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18 Gennaio 2024

Future pandemie: bozza del nuovo piano di prevenzione 2024-28. Ecco i punti principali

Nella bozza del nuovo Piano di prevenzione pandemica: limitazione a circolazione, chiusura attività lavorative, mascherine, vaccini e formazione del personale sanitario

di Redazione Farmacista33


Future pandemie: bozza del nuovo piano di prevenzione 2024-28. Ecco i punti principali

Strumenti non farmacologici di prevenzione del contagio come isolamento e mascherine, chiusura delle attività lavorative non essenziali e delle scuole, distanziamento fisico, vaccini per la prevenzione della circolazione dei virus patogeni, formazione per professionisti e studenti delle aree sanitarie sui concetti di “preparadness” e “readiness”. Sono alcune delle misure contenute nella bozza del documento “Piano strategico operativo di preparazione e risposta ad una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria a maggiore potenziale pandemico 2024-2028” che sta girando in queste ore sui media.

I cinque obiettivi del nuovo Piano
L’esperienza della recente pandemia di Covid-19 ha messo in luce i rischi sanitari sociali ed economici che possono derivare da potenziali patogeni respiratori, oltre alla necessità di implementare le misure contenute nel  “Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu) 2021-2023”.

Secondo la bozza, il nuovo Piano, “mira a rafforzare la preparazione a livello nazionale e locale per affrontare una futura pandemia da agenti patogeni respiratori”.  Questi gli obiettivi specifici:
• Obiettivo 1: ridurre gli effetti di una pandemia da patogeni a trasmissione respiratoria sulla salute della popolazione, riducendone la trasmissione, la morbilità e la mortalità.
• Obiettivo 2: consentire azioni appropriate e tempestive per il coordinamento a livello nazionale e locale delle emergenze, ovvero negli ambiti della sorveglianza integrata, della protezione della comunità, dei servizi sanitari, dell'accesso alle contromisure e del personale sanitario.
• Obiettivo 3: ridurre l’impatto della pandemia sui servizi sanitari e sociali e garantire la continuità dei servizi essenziali.
• Obiettivo 4: tutelare la salute degli operatori sanitari e del personale coinvolto nella gestione dell’emergenza.
• Obiettivo 5: informare, coinvolgere e responsabilizzare la comunità nella risposta ad una pandemia da agenti patogeni respiratori.

Dal momento che una potenziale pandemia presenta diverse ondate, è necessaria una pianificazione multifasica con una “modulazione delle misure in risposta ad aumenti ciclici nel numero dei casi, dei ricoveri in ospedale e dei decessi durante la pandemia”. Inoltre, sulla base delle fasi operative individuate dall’OMS, in relazione all’evoluzione dello scenario epidemiologico, il Piano propone la declinazione di cinque fasi operative:
1. Prevenzione, preparazione e valutazione del rischio (interpandemica)
2. Allerta
3. Risposta: Contenimento
4. Risposta: Controllo (soppressione, mitigazione)
5. Recupero.   

Inoltre, sono state indicate due ulteriori fasi in base alla localizzazione del rilevamento del patogeno: a) fase di “Allerta”: se rilevato al di fuori dei confini nazionali; b) fase di “Risposta: contenimento”: se rilevato sul territorio nazionale.  Mascherine, farmaci e vaccini A protezione della popolazione, la bozza del Piano approfondisce il controllo delle infezioni attraverso interventi non farmacologici come: diagnostica con test appropriati, chiusura di attività lavorative non essenziali e delle scuole, distanziamento fisico, isolamento dei casi, limitazione degli eventi di massa o affollamenti in ambito delle normali attività quotidiane, contenimento degli spostamenti, utilizzo di mascherine protettive come le chirurgiche e le FFP, tracciamento dei contatti.

Per quanto riguarda le vaccinazioni e l’utilizzo di farmaci specifici, la bozza del Piano indica che “in fase di prevenzione, preparazione e valutazione del rischio, si valuterà la disponibilità la capacità di approvvigionamento di vaccini contro i patogeni respiratori potenzialmente responsabili di una pandemia per poter pianificarne e garantirne la disponibilità, rispettivamente, in fase di allerta e risposta”. A livello nazionale l’Aifa e a livello europeo l’Ema, hanno anche a disposizione procedure di autorizzazione all’immissione in commercio accelerate di farmaci e vaccini in situazione di pandemia. Inoltre, è previsto il mantenimento di una riserva nazionale/regionale di farmaci antivirali per l’influenza in caso di pandemia, una continua politica nazionale per monitorare l’efficacia, la sicurezza e la qualità di questi farmaci e tutto ciò che concerne la loro farmacovigilanza.

Formazione degli operatori sanitari e degli studenti

La pandemia da COVID-19 ha fatto emergere in modo chiaro il ruolo strategico della formazione in sanità pubblica di tutto il personale che si occupa di salute a vario titolo. La pandemia ha accelerato anche l’utilizzo massivo delle tecnologie nel settore della salute e della formazione professionale. Per questi motivi è fondamentale che gli operatori sanitari e gli studenti in ambito della salute siano formati e aggiornati non solo in ambito digitale, ma anche nei concetti di preparedness e readiness. Già il Piano strategico-operativo nazionale di preparazione e risposta a una pandemia influenzale (PanFlu) 2021-2023 prevedeva di “Mettere appunto dei crediti formativi universitari (CFU) dedicati alla preparedness in sanità pubblica nei corsi di laurea e di specializzazione di area medica e sanitaria”.
Ora, anche nella bozza del nuovo Piano il tema della formazione è centrale e si tiene in considerazione di inserire nei corsi pre- e post-lauream di ambito sanitario, lezioni teoriche (seminari interattivi) e attività pratiche/simulazioni. Risultano essere essenziali le competenze sulla lettura e interpretazione critica dei dati scientifici, per diffusione pratiche e comportamenti evidence-based.  

TAG: SANITà , PIANI DI PREVENZIONE PER LA SALUTE, GOVERNO, PANDEMIA, COVID, FARMACI

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