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Formazione

20 Maggio 2020

Vaccino antinfluenzale in epoca Covid-19: può semplificare la diagnosi differenziale


L'epidemia Covid-19 è entrata nella fase 2, con una curva di contagio in lenta ma costante diminuzione, ma restano aperti diversi scenari sanitari che si potranno sviluppare nei prossimi mesi. Se da una parte è atteso un calo di contagi con la stagione estiva, dall'altra l'autunno e l'inverno saranno un passaggio critico: una concomitanza tra influenza stagionale ed eventuale persistenza sub-epidemica o endemica del SarsCoV2 e della malattia Covid19 potrebbe creare comorbidità, difficoltà di diagnosi e di gestione sanitaria. Per questi motivi sta emergendo da più parti la richiesta di una maggiore aderenza alla vaccinazione antinfluenzale e di un allargamento della popolazione a cui raccomandarla.

Ulteriori elementi interessanti a sostegno della vaccinazione antinfluenzale per il prossimo autunno arrivano da un recentissimo studio condotto da ricercatori dell'Università di Hong Kong e appena pubblicato su The Lancet[1]. Lo studio mostra che alcuni ceppi influenzali amplificano la presenza dei recettori ACE2, quelli che il coronavirus usa per attaccare le nostre cellule. L'influenza potrebbe facilitare quindi l'ingresso del Sars-CoV2 nei polmoni. Gli autori riportano che questa sovraespressione suggerisce che una recente esposizione al virus dell'influenza potrebbe peggiorare l'esito di Covid-19 anche se concludono sottolineando la necessità di condurre ulteriori indagini.

In ogni caso, come ha sottolineato l'Osservatorio influenza, "aver fatto la vaccinazione antinfluenzale non ha protetto la popolazione dal virus Covid-19 e non la proteggerà in futuro da virus differenti da quelli inclusi nel vaccino stagionale", ma il vaccino antinfluenzale rimane fondamentale perché protegge, soprattutto gli over 65 e le categorie a rischio, dalle complicanze.

In questo contesto la SIMG - Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro della Salute Roberto Speranza in cui il presidente Claudio Cricelli ha spiegato come sia «necessario riflettere immediatamente sul rischio che anche nel nostro Paese, al sopraggiungere dell'epidemia stagionale di influenza, sia ancora in corso un'epidemia, anche ridotta, di Sars-CoV2. L'impatto combinato delle due patologie potrebbe provocare danni incalcolabili alla popolazione del nostro Paese. Si rivela, pertanto, fortemente raccomandabile estendere la vaccinazione antinfluenzale al maggior numero possibile di cittadini. In tale prospettiva suggeriamo anzitutto di applicare il principio di raccomandare la vaccinazione a tutta popolazione sopra i sei mesi di età. In secondo luogo, di estendere la vaccinazione gratuita ai soggetti sopra i 50 anni. Infine, invitiamo ad applicare la vaccinazione gratuita prioritaria non gerarchica ai casi stabiliti dal CDC dell'Oms». Tra questi casi rientrano i bambini dai 6 mesi ai 4 anni di età, gli adulti over 50, i soggetti affetti da patologie croniche di tipo polmonare, cardiovascolare, epatica, neurologica, ematologica, nefrologica, sindromi metaboliche.

Anche il Board per il coordinamento scientifico del Calendario per la Vita, costituito da un pool di esperti della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica, della Società Italiana di Pediatria, Federazione Italiana Medici Pediatri e della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, ha lanciato un suo appello. "In un possibile scenario di ritorno dei contagi da Covid-19 nella prossima stagione invernale - a oggi non escludibile - aggiungere le difficoltà di diagnosi differenziale di sindromi simil-influenzali (ILI), oltre ai danni da agenti infettivi particolarmente incidenti tutti gli inverni a quelli di Covid-19, potrebbe rendere la situazione grandemente critica"; pertanto "è assolutamente urgente proteggere le fasce fragili della popolazione con tutti i mezzi a nostra disposizione, vaccini in primis. Molti Paesi in Europa e nel Mondo hanno compreso l'urgenza di tali interventi, ed hanno già opzionato quantitativi incrementati di vaccini per il prossimo autunno".

E ancora Giuseppe Mele, Presidente Simpe, la Società Italiana di Medici Pediatri, chiede "l'obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale per i bambini da 6 mesi a 14 anni.' Perché avere la popolazione pediatrica vaccinata nella sua totalità significherà contribuire a comprendere, nel momento in cui si ripresenterà, chi avrà il virus del Covid-19".

Fonti:
[1] The Lancet Respiratory Medicine Published online May 7, 2020 https://doi.org/10.1016/S2213-2600(20)30193-4


Articoli realizzati con il contributo non condizionato di SEQIRUS - A CSL Company

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