FARMACIE
10 Novembre 2023 Il nuovo codice degli appalti che norma tra le altre cose, le forniture dei farmaci alle farmacie comunali entrato in vigore il 1° luglio 2023 ha modificato la definizione di organismo di diritto pubblico. Ecco le novità

Dal 1° luglio 2023 è entrato in vigore il nuovo codice degli appalti che norma, tra le altre cose, le forniture dei farmaci alle farmacie comunali e che ha modificato, restringendola, la definizione di organismo di diritto pubblico. Se ne è parlato durante Farmacista Più, in una sessione a cura di Assofarm dal titolo Il nuovo codice degli appalti per le forniture dei farmaci alle farmacie comunali. Focus sulle novità introdotte. “Si tratta di un tema di estremo interesse per le farmacie pubbliche - esordisce Francesco Schito segretario generale Assofarm - che per qualsiasi tipo di acquisto, e anche per i farmaci che rappresentano la parte fondamentale degli acquisti per beni e servizi, hanno l’obbligo di sottostare alle normative del codici degli appalti, con procedure costose e complesse”.
Il nuovo codice a correzione del precedente
Stefano Colombari, docente di Diritto dei contratti pubblici, Università di Verona: «Il nuovo codice degli appalti nasce dalla richiesta dell’Unione europea di rimediare alle carenze del precedente. È stato emanato in quanto collegato con il PNRR. Non introduce nuove direttive, che restano quelle del precedente, ma rappresenta l’impegno assunto dall’Italia di intervenire sul codice precedente (50/2016) che presentava problemi in termini di scrittura e organizzazione della struttura. Le linee guida che hanno ispirato la stesura del nuovo documento riguardano i concetti di semplificazione, accelerazione, digitalizzazione e tutela. Tra le finalità, la eliminazione delle norme non richieste dalla legislazione europea, che rendevano l’applicazione del codice più lenta e difficile. Il nuovo codice è composto da 226 articoli e da una corposa parte di allegati; è entrato in vigore il 1/7/2023, ma per alcune sezioni entrerà in vigore il 1/1/2024. Si tratta di un codice esecutivo, per il quale non sono previste norme di attuazione, grazie ai numerosi allegati che contengono le discipline attuative».
Tra i vantaggi associati al nuovo codice dovrebbero rientrare una accelerazione delle procedure, maggior trasparenza e la creazione di una parte dedicata alla digitalizzazione, che entrerà in vigore a gennaio.
«Una novità importante relativa alla farmacia comunale è il cambiamento della definizione di organismo di diritto pubblico; la nuova definizione di soggetto di diritto pubblico sposta l'attenzione sulle modalità con cui il soggetto nel concreto opera, e restringe la nozione di organismo di diritto pubblico. Nel caso delle farmacie comunali, le società miste non rientrano nella definizione di soggetto di diritto pubblico in quanto non operano in logiche pubblicistiche ma privatistiche».
Grave la carenza di farmacisti nelle farmacie comunali
In questa occasione, Schito ha infine richiamato l’attenzione sulla carenza di farmacisti delle farmacie pubbliche, che sta diventando una emergenza al pari di quella relativa a medici e infermieri: «carenze e difficoltà che portano, in alcune aree, a dover ridurre il livello dei servizi oppure a chiudere alcune farmacie, facendo venir meno un servizio essenziale sul territorio. Questa questione è scarsamente dibattuta, ma dovrebbe essere oggetto di maggior attenzione».
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