Medicina
14 Febbraio 2024 A livello mondiale c’è un aumento dei casi di virus Dengue, l’Italia ha disposto più controlli alle frontiere marittime e aeree per cercare di contrastarne la diffusione

A causa dell'aumento globale dei casi di dengue, su disposizione del Direttore Generale, Francesco Vaia, gli Uffici di Sanità Marittima Aerea e di Frontiera (Usmaf-Sasn) hanno avuto l'indicazione di innalzare il livello di allerta e vigilanza nei confronti dei vettori provenienti e delle merci importate dai Paesi in cui "è frequente e continuo il rischio di contrarre la malattia". Le indicazioni sono arrivate agli uffici con una nota del Ministero.
Le azioni di controllo e prevenzione previste dal Regolamento
Il Regolamento Sanitario Internazionale, si legge nel documento "prevede che l'aera aeroportuale/portuale e i 400 metri circostanti siano tenuti liberi da fonti di infezione e contaminazione, quindi anche roditori e insetti". Viene anche data l'indicazione di vigliare attentamente sulla disinsettazione degli aeromobili e di valutare l'opportunità di emettere ordinanze per l'effettuazione di interventi straordinari di sorveglianza delle popolazioni di vettori ed altri infestanti e di disinfestazione. Il ministero fa riferimento ad una mappa del rischio pubblicata dal Centers of Disease Control and Prevention americano.
Epidemie autoctone, i primi tre Paesi con casi registrati: Italia, Francia e Spagna
La febbre dengue, o semplicemente "dengue", è una malattia infettiva tropicale, trasmessa all'uomo dalla puntura di zanzare del gruppo degli Arbovirus.
"Nel 2023 - afferma Alessandro Marcello, responsabile del laboratorio di virologia molecolare dell'Icgeb che opera nell'Area Science Park di Trieste - abbiamo avuto il più alto numero di casi e di trasmissioni autoctone di dengue fino ad ora. I cambiamenti climatici, ma anche gli spostamenti delle persone sono i maggiori responsabili della circolazione della dengue in nuove aree". In Europa sono tre i Paesi che hanno registrato casi ed epidemie autoctone sporadiche di dengue, tra il primo gennaio e il 5 dicembre 2023. L'Italia, prima con 82 casi, è seguita da Francia (43) e Spagna (3).
La situazione globale, Brasile e Argentina le più colpite
Dall’Africa, all’asia a, Sud America sono molte le zone tropicali in cui sono presenti i focolai di infezione da virus dengue, motivo per cui è scattata l’allerta anche in Italia. Le circolari diffuse, spiega Vaia, "sono riferite a Aedes Aegipty, in quanto è la zanzara vettore specifico di Zika e anche del virus dengue. Questa zanzara non è presente nel nostro territorio e l'obiettivo è quello di impedirne l'arrivo in Italia. Tra l'altro, l'Italia è uno dei pochi se non l'unico Paese europeo che ha queste misure alla frontiera". In particolare, in Sud America il Brasile ad oggi vede 512.353 casi probabili di dengue, secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute. Solo quest’anno sono stati confermati 75 decessi dovuti alla malattia e altri 350 sono sotto inchiesta. Inoltre, il numero di casi è quadruplicato rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, quando si registrarono 128.842 casi probabili di dengue e il 50% è asintomatico. L’emergenza, poi, si sta estendendo anche in Argentina, dove finora si contano 39-544 casi e 29 decessi.
Dengue, ecco quali sono i sintomi
La dengue spiega il sito dell'Iss, in genere, causa sintomi simil-influenzali ma a volte può manifestarsi in una forma grave, chiamata dengue emorragica, che può essere mortale. Di origine virale, la malattia è causata dal virus dengue che appartiene al gruppo degli Arbovirus, ossia virus trasmessi all'uomo da insetti, di cui se ne conoscono quattro tipi (DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4). La dengue è una malattia infettiva non contagiosa perché, anche se l'uomo è il principale ospite, non si ha contagio diretto tra esseri umani, ma la trasmissione da persona a persona è possibile solo attraverso gli insetti (artropodi) vettori, che per dengue sono zanzare del genere Aedes. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni e viene quindi prelevato e trasmesso ad altri individui tramite la puntura di zanzara. Infatti, "Se una zanzara Ades Aegipty punge un asintomatico, sette giorni dopo è ancora capace di trasmettere la malattia", spiega la ricercatrice di Fiocruz, Denise Valle, in un'intervista a una tv locale.
La dengue è diffusa principalmente nei paesi tropicali e subtropicali, soprattutto in aree urbane, ed è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge. Nei paesi dell'emisfero nord, in particolare in Europa, la malattia si evidenzia soprattutto in persone di ritorno da soggiorni nelle aree tropicali e subtropicali dove la malattia è comune (malattia di importazione) e l'aumento osservato negli ultimi anni è dovuto all'aumentata frequenza degli spostamenti.
Vaccino contro dengue in arrivo allo Spallanzani di Roma
Il vaccino contro la febbre dengue è stato già ordinato e arriverà la prossima settimana all'Inmi Spallanzani di Roma, dove sarà possibile richiederlo. Visita e vaccino sono a carico dell'utente e la struttura romana è tra i primi centri a ricevere le dosi. A settembre l'Aiva ha infatti dato il via libera all'unico vaccino per la prevenzione della malattia anche per chi non ha avuto una precedente esposizione al virus e senza la necessità di dover eseguire un est pre-vaccinale: sono sufficienti due dosi per essere immuni.
Per saperne di più:
https://www.cdc.gov/dengue/areaswithrisk/around-the-world.html
https://www.epicentro.iss.it/febbre-dengue/#:~:text=Di%20origine%20virale%2C%20la%20dengue,il%20principale%20ospite%20del%20virus
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