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Nutrizione

30 Maggio 2024

Alimenti ultra-processati: classificazione Nova, livelli di rischio, effetti avversi

La classificazione NOVA prevede una categorizzazione degli alimenti in base a quanto siano stati lavorati per essere prodotti (cioè, a quale tipo di procedimento tecnologico siano stati sottoposti, compresa l’aggiunta di aromi e additivi), tralasciando i loro apporti nutrizionali

di Francesca De vecchi - Tecnologa alimentare


Alimenti ultra-processati: classificazione Nova, livelli di rischio, effetti avversi

Uno studio pubblicato di recente su British Medical Journal e molto ripreso dai mezzi di informazione ha riaperto la discussione sui cosiddetti alimenti ultra-processati, definizione che richiama direttamente una delle categorie individuate nel sistema di classificazione NOVA, introdotto dal nutrizionista brasiliano Carlos Monteiro alla fine degli anni 2000. Il sistema prevede una categorizzazione degli alimenti in base a quanto siano stati lavorati per essere prodotti (cioè, a quale tipo di procedimento tecnologico siano stati sottoposti, compresa l’aggiunta di aromi e additivi), tralasciando i loro apporti nutrizionali. In breve, NOVA definisce 4 categorie: gli alimenti non processati o minimamente processati (frutta, verdura, uova, latte, carne…); gli ingredienti processati a fini culinari (sale, burro, zucchero, olio di oliva e di semi, miele…); alimenti processati (legumi e pesce in scatola) e, appunto gli ultra-processati (pane, biscotti, piatti pronti, bevande gassate, gelati, …).

Relazione tra consumo di alimenti ultra-processati e rischio di malattie
Lo studio è una revisione-ombrello, ovvero un’indagine che ha passato in rassegna tutte le meta-analisi precedentemente pubblicate per valutare la relazione fra il consumo di alimenti ultra-processati e il rischio di determinate malattie, su un totale di più di 9 milioni di persone. 

Sono emerse associazioni dirette (di livello “convincing” in termini di evidence credibility o, attendibilità dell’evidenza) fra il consumo di ultraprocessati e 32 effetti sulla salute, fra cui cancro (+50% di rischio), ansia, disturbi cardiovascolari, gastrointestinali, diabete di tipo 2 e disturbi metabolici. Prove altamente credibili riguardano l’associazione con obesità, mortalità per tutte le cause e disturbi depressivi. Per tutti questi dati il livello GRADE (Grading of Recommendations, Assessment, Development, and Evaluation, il sistema che valuta la qualità delle evidenze e la forza delle raccomandazioni sanitarie in moderata, bassa e molto bassa) per l’associazione fra un’elevata esposizione e il rischio di ogni effetto avverso è risultato basso o molto basso. 

In ambito scientifico si è molto sottolineato come questi risultati siano ancora lontani dall’essere conclusivi. Si tratta infatti di dati epidemiologici i cui risultati rimandano alla necessità di condurre studi di causa effetto, che questa tipologia di indagine non può stabilire.  Difficile, infatti, non presupporre che un consumo elevato di questi alimenti non sia, per esempio, accompagnato da stili di vita non salutari, che costituiscono un ulteriore fattore di rischio e non trascurabile quando si parli di abitudini alimentare ed effetto sulla salute. Inoltre, anche fra gli alimenti ultra-processati (secondo la definizione NOVA) alcuni a differenza di altri possono avere un profilo nutrizionale migliore (o peggiore) che lo studio non riesce a considerare. Negli studi epidemiologici, infine, un limite importante è insito nella raccolta dei dati quando si basano sulla compilazione di questionari di frequenza di consumo. 

Tuttavia, lo studio mette in luce i danni potenziali di un’alimentazione sbilanciata verso il consumo di quegli alimenti molto lavorati che sono poveri di nutrienti importanti e/o ricchi di zuccheri, sale e grassi saturi. Gli autori nelle loro conclusioni, oltre a sottolineare la necessità di prevedere ulteriori indagini, hanno rimarcato quanto i risultati del lavoro forniscano a loro parere un razionale per valutare l'efficacia dell'utilizzo di misure che si basano su dati di salute pubblica, come mezzo per sensibilizzare ed educare la popolazione ad  una corretta alimentazione, ridurre l'esposizione alimentare ai cibi ultra-processati e migliorare la salute umana. 

Lane M M, Gamage E, Du S, Ashtree D N, McGuinness A J, Gauci S et al. Ultra-processed food exposure and adverse health outcomes: umbrella review of epidemiological meta-analyses BMJ 2024; 384 :e077310 doi:10.1136/bmj-2023-077310

TAG: NUTRIZIONE

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