farmaci antiobesità
09 Giugno 2026Dal 15 giugno il sistema sanitario francese rimborserà semaglutide e tirzepatide per i pazienti con obesità grave e specifici criteri clinici. La Società italiana dell'obesità chiede di valutare anche in Italia percorsi di accesso alle terapie innovative per i pazienti a più alto rischio.

Dal prossimo 15 giugno la Francia introdurrà la rimborsabilità dei farmaci anti-obesità a base di semaglutide e tirzepatide per i pazienti con forme gravi della malattia. La misura, annunciata dal Ministero della Salute francese, prevede criteri di accesso definiti e la prescrizione iniziale da parte di centri specialistici dedicati alla gestione dell'obesità.
Secondo quanto riportato da Reuters, il rimborso riguarderà i pazienti con indice di massa corporea (BMI) pari o superiore a 40 oppure pari o superiore a 35 in presenza di comorbidità correlate all'obesità. I farmaci saranno inseriti in un percorso di presa in carico specialistica che comprende anche interventi sugli stili di vita e il monitoraggio clinico. Le autorità francesi stimano una platea potenziale di circa un milione di persone.
La prescrizione iniziale sarà affidata a specialisti operanti nei centri di riferimento per l'obesità e nelle strutture ospedaliere dedicate. L'obiettivo dichiarato dal governo francese è garantire un utilizzo appropriato delle nuove terapie farmacologiche, limitandone l'impiego ai pazienti con maggiore rischio di complicanze.
La decisione rappresenta una delle prime iniziative di questo tipo in Europa per i farmaci della classe dei GLP-1 e dei doppi agonisti GIP/GLP-1 utilizzati nel trattamento dell'obesità.
La novità francese ha spinto la Società italiana dell'obesità (Sio) a sollecitare una riflessione sul tema anche nel nostro Paese. In una lettera inviata alle istituzioni sanitarie e politiche nazionali, la società scientifica richiama il recente riconoscimento dell'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante sancito dalla Legge 149 del 2025 e propone di avviare una valutazione sulle modalità di accesso alle terapie innovative.
“La scelta della Francia merita grande attenzione perché riconosce il valore delle nuove terapie nei pazienti con obesità più grave e le inserisce all'interno di un percorso specialistico strutturato”, ha detto Silvio Buscemi, presidente della Società italiana dell'obesità, all'AdnKronos.
Secondo Buscemi, il trattamento farmacologico rappresenta oggi una componente della cura da integrare con gli interventi nutrizionali, la modifica degli stili di vita, il supporto psicologico e, quando indicato, la chirurgia bariatrica. La Siosottolinea inoltre come le evidenze disponibili abbiano documentato benefici che vanno oltre la riduzione del peso corporeo, interessando diverse complicanze associate all'obesità, tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
La società scientifica evidenzia che l'accesso ai farmaci per l'obesità è oggi limitato dal costo delle terapie, con possibili ricadute in termini di equità. Per questo motivo ha predisposto un documento tecnico rivolto alle istituzioni nel quale propone criteri di eleggibilità sostanzialmente analoghi a quelli adottati in Francia per i pazienti con obesità severa e ad alto rischio di complicanze.
La Sio ha infine dichiarato la propria disponibilità a collaborare con Ministero della Salute, Aifa, Istituto superiore di sanità, Consiglio superiore di sanità e Regioni per valutare eventuali modelli di accesso appropriato e sostenibile alle nuove terapie farmacologiche.
Fonte:
ph.cr. magnific
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