Sanità

ott282019

Parafarmacie, Unaftisp a Speranza: bene l'impegno ora si intervenga con decreto legge

Parafarmacie, Unaftisp a Speranza: bene l’impegno ora si intervenga con decreto legge

Unaftisp: c'è fiducia verso l'impegno sulle problematiche delle parafarmacie del ministro Speranza, ma bisogna intervenire con un provvedimento d'urgenza

C'è fiducia verso l'impegno sulle problematiche delle parafarmacie dichiarato dal ministro della Salute Speranza durante la presentazione delle sue linee programmatiche della scorsa settimana di fronte alle Commissioni riunite Affari Sociali della Camera e Igiene e Sanità del Senato.
A esprimerla con soddisfazione è Daniele Viti presidente Unaftisp, che legge nelle sue parole "una sincera presa d'atto che il tema delle parafarmacie legata alla professione è direttamente riconducibile al Ministero che presiede". Per Viti, infatti, ciò "l'ambito delle parafarmacie intese come attività di libero mercato, riguardante la liberalizzazione, è di chiara competenza del Mise". Da parte di Unaftisp arriva, con il supporto di Fofi e Federfarma, la richiesta alla politica e al Ministro "di intervenire con un provvedimento d'urgenza (Decreto-legge) poiché parliamo di una emergenza sindacale grave, oramai non più sostenibile e acclarata".
Come ricorda lo stesso Viti: "Credo fortemente che in questo decreto debbano essere comprese figure professionali nuove, come, ad esempio e in modo non esaustivo, il farmacista di corsia che può rappresentare una valida alternativa a chi non si sente più di investire ad una nuova attività. Proposta questa avanzata a suo tempo dall'attuale viceministro Sileri nella presentazione del suo ddl. Oggi a Federfarma, dopo la farmacia dei servizi e la concreta disponibilità del Ministro per quanto riguarda remunerazione e rinnovo della convenzione, chiediamo che ci affianchi alla soluzione definitiva del tema riguardante i farmacisti titolari di sola parafarmacia poiché a questo punto non si può ulteriormente derogare e dare una svolta definitiva una volta per sempre, per chi, come noi, ha investito sulla professione. Siamo convinti che la nostra professionalità non può misurarsi con la liberalizzazione della fascia C (già bocciata dalla Consulta, di cui tra l'altro fu firmatario anche l'attuale presidente della Repubblica Mattarella, all'epoca componente della Corte Costituzionale) poiché questa riguarderebbe pur sempre un esercizio di vicinato e non un presidio sanitario e questo per noi è il punto dirimente. Ma se qualora il Ministro competente (che a nostro avviso dovrebbe essere quello del Mise) e la politica decidessero in questa direzione non saremo noi ad opporci pur consapevoli delle conseguenze che potrebbe avere, e prenderemo nel contempo consapevolezza che questa emergenza sindacale non poteva e non potrà essere risolta, per semplice mancanza di volontà".

Viti chiude la nota ricordando che alla politica "che 1.000 stabilizzazioni di farmacisti titolari di sola parafarmacia porterebbero 2.000 nuovi posti di lavoro, per un totale di 3000 occupati, tra l'altro a costo zero per le casse dello Stato. Il tempo è scaduto, è necessario agire ora, dimostrando la volontà di far fede agli impegni, ed è necessario farlo ora. Non credo ci saranno in futuro altre possibilità".

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