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21 Novembre 2023

Distribuzione diretta, Dpc e Convenzionata: criteri di trasferibilità, modelli e impatti. L’analisi congiunta

Revisione dei Canali Distributivi dei Farmaci: Sifo, Fofi, Federfarma e Assofarm al Tavolo Tecnico per fornire criteri sostenibili a riequilibrare i canali distributivi

di Francesca Giani


Distribuzione diretta, Dpc e Convenzionata: criteri di trasferibilità, modelli e impatti. L’analisi congiunta

Fornire alle Istituzioni – Politica, Conferenza delle Regioni, AIFA – criteri oggettivi e sostenibili per riequilibrare i canali distributivi del farmaco, nella direzione di una maggiore accessibilità e omogeneità dell’assistenza, con la definizione a monte delle categorie di medicinali che possano essere trasferite alla Dpc e alla convenzionata. Sono questi alcuni dei contenuti del Documento congiunto espresso dal Tavolo Tecnico per la revisione dei Canali Distributivi dei Farmaci a cui hanno lavorato Sifo, Fofi, Federfarma e Assofarm e che è stato reso pubblico da Sifo.

Canali distributivi: invocato dalla filiera riequilibrio. Pubblicato documento congiunto
Il Documento è frutto di un lavoro collaborativo della filiera, con la partecipazione anche di Aifa come organo terzo, e vede come punto di partenza l’indagine conoscitiva promossa nel marzo 2022 da Marcello Gemmato, ora Sottosegretario alla salute, che ha messo in luce la necessità di una revisione delle modalità distributive del farmaco delineate con la Legge 2001/405 per garantire una assistenza maggiormente omogenea e accessibile. Obiettivo del Documento, come si legge, è infatti quello di fornire alle Istituzioni – Politica, Conferenza delle Regioni, AIFA – “partendo da una visione complessiva degli attuali assetti e canali distributivi, criteri, scientifici e di sostenibilità del SSN, in grado di determinare a monte le categorie di farmaci che possono essere dispensate dai servizi mediante la Distribuzione diretta, i farmaci che dalla diretta possono essere trasferiti alla Dpc, la valutazione del percorso istruttorio necessario per il trasferimento dei farmaci dalla DPC alla convenzionata”.
Alla base c’è l’intento di “assicurare che i modelli organizzativi e distributivi garantiscano un’assistenza farmaceutica omogenea, sostenibile per il SSN, orientata alla qualità, alla sicurezza e facilità di accesso alle cure”. L’esigenza è infatti che “stessi farmaci vengano distribuiti con i medesimi canali distributivi su tutto il territorio nazionale e con una stessa fee (onorario per pezzo) in ogni regione, senza determinare un aggravio di spesa, rispettando i tetti programmati e l’equilibrio economico”.

I criteri per individuare i farmaci per Distribuzione diretta e da trasferire alla Dpc
Un primo ambito di analisi riguarda la Distribuzione Diretta: “il pilastro su cui poter perimetrare al meglio il potenziale di farmaci che non possono shiftare dalla DD alla DPC è quello di individuare dei criteri oggettivi e scientifici legati alla tipologia di farmaco e tipologia di somministrazione che non permettono il cambio di setting distributivo. Tali criteri sono legati dal prevalente utilizzo ospedaliero e/o dalla supervisione specialistica legata all’utilizzo di particolari farmaci. Si pensi, per esempio, ai farmaci oncologici che richiedono specifiche modalità organizzative per la somministrazione o oncologici orali il cui follow up e il ricorso ricorrente alla struttura specialistica è legato alla verifica della efficacia e compliance della terapia prescritta ed eventuale riconferma della prescrizione con contestuale erogazione del farmaco in continuità di cura; oppure si pensi ai farmaci che richiedono un percorso specifico di supporto assistenziale, o quelli dispensati per particolari tipologie erogative”. Pertanto, a livello operativo, “si ritengono non trasferibili da DD a DPC i farmaci con registro di monitoraggio e gestione tramite piattaforma informatica AIFA; i farmaci che richiedono scarico informativo da parte della farmacia ospedaliera; i farmaci con somministrazione endovenosa o associata a combo therapy; i farmaci per HIV (consegnati al paziente dai centri malattie infettive) e per dipendenze distribuiti dai serd; i farmaci per particolari tipologie erogative quali istituti semiresidenziali, penitenziari ed i farmaci orfani e legge 648.1996”.

Distribuzione per conto: scenari e valutazioni di impatto

In riferimento invece alla trasferibilità dalla DD alla DPC, “vengono individuati i farmaci erogati in classe A (A-pht) erogati in entrambi i canali come “diretta a cronici”: i farmaci non erogati negli istituti semiresidenziali, nei penitenziari né dispensati alla dimissione da ricovero o da visita specialistica e tutte le categorie comuni di farmaci con una quota prevalente di erogazione in DPC, senza che siano necessari approfondimenti ulteriori (come nel caso di NAO, Antidiabetici, Asma, Bpco, Antipsicotici, Anti-Parkinson) e verificate le dovute eccezioni. A titolo esplorativo, è stato simulato lo scenario in cui tutti i farmaci di classe A erogati in DD a pazienti cronici venissero spostati in DPC senza alcuna valutazione preliminare. Visto che sia i farmaci erogati in DD che in DPC sono acquistati direttamente dalle strutture pubbliche (ASL, ospedali) non è atteso un differenziale di costo per ciascun farmaco dipendente dalla tipologia di canale scelto, ma l’unico costo aggiuntivo sarebbe attribuibile al costo del servizio per l’aumento dell’erogazione in DPC. Considerando le prime 30 categorie a maggiore spesa, si registrerebbe un incremento della spesa a carico del SSN di circa 230 milioni di euro, costituito interamente dal costo del servizio. A essere messo in luce è che “si rende necessaria una sua standardizzazione dell’onorario del servizio a livello nazionale, a tal proposito si rappresenta che la media Nazionale come da Tabella 2.Relazione Tecnica AIFA 2023 è pari a 7,03 euro (iva inclusa) con una mediana che è pari a 6,80 euro (iva inclusa)”.

Su Convenzionata necessario procedere alla revisione della remunerazione
Infine, in merito al trasferimento dalla DPC alla convenzionata, “il Documento precisa che, per individuare i criteri condivisi, il percorso istruttorio e la necessaria sostenibilità economica per questo trasferimento nell’ambito dell’assistenza di prossimità per le patologie croniche con farmaci prescrivibili dal MMG è necessario dare applicazione alla normativa di modifica della remunerazione della farmacie ed è necessario il cambio di flusso informativo utilizzato ai fini della rendicontazione della spesa farmaceutica dall’attuale sistema di rilevazione”.  

Il documento congiunto
https://www.sifoweb.it/images/pdf/DEFINITIVO_CON_REV_FIRME_versione_b.pdf 

TAG: FARMACISTI, REMUNERAZIONE, SPESA FARMACEUTICA CONVENZIONATA, MERCATO FARMACEUTICO, FARMACI, DPC

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