Formazione
20 Marzo 2019La cute vulvare, come quella di altri distretti corporei, presenta un film idrolipidico superficiale, che ha funzioni protettive di barriera. Fattori locali tra cui il calore, l'umidità e l'attrito ne possono indebolire la funzione di barriera, contribuendo all'insorgenza di fenomeni irritativi.
Il film idrolipidico viene ulteriormente danneggiato dalla maggior parte delle patologie vulvari, ed il suo ripristino è elemento essenziale dei protocolli di cura.
Il ph vulvare fisiologico presenta un range tra 3.8 e 4.2, collocabile tra i valori di quello cutaneo (ph di 4,7) e quello vaginale (ph medio di 3.5 in età fertile). Questo può essere influenzato da fattori endogeni quali umidità, sudorazione, secrezioni vaginali, mestruazioni, contaminazione di feci ed urine ed età. Mentre notevole rilevanza nelle variazioni del ph vulvare hanno fattori esogeni quali detergenti intimi, lubrificanti, prodotti cosmetici, assorbenti, salvaslip ed esiti di depilazione.
Un detergente intimo inadeguato può contenere surfattanti o tensioattivi particolarmente aggressivi responsabili dell'effetto schiumogeno, che se da un lato consentono di "catturare" la frazione lipidica delle secrezioni da rimuovere, dall'atro danneggiano con effetto "microabrasivo" il film idrolipidico protettivo. I profumi ed i conservanti sono ulteriori componenti "pericolose" della detersione intima, perché mascherando la gradevolezza del prodotto ne amplificano le potenzialità allergico-irritative.
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