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02 Dicembre 2023

Manovra prosegue iter: previsto maxiemendamento. Da Federfarma le stime sulla nuova remunerazione

La settimana prossima al Senato è previsto il maxiemendamento del Governo con le modifiche alle misure della Manovra 2024. Intanto da Federfarma è arrivata la posizione sui provvedimenti che riguardano la farmacia

di Redazione Farmacista33


Manovra prosegue iter: previsto maxiemendamento. Da Federfarma le stime sulla nuova remunerazione

Dovrebbe essere presentato la settimana prossima al Senato il maxiemendamento del Governo con le modifiche alle misure della Manovra 2024, tra le quali i tagli alla pensione che colpiscono il personale Ssn. In merito al settore, intanto, da Federfarma è arrivata la posizione sui provvedimenti che riguardano la farmacia, dalla remunerazione al riequilibrio dei canali distributivi.

Manovra 2024: si va verso maxiemendamento. Sindacati medici confermano protesta
Dopo il primo confronto fra Governo e sindacati sugli emendamenti alla Manovra, secondo quanto riferiscono le agenzie, è emersa l’intenzione di rivedere la norma che taglia le aliquote di rendimento delle pensioni di diverse categorie di dipendenti pubblici, tra cui medici e operatori sanitari. La misura, contenuta all’articolo 33, così come formulata si traduce in un taglio che ricadrebbe anche su 55.600 medici e la preoccupazione espressa dal comparto è, tra gli altri aspetti, legata al rischio di una fuga dal pubblico. Secondo quanto dichiarato a margine dell’incontro dalla premier Giorgia Meloni, lo schema su cui si sta lavorando prevede “pensioni di vecchiaia senza penalizzazioni per tutti, non solo per il comparto sanità. E per medici, infermieri, comparto sanitario si prevede un ulteriore meccanismo di tutela in modo da ridurre la penalizzazione all’approssimarsi all’età della pensione di vecchiaia – su cui comunque è ancora in corso la valutazione. Le modifiche potrebbero essere contenute in un maxiemendamento, ma non convincono i sindacati che confermano la mobilitazione e le azioni di protesta «volte a difendere soprattutto il Servizio sanitario nazionale» ha fatto sapere oggi l’Intersindacale medica. Al centro resta “il tema del sottofinanziamento per il SSN pubblico e universalistico, quello delle risorse non adeguate allo sblocco del tetto di spesa per le assunzioni del personale dipendente necessario all’esaurimento delle liste d’attesa e dei contratti di lavoro”.

Remunerazione e canali distributivi: la posizione di Federfarma sulle misure
Intanto, sulle misure relative alla farmacia contenute in Manovra, arrivano le considerazioni e le stime di Federfarma, rese pubbliche attraverso la Filodiretto di oggi. La “progressiva perdita del valore del farmaco” e “della centralità della farmacia nella distribuzione del farmaco” sono due “tendenze” oggi presenti “con ulteriori peggioramenti per la distribuzione diretta che, con i suoi 15 miliardi di euro del 2022, si sta avvicinando a un valore doppio rispetto alla spesa convenzionata SSN che nel 2022 si è attestata a 8,5 miliardi di euro”. In questo contesto, “il nuovo modello di remunerazione diventa innanzitutto uno strumento per una revisione dei canali di distribuzione, facilitando il passaggio al territorio di farmaci a medio/alto costo, proprio grazie alla riduzione dell’onere per il SSN, mediante la nuova remunerazione delle farmacie”. Nel nuovo modello, rispetto alla precedente ipotesi di nuova remunerazione del 2012, “c’è un apporto di risorse: le quote fisse son tre; la quota percentuale è stata portata dal 3% al 6%, per seguire almeno parzialmente il valore dell’attuale prezzo al pubblico medio regionale dei farmaci SSN che va dai 7,83 euro dell’Emilia-Romagna a € 11,61 della Lombardia. Il progetto è stato tarato per mantenere il più possibile tutte le regioni in positivo”. 

Nodali restano gli sviluppi per le dinamiche professionali del settore
Secondo le simulazioni fatte da Federfarma nazionale, “la Lombardia risulterà avere, a regime (nel 2025), un incremento medio dello 0,8% e di +0,3% nel 2024 (incremento inferiore per effetto della riduzione transitoria della quota per i farmaci delle Liste di Trasparenza). Nel dettaglio, c’è un’inziale perdita per le farmacie rurali sussidiate a sconto forfetario (- 1,2% per 10 mesi del 2024 e - 0,7% nel 2025), poiché queste partono da posizioni di rilevante vantaggio per via del più alto prezzo dei farmaci erogati e, pertanto, sono quelle che più scontano la conversione del margine da percentuale pura a un margine che pesa complessivamente per il 75% per la parte fissa. I dati esposti da Federfarma nazionale in occasione degli incontri con i territori sono il frutto della applicazione del nuovo modello di remunerazione sui dati (ricetta per ricetta) di tutte le farmacie italiane invianti, per il periodo settembre 2022-agosto 2023. Gli effetti per la Lombardia derivano dal confronto tra i nuovi margini ottenuti con le nuove quote e i margini attuali calcolati sulle stesse ricette, senza tener conto del valore della remunerazione aggiuntiva”. Il 2024 “per altro è il periodo nel quale per 10 mesi si registrerà la penalizzazione per effetto di una più bassa quota aggiuntiva per i farmaci delle liste di trasparenza. Inoltre, le risorse aggiunte con l’articolo 44 sono al netto dell’IVA”. Federfarma sottolinea poi i vantaggi dello “sviluppo della nuova normativa nell’ambito dinamiche di settore, sia economiche che professionali”.

TAG: DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, FARMACIE, FEDERFARMA, REMUNERAZIONE, DISTRIBUZIONE PER CONTO, DISTRIBUZIONE DIRETTA

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