Salute benessere
29 Maggio 2024Secondo uno studio italiano pubblicato su PlosOne le diete a base vegetale possono ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro, attraverso meccanismi multifattoriali

Le diete a base vegetale possono ridurre significativamente il rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di cancro, attraverso meccanismi multifattoriali. È questa la principale conclusione di uno studio italiano pubblicato su PLoS ONE che ha esaminato l'impatto delle diete prive di prodotti animali e di derivati animali (A/APFDs) sui fattori di rischio associati allo sviluppo di malattie cardiometaboliche, cancro e mortalità correlata.
Ridurre i fattori di rischio cardiometabolico
Lo studio, coordinato da Angelo Capodici, del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell'Università di Bologna, fornisce una panoramica delle evidenze attuali, consolidando i dati di numerosi studi precedenti. “Le diete a base vegetale si sono diffuse in anni recenti non solo per motivi etici e ambientali, ma anche per i potenziali benefici per la salute. Questo studio rappresenta una sintesi delle prove esistenti, valutando come tali diete possano influenzare i principali fattori di rischio per malattie cardiometaboliche e cancro” spiegano gli autori.
La revisione ha incluso studi pubblicati dal gennaio 2000 al 30 giugno 2023, reperiti su PubMed e Scopus. Sono stati analizzati solo studi di revisione, sistematici e metanalisi che coinvolgevano soggetti umani di tutte le età, mentre sono stati esclusi studi primari e revisioni basate su trial interventistici che utilizzavano diete A/APFDs come terapia per persone con malattie metaboliche.
Secondo l'analisi, il profilo lipidico è migliorato, con una riduzione significativa del colesterolo totale (TC) e del colesterolo LDL (LDL-C). È diminuito il rischio di cancro, in particolare quello della prostata e sono stati osservati benefici sulla pressione sanguigna e una riduzione del rischio di malattie cardiometaboliche.
Gli autori hanno sottolineato diverse limitazioni significative. In primo luogo, l'eterogeneità dei dati, dovuta alla variabilità delle dimensioni del campione, delle caratteristiche demografiche e delle origini geografiche dei soggetti inclusi negli studi, rappresenta una sfida. Inoltre, la natura delle revisioni a ombrello potrebbe non includere associazioni nuove o emergenti che non sono state trattate nelle revisioni analizzate.
“Le diete a base vegetale sembrano essere utili per ridurre i fattori di rischio cardiometabolico, nonché le malattie cardiovascolari, il rischio di cancro e la mortalità” affermano Capodici e colleghi. “Tuttavia, occorre cautela prima di suggerire in generale l'adozione di A/AFPD, poiché la forza dell'evidenza dei risultati disponibili è significativamente limitata dall'ampia eterogeneità degli studi e dai possibili rischi associati a regimi potenzialmente restrittivi” concludono.
PLoS ONE. 2024. Doi: 10.1371/journal.pone.0300711
http://doi.org/10.1371/journal.pone.0300711
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