminati per valutare la tolleranza e concludendo con la personalizzazione per creare una dieta modificata basata sulla tolleranza individuale. La personalizzazione e una reintroduzione graduale dei FODMAP potrebbe migliorare ulteriormente l’adattabilità e l’aderenza a lungo termine, fornendo ai pazienti un approccio su misura per la gestione dei sintomi dell’IBS.

Limitazioni della dieta low-FODMAP
Nonostante la sua efficacia nell’alleviare i sintomi (, la dieta a basso contenuto di FODMAP rimane associata a numerose sfide e limitazioni. Si notano difficoltà sociali e di stile di vita, comprese le spese e l’impatto sulla qualità della vita, con i tradizionali consigli dietetici ritenuti più convenienti e pratici. Le carenze nutrizionali, soprattutto di fibre e vitamine, il potenziale peggioramento della stitichezza e le alterazioni del microbiota, soprattutto legate alla riduzione del Bifidobacterium, destano preoccupazione e richiedono il monitoraggio e una sorveglianza attiva da parte degli operatori sanitari.  

Prospettive future
È essenziale continuare la ricerca per confermare gli effetti a lungo termine della dieta a basso contenuto di FODMAP sull'IBS, valutando le implicazioni a livello nutrizionale e del microbiota intestinale. Solo attraverso un approccio completo e personalizzato possiamo affrontare in modo efficace la complessità della gestione dell'IBS e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

https://www.mdpi.com/2072-6643/16/3/370 

TAG: MALATTIE INTESTINALI, SINDROME DELL'INTESTINO IRRITABILE

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