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06 Giugno 2024

Piano liste d’attesa, ruolo delle farmacie nel governo dei tempi e dettaglio delle proposte

Estensione dei vaccini, test per infezioni batteriche, telemedicina e promozione dei servizi in farmacia sono alcune misure che, secondo Ministero e Governo, devono far parte delle strategie per garantire tempi rapidi nelle prestazioni sanitarie e ridurre le liste d'attesa. Ecco come si articolerà il Piano

di Francesca Giani


Piano liste d’attesa, ruolo delle farmacie nel governo dei tempi e dettaglio delle proposte

Estensione dei vaccini effettuabili, test per rilevare le infezioni batteriche, telemedicina e promozione dell’erogazione dei servizi in farmacia. Sono alcune delle misure relative alle farmacie che, per Ministero e Governo, devono essere parte delle strategie per garantire i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie e la riduzione delle liste d’attesa. Ecco come si potrà declinare il Piano. 

Il Piano per garantire i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie
I passaggi per potenziare il ruolo della farmacia nell’assistenza di prossimità erano già stati presentati a marzo all’interno del Disegno di legge per la Semplificazione, poi confluiti nel percorso per contrastare le liste d’attesa, che nell’ultimo consiglio dei ministri è strato strutturato in un pacchetto di misure urgenti e in un disegno di legge, con interventi di più ampio respiro. Quanto al Ddl, tanti sono i contenuti anticipati dal Governo: si va dal rilievo dato all’obbligo del medico curante di attribuire la classe di priorità nelle prescrizioni, alla possibilità per regioni e province di aumentare, entro un tetto massimo, il limite di spesa ai fini dello smaltimento delle liste d’attesa, sino agli interventi sui limiti di spesa per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati, con una rideterminazione di 4 punti percentuali per il 2025 e 5 per il 2026. Le risorse verrebbero prioritariamente destinate alle prestazioni di ricovero e ambulatoriali, erogate dalle strutture sanitarie private accreditate dotate di pronto soccorso, inserite nella rete di emergenza. 

Si potenziano servizi in farmacia: il dettaglio delle proposte
In merito alle farmacie, sono previste Disposizioni per promuoverne l’erogazione dei servizi, al momento riportate all’articolo 10 nella bozza circolata, e a essere rimarcata dal Governo, anche nella nota, è innanzitutto la previsione della “possibilità, nell’ambito dei nuovi servizi assicurati dalle farmacie del Servizio sanitario nazionale, di dispensare anche i dispositivi medici necessari al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale”. 
L’esigenza che è stata sottolineata ieri dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, è soprattutto quella di potenziare la prossimità dei servizi e tra i punti che emergono c’è anche l’estensione della somministrazione presso le farmacie, da parte di farmacisti opportunamente formati a seguito del superamento di specifico corso abilitante e di successivi aggiornamenti annuali, organizzati dall'Istituto superiore di sanità, di vaccini individuati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. 
Nodale nella strategia è anche l’effettuazione da parte del farmacista dei test diagnostici per il contrasto all’antibiotico-resistenza, a supporto del medico di medicina generale e del pediatra di libera scelta ai fini dell’appropriatezza prescrittiva. In particolare, secondo le ipotesi circolate, il riferimento potrebbe essere ai test per la rilevazione dell’infezione batterica, nonché per la rilevazione della proteina C-reattiva (PCR) nel sangue per valutare il decorso e l’entità di un processo infiammatorio o per determinare l’efficacia di una scelta terapeutica. Provvedimenti per altro utili anche nella direzione dell’appropriatezza prescrittiva e del contrasto all’antibiotico resistenza. Rimarcata poi l'erogazione di servizi di telemedicina.  

Si punta a rendere omogenee operatività e organizzazione
L’esigenza, a ogni modo, è anche quella di rendere omogenee le previsioni che nel corso di questi ultimi anni si sono susseguite: tra cui la possibilità per le farmacie di utilizzare locali separati da quelli ove è ubicata la farmacia. All’interno di questa proposta si ribadisce comunque il divieto del “ritiro delle prescrizioni mediche e della dispensazione o vendita di farmaci o di altri prodotti”. Serve l’“autorizzazione da parte dell’amministrazione sanitaria territorialmente competente che accerti i requisiti di idoneità igienico-sanitaria dei locali, verifichi che questi ultimi ricadano nell’ambito della sede farmaceutica di pertinenza prevista in pianta organica e che siano situati a una distanza non inferiore a duecento metri dalle altre farmacie e dai locali ove sono svolti i servizi sanitari di pertinenza di altre farmacie. La distanza è misurata per la via pedonale più breve tra soglia e soglia. Tali servizi possono essere esercitati in comune da due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti previa stipula del contratto di rete.
Una delle novità che erano state introdotte nel pacchetto di proposte di marzo era anche la possibilità, per consentire ai cittadini un'immediata identificazione dei servizi sanitari offerti nei locali distaccati, di apporre anche un’insegna riportante la denominazione «Farmacia dei servizi» e la richiesta di fornire informazione sulla esatta identificazione dei soggetti titolari di farmacia che offrono i servizi.

TAG: FARMACIA DEI SERVIZI, LISTE DI ATTESA

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