Farmacia
02 Agosto 2023 Il presidente del Sunifar si sofferma sulla natura delle modifiche del Pnrr in relazione al finanziamento delle farmacie rurali

Grande sintonia con le istituzioni, che stanno dimostrando notevole apprezzamento per l’attività capillare delle farmacie territoriali. Lo ribadisce il presidente di Sunifar Gianni Petrosillo in una videointervista a Filodiretto di Federfarma. Tema principale la revisione in atto, da parte del governo, del Pnrr, che riguarda anche le farmacie rurali, e, più in generale, i provvedimenti relativi all'area salute.
Allargare la platea delle rurali
Secondo il testo del Pnrr, Missione 5, ricorda Petrosillo, «l’investimento ha una dotazione di 100 milioni di euro e prevede il sostegno a 500 farmacie rurali in Comuni delle aree interne con meno di 3.000 abitanti entro la fine del 2023 e poi il sostegno ad ulteriori 1.500 farmacie rurali entro il secondo trimestre 2026». La proposta di modifica «concerne la definizione del target finale di 2.000 farmacie rurali sussidiate delle aree interne. Quest’ultimo, infatti, rappresenta la quasi totalità della popolazione di riferimento e può risultare di difficile conseguimento. Si propone quindi di ampliare la platea di riferimento in modo da facilitare il raggiungimento del target». Qustioni, sottolinea il presidente del Sunifar, che saranno oggetto di interlocuzioni di Federfarma con la cabina di regia governativa incaricata dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Quanto al notevole ridimensionamento dei fondi destinati, nella Missione 6, alle Case di comunità - che dalle 1.350 previste scendono di oltre 400 unità - Petrosillo sottolinea che il provvedimento riguarda «le farmacie, anche se indirettamente». Va ricordato in effetti che le rappresentanze di categoria, da Fofi a Federfarma, hanno a più riprese manifestato perplessità sul progetto di riformare la sanità territoriale puntando soprattutto sulle suddette “case”, mentre la rete del sistema farmacia nazionale già ora può dare un maggiore supporto in questo ambito. Il governo ha giustificato la decisione di ridurre notevolmente il numero di queste nuove strutture con l'impossibilità di realizzarle nei tempi imposti dal Recovery plan, anche in ragione dell'aumento dei costi delle materie prime dovuto alla congiuntura nazionale e internazionale
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