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08 Maggio 2024

Farmacista di reparto, operativo nell’ospedale di Città di Castello. Al via progetto pilota

In Umbria, nell’ospedale di Città di Castello, diventa operativa la figura del farmacista di reparto. Lo prevede il primo progetto pilota presentato dall’Usl Umbria 1: ecco le mansioni e le responsabilità previste 

di Redazione Farmacista33


Farmacista di reparto, operativo nell’ospedale di Città di Castello. Al via progetto pilota

In Umbria, nell’ospedale di Città di Castello, diventa operativa la figura del farmacista di reparto: lavorerà con un team multidisciplinare, avrà responsabilità nella gestione e fornitura di farmaci e prodotti farmaceutici in generale, nel supporto per l’appropriatezza prescrittiva, il rischio clinico e corretta gestione e attribuzione delle risorse nel campo del farmaco. Lo prevede il primo progetto pilota presentato il 7 maggio in conferenza stampa. Nel 2011 era già stata promossa una sperimentazione dal Ministero della Salute, AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e SIFO (Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) che ha evidenziato l'efficacia della figura del farmacista di reparto in cinque reparti oncologici. Questo studio ha portato alla creazione di un manuale che descrive le best practices in questo contesto.

Figura fondamentale del governo clinico: ecco mansioni e responsbailità
Il farmacista di reparto ha spiegato Nicola Nardella, direttore generale dell’Usl Umbria 1, “è una figura fondamentale ed efficace nel governo clinico e nei processi assistenziali e, lavorando con un team multidisciplinare, grazie al suo apporto sarà migliorata la qualità dell’assistenza sanitaria. È una risorsa importante in grado di supportare i medici ad affrontare le criticità con particolare riguardo all’appropriatezza prescrittiva, al rischio clinico ed alla corretta gestione e attribuzione delle risorse nel campo del farmaco. La sua figura deve necessariamente poter essere istituita anche all’interno del Servizio Sanitario Regionale dell’Umbria”.

Le sue responsabilità le ha illustrate Andrea Caprodossi, responsabile del Servizio Farmaceutico dell’Usl Umbria 1: “provvede alla gestione e alla fornitura di farmaci e prodotti farmaceutici in generale per i pazienti ricoverati nel reparto di oncologia. Una figura chiave nella collaborazione tra medici, infermieri e pazienti e che, oltre a fornire un servizio di informazione scientifica sui farmaci, svolge consulenze mirate condividendo ad esempio col medico specialista modifiche di terapia farmacologica. Può infatti essere di aiuto nella scelta appropriata dei farmaci, dei dosaggi più adeguati alle esigenze del singolo paziente, anche pensando alla riduzione del rischio di interazione tra farmaci. Contribuisce essenzialmente a migliorare l’efficacia delle cure farmaceutiche, in ragione peraltro di una valutazione costo-efficacia delle stesse”.

“In un moderno sistema sanitario il farmacista di reparto è senz’altro una risorsa indispensabile - ha detto, infine, Silvio Pasqui, direttore del Presidio ospedaliero Alto Tevere dell’Usl Umbria 1 - Da tempo le varie associazioni di settore rappresentano l'importanza e la necessità di istituire il ruolo del farmacista di reparto in Italia come anche in Sardegna. Questa figura, infatti, è già presente in molti Paesi europei come in Spagna, Regno Unito, Germania e altri ancora; tra le regioni italiane le prime esperienze di farmacia clinica di reparto sono state condotte all’Ismett di Palermo dal 1999 e all’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni Battista di Torino dall’anno 2004”.

Il progetto: un anno e due programmi
Il progetto durerà un anno ed è suddiviso in due programmi, entrambi finalizzati a offrire strumenti in grado di prevenire gli eventi avversi e a promuovere l’educazione del paziente sul corretto uso dei farmaci migliorandone la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti. Più farmaci vengono prescritti ad un paziente e maggiore è la probabilità di non aderenza terapeutica; ciò si verifica soprattutto nel paziente anziano con capacità visive ridotte, facile dimenticanza o mancata comprensione del regime farmacologico. Per questo motivo il paziente anziano, per il quale anche una comunicazione corretta ed umana può rappresentare una terapia di supporto, è stato messo al centro del progetto. Il farmacista di reparto, hanno sottolineato i relatori, se adeguatamente supportato e definito a livello normativo, può apportare rilevanti benefici ai processi di trattamento oncologico che potrebbero essere oggetto di considerazione futura per validare l’inserimento di questa figura professionale all’interno dei percorsi organizzativi aziendali.

TAG: FARMACISTI OSPEDALIERI, FARMACIA OSPEDALIERA, FARMACISTA DI REPARTO

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