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27 Marzo 2025Federfarma Bologna ha espresso riserve riguardo alla recente riforma dei ticket sanitari introdotta dalla Regione Emilia-Romagna: grava su un'utenza già economicamente provata a causa di recenti aumenti in altri settori

L’introduzione del ticket sulle ricette per i farmaci deciso dalla Regione Emilia-Romagna, che prevede, a partire dal 2 maggio, un contributo di 2,20 euro per confezione di medicinale, fino a un massimo di 4 euro per ricetta, potrebbe gravare su un'utenza già economicamente provata dagli aumenti in altri settori e incidere negativamente sul potere d'acquisto dei farmaci da parte dei cittadini. Queste le preoccupazioni espresse da Federfarma Bologna sulla riforma adottata dalla Regione
Per Federfarma Bologna il deficit sanitario regionale va affrontato, ma la decisione presenti problematiche e avrebbe potuto essere gestita meglio.
“Una misura che va a carico di un’utenza già provata dal punto di vista economico, a causa dei recenti aumenti anche in altri settori - sostiene Gian Matteo Paulin presidente di Federfarma Bologna, in un’intervista sulla stampa locale. - Non è una decisione precisa, presenta delle problematiche e poteva essere gestita meglio. Ovviamente come Federfarma applicheremo la norma. L’augurio è che non incida sul potere d’acquisto dei farmaci da parte dei cittadini”.
Nel 2020 il ticket sanitario è stato tolto a causa del Covid. Ora verrà reintrodotto per un terzo della popolazione: dal pagamento saranno esentati 1,65 milioni di cittadini, circa su tre, tra cui i pazienti oncologici, con patologie croniche o rare, invalidi, disoccupati e persone in situazioni di disagio economico.
Ma secondo Michele Bortolini, presidente di Confcommercio Ascomfarma Bologna, il principale motivo per cui viene introdotto il ticket sulle ricette è “il buco di 800 milioni di euro fatto dalla precedente giunta e lo spreco di farmaci”. Il ticket, aggiunge, “potrebbe essere un deterrente per non abusare di farmaci che possono essere presi gratuitamente, per ridurre davvero lo spreco, però, il futuro è la personalizzazione delle cure anche nelle farmacie”. Secondo Bartolini, con un approccio personalizzato si potrà sia “allargare la platea di cittadini esenti dal ticket, sia ridurre lo spreco sanitario”.
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