Farmacia
21 Ottobre 2023 La farmacia dei servizi vede una ulteriore spinta evolutiva verso una forma più complessa, in risposta ai nuovi bisogni di salute e all’esigenza espressa dal Ssn di un demoltiplicatore dell’assistenza territoriale
La farmacia dei servizi, punto di arrivo di un percorso avviato oltre quindici anni fa, vede, oggi, una ulteriore spinta evolutiva verso una forma più complessa, in risposta ai nuovi bisogni di salute e all’esigenza espressa dal Ssn di un demoltiplicatore dell’assistenza territoriale. La possibilità di utilizzare locali esterni alla farmacia per determinate prestazioni è, in questa direzione, una opportunità da sviluppare, che, al contempo, richiede un adattamento delle competenze dei farmacisti. In questo scenario, proprio il tirocinio pratico valutativo, può costituire un importante strumento di flessibilità. A fare la riflessione Marco Cossolo, presidente di Federfarma, durante il convegno “Il processo di evoluzione della formazione del laureato in farmacia. Il nuovo corso di laurea LM-13 e il tirocinio pratico valutativo” che si è tenuto durante la X edizione di FarmacistaPiù.
Oggi ci sono i semi di un nuovo cambio di paradigma
«Quella spinta evolutiva che ha portato a un nuovo modello di farmacia, basata sui servizi, oggi vede i semi di un ulteriore cambio di paradigma. La farmacia è chiamata a rispondere a nuovi bisogni di salute e nuove esigenze del Ssn, con la necessità di potenziare il territorio, e la richiesta che abbiamo colto, anche attraverso il confronto in atto a FarmacistaPiù, è che diventi sempre più un presidio demoltiplicatore di assistenza sanitaria e territoriale». D’altra parte, «il farmacista è oggi in possesso di nuovi strumenti che in passato non aveva, dai vaccini ai tamponi, alla possibilità di effettuare prelievo di sangue capillare, che apre a nuove capacità diagnostiche, sino all’impegno strutturato nelle prestazioni di telemedicina». Ma, una grande «opportunità è rappresentata dalla possibilità di svolgere determinati servizi in locali esterni alla farmacia. Proprio quest’ultimo aspetto, se ben sviluppato, può costituire una risposta per quelle realtà di piccole dimensioni, come per esempio le farmacie dei centri storici, ma soprattutto un potenziamento in termini di presidio territoriale del Ssn. La farmacia può diventare, in questo modo, snodo nevralgico, operativo di servizi, quel demoltiplicatore di assistenza territoriale invocato dalla politica». Lo spunto ricorda le Retail Clinic, presenti in modo particolare in Usa, «anche se la realtà territoriale americana, con i suoi ampi spazi, e culturale, è profondamente diversa dalla nostra».
Verso un modello organizzativo più complesso e articolato in linee di attività
A ogni modo, c’è, in atto, un percorso che punta a un «modello organizzativo più complesso, articolato in più processi aziendali e linee di attività, ognuna con figure dedicate, organizzazioni diverse e valutazioni, dal punto di vista della sostenibilità economica, differenti. Questo implica competenze nuove, di natura anche gestionale», e una relazione diversa con quello che è «lo spazio della farmacia». In questo senso, «la formazione, la capacità di adattarsi ai tempi, alle sfide, ai progetti evolutivi è fondamentale. Se dobbiamo ripensare, insieme, a una nuova trasformazione della farmacia, occorre organizzare un sistema in cui la formazione sia centrale». E, in questo, «il tirocinio pratico valutativo», se, «sarà capace, anche attraverso il percorso di aggiornamento della figura del tutor professionale, di stare dietro alle nuove spinte evolutive, può costituire uno strumento di flessibilità».
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