Salute benessere
21 Agosto 2023 Una mancata conoscenza dell’endometriosi da parte dei medici può portare a un ritardo nella diagnosi e a un abbassamento della qualità di vita. Ecco quali sono i fattori che ne ostacolano il riconoscimento

Da uno studio pubblicato su Obstetrics & Gynaecology emerge che la mancanza di conoscenza e comprensione dell'endometriosi tra i medici può portare a ritardi nella diagnosi. Dopo avere esaminato gli studi qualitativi negli ultimi vent’anni i ricercatori coordinati da Sophie Davenport, medico dell'Nhs, il servizio sanitario nazionale britannico, hanno scoperto una serie di fattori che contribuiscono a ridurre la tempestività diagnostica, tra cui la percezione del dolore mestruale e la mancanza di formazione medica sulla condizione. Lo riporta Doctor33.
Il dolore mestruale non è normale, soprattutto se interferisce con la vita quotidiana
«L'endometriosi, che colpisce il 10% delle donne in tutto il mondo ed è causata da tessuto endometriale in crescita al di fuori dell'utero, è una malattia estremamente dolorosa, estenuante, che interferisce con la vita quotidiana e, se non trattata, può portare alla sterilità», afferma l'autrice, che assieme ai colleghi ha scoperto che le donne arruolate negli studi sull'endometriosi spesso non erano sicure se il loro dolore fosse insolito o abbastanza grave da richiedere un trattamento. Oppure che il loro medico di famiglia era dubbioso o addirittura sprezzante nei confronti dei loro sintomi, tanto che i generalisti interpellati in due studi hanno ammesso di aver trovato difficile differenziare il dolore potenzialmente diagnostico dai normali sintomi mestruali.
«La società dei nostri giorni ha tradizionalmente normalizzato il dolore mestruale, ma se i sintomi interessano la vita quotidiana, tanto che la donna non va al lavoro o a scuola per i dolori, oppure non è in grado di portare avanti una vita sociale, è un chiaro segnale che è necessario un intervento medico», sottolinea Davenport, ricordando che nel sospetto di endometriosi il metodo diagnostico definitivo è la laparoscopia in anestesia generale, esame invasivo che diversi medici sono riluttanti a prescrivere.
Linee guida dell’Eshre indicano quale approccio utilizzare
«Ma le recenti linee guida stilate dall'ESHRE, la Società europea di riproduzione umana ed embriologia, raccomandano ora un approccio in due fasi in cui il trattamento viene avviato più rapidamente sulla base del sospetto clinico e della risonanza magnetica e dell'ecografia, piuttosto che attendere i risultati laparoscopici», aggiunge Dan Green, coautore dello studio e Senior Teaching Fellow presso il College of Health and Life Sciences dell'Aston University di Birmingham, Regno Unito. E conclude: «Sarà interessante vedere se queste nuove linee guida influiranno sui tempi diagnostici migliorando lo stato di salute e la qualità di vista delle pazienti con endometriosi».
Per saperne di più: Obstetrics & Gynaecology 2023.
https://journals.lww.com/greenjournal/toc/latest
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