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09 Giugno 2026

Farmacie rurali, pronte per la telemedicina. Petrosillo (Sunifar): Ora vanno messe a sistema

Dal convegno Sunifar sulle aree rurali emerge la richiesta di integrare stabilmente le farmacie nella rete dell'assistenza territoriale. Dopo gli investimenti in strutture, tecnologie e formazione, il settore chiede nuove alleanze con medici e specialisti per sviluppare servizi e telemedicina nei territori più fragili.

di Redazione Farmacista33


Farmacie rurali, pronte per la telemedicina. Petrosillo (Sunifar): Ora vanno messe a sistema

Le farmacie rurali sono realtà già presenti sul territorio, hanno investito, si sono strutturate e hanno formato i propri farmacisti: ora la sfida è metterle a sistema dentro una filiera stabile di presa in carico, costruita attraverso alleanze con medici di medicina generale, specialisti e istituzioni. È questo il messaggio al centro del convegno Sunifar sulle aree rurali e la sanità di prossimità, da cui è emersa la necessità di ripensare i modelli organizzativi e di sviluppare accordi concreti, a partire dalla telemedicina, per valorizzare il ruolo delle farmacie nei territori più fragili.

Farmacie rurali, da presidio di prossimità a nodo della rete territoriale

Ad aprire i lavori è stato il presidente nazionale Sunifar Gianni Petrosillo, che ha richiamato il percorso di evoluzione compiuto dalle farmacie rurali: "Oggi possiamo affermare che la farmacia ha cambiato modello. È diventata un presidio sanitario riconosciuto", ha affermato, ricordando che la Legge di Bilancio 2026 ha sancito il passaggio dalla sperimentazione alla stabilizzazione della farmacia dei servizi, con il raddoppio delle risorse dedicate da 25 a 50 milioni di euro.
In un contesto segnato dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente desertificazione sanitaria delle aree interne, Petrosillo ha sottolineato che "la farmacia è pronta a offrire il proprio supporto al Servizio sanitario nazionale", ma ha avvertito che "occorre che venga messa a sistema". Da qui il richiamo a un modello di assistenza costruito attraverso la collaborazione tra professionisti e servizi territoriali, perché "i piccoli comuni hanno bisogno di un presidio di prossimità" e le farmacie rurali possono diventare protagoniste di "un nuovo modello territoriale più moderno, più integrato e più umano".

Medici, farmacisti e servizi sociali: la proposta di una nuova alleanza territoriale

Secondo Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale della Fimmg, la collaborazione tra medicina generale e farmacia è una delle condizioni necessarie per garantire assistenza nelle aree più fragili: "Penso sia molto importante creare una sorta di alleanza fra il professionista medico e il professionista farmacista. Nei territori meno popolati il valore della prossimità è rappresentato dalle figure che operano quotidianamente a contatto con i cittadini”.

Corti ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare il collegamento con i servizi sociali, perché i bisogni delle persone anziane e fragili non sono soltanto sanitari: "C’è un tema di solitudine e vanno costruite risposte territoriali capaci di andare oltre la singola prestazione sanitaria”. Secondo Corti accanto agli ospedali ad alta specializzazione servono strutture e servizi di prossimità in grado di operare in collaborazione con i professionisti del territorio, una necessità che emerge con particolare evidenza nelle aree interne e lungo la dorsale appenninica, definita "la colonna vertebrale del Paese che soffre maggiormente".

Invecchiamento e cronicità: il ruolo delle farmacie nelle aree interne

E sono gli stessi dati Istat a promuovere una riflessione sul futuro dell'assistenza territoriale. "In un Paese che invecchia, investire nella prossimità significa garantire il diritto alla salute anche nei territori più lontani e fragili", ha osservato Roberta Crialesi, dirigente dell'Istat. Secondo i dati presentati gli over 65 rappresentano ormai circa un quarto dei residenti e nei prossimi aumenteranno in un contesto caratterizzato da reti familiari sempre più ridotte e da una minore disponibilità di caregiver.

"È prioritario tutelare la fragilità per tutti i cittadini, soprattutto quelli che risiedono nelle aree interne e più marginali, integrando dimensioni sanitarie, sociali e tecnologiche", ha affermato -  e le farmacie rurali sono un presidio strategico per la prevenzione, la gestione delle cronicità, l'aderenza terapeutica e il supporto alle persone fragili”.

In questo scenario, Claudia Pietropoli, consigliera Sunifar, ha posto l'attenzione sulle opportunità offerte dalla televisita e dai modelli di collaborazione tra ospedale e territorio. “Strutturare percorsi stabili per la gestione della cronicità e per servizi come il rinnovo dei piani terapeutici è una grossa opportunità e una valorizzazione della farmacia rurale soprattutto come un servizio di accesso e di prossimità al cittadino, soprattutto al cittadino che ha bisogno", ha affermato. Secondo Pietropoli, la farmacia rurale può offrire ai pazienti anziani, fragili e cronici un ambiente familiare e facilmente accessibile, diventando un punto di raccordo tra medico, specialista e cittadino.

Telemedicina, i dati della rete di telecardiologia in farmacia

A mostrare come questi modelli possano tradursi in attività concrete è stata Savina Nodari, professoressa di Cardiologia dell'Università di Brescia, che ha presentato l'esperienza della rete di telecardiologia sviluppata con Federfarma, HTN e Università di Brescia. La rete coinvolge oggi 8.729 farmacie, di cui il 23% rurali, e dal 2014 ha erogato oltre 3 milioni di prestazioni. Tra queste, quasi 2 milioni di elettrocardiogrammi, con l'8,4% dei tracciati risultati alterati e indirizzati a ulteriori approfondimenti o, nei casi più gravi, al pronto soccorso. Anche i monitoraggi Holter hanno evidenziato una significativa capacità di intercettare precocemente aritmie e altre condizioni a rischio.

Per Nodari, i risultati dimostrano che la telemedicina applicata alle farmacie può migliorare l'appropriatezza degli invii, ridurre gli accessi impropri alle strutture ospedaliere e rafforzare la presa in carico dei pazienti, soprattutto nelle aree dove l'accesso ai servizi sanitari è più difficile.

La richiesta di Sunifar: mettere a sistema ciò che già esiste

Nelle conclusioni, Petrosillo ha ripreso i principali temi emersi durante la giornata, individuando due priorità. La prima è che le farmacie rurali "ci sono già, hanno investito, si sono strutturate, hanno formato i farmacisti e sono pronte a svolgere un ruolo sempre più rilevante nella sanità territoriale. La seconda riguarda la necessità di mettere a sistema queste competenze e risorse all'interno di modelli organizzativi più efficaci”.

"Se noi ci siamo, se esiste un bisogno reale espresso dai cittadini e se esistono criticità evidenti, allora bisogna interrogarsi anche sui modelli organizzativi", ha affermato Petrosillo. Da qui il richiamo alle alleanze tra i diversi professionisti sanitari e alla costruzione di una rete capace di garantire una reale presa in carico dei cittadini.

"Con gli specialisti e con il Sumai abbiamo stretto alleanze e intese. Credo che sarà inevitabile proseguire su questa strada e che arriveremo a siglare accordi anche con voi, per sviluppare insieme progetti concreti, a partire dalla telemedicina", ha concluso.

TAG: FARMACIA RURALE, TELEMEDICINA

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