Ricette false
05 Maggio 2025A Verona sequestrate oltre 400 compresse di benzodiazepine e pregabalin vendute come droghe. Farmacisti allertati su ricette false: "Una piaga che combattiamo da tempo", dichiarano i rappresentanti di categoria. Scopri come viene aggirato il sistema

Pastiglie di benzodiazepine (Ritrovil) e di pregabalin (Lyrica), farmaci utilizzati per il trattamento dell’ansia e del dolore neuropatico, sono stati sequestrati a Verona nel mercato di strada delle droghe: tre giovani arrestati sono stati trovati in possesso di oltre 400 compresse di questi medicinali, che utilizzati in combinazione con alcool o altre sostanze per generare effetti psicotropi. L’ipotesi degli inquirenti è che i farmaci siano stati ottenuti tramite ricette false, costruite digitalmente o redatte su ricettari rubati.
Lyrica è un medicinale indicato per il trattamento del dolore neuropatico e di patologie i cui sintomi interferiscono con la vita del paziente, tuttavia se mescolato con alcol o con sostanze stupefacenti genera stati di euforia. Rivotril è un ansiolitico con azione disinibente e la relativa ricetta dev’essere utilizzata entro un mese dalla prescrizione; la ricetta medica per l’approvvigionamento di Lyrica va rinnovata caso per caso
La tipologia di farmaco e lo specifico iter per poterlo ottenere “evidenziano e ribadiscono come la farmacia debba rimanere un fondamentale punto di riferimento per la tutela della salute, anche qualora vi sia potenziale rischio di trasformare i farmaci in droghe da abuso come avvenuto in questo caso”. Lo afferma Arianna Capri, segretario nazionale del sindacato Farmacieunite:
“Si tratta di un evento grave considerato la necessità di aggirare i formalismi necessari per ottenerli e per trasformarli poi in droghe da abuso. Il farmacista effettua il controllo della ricetta, ne limita la dispensazione se non legata ai corretti formalismi della stessa, protegge il paziente dall’utilizzo non corretto e non soltanto il paziente quindi”.
Giusto pochi giorni fa Farmacieunite aveva segnalato la presenza, in tutto il territorio nazionale, di ricette fasulle per l’acquisto di psicofarmaci. Il presidente Maurizio Giacomazzi e il segretario Arianna Capri hanno invitato i colleghi, tramite circolare, a verificare con la massima attenzione la validità delle stesse ricette, in particolare se dematerializzate.
"Purtroppo non si tratta di una sorpresa," dichiara Federico Realdon, presidente provinciale dell'Ordine dei farmacisti. “Il problema delle ricette false rappresenta una piaga che combattiamo da tempo e sulla quale siamo tutti sensibilizzati, anche grazie alla collaborazione con le forze dell'ordine. Personalmente, circa sette mesi fa, ho avuto a che fare con ricette apparentemente regolari per questi medicinali che in realtà non lo erano. Quando sospettiamo di trovarci davanti a un illecito, possiamo temporeggiare, rimandare sulla disponibilità del prodotto, e siamo in grado di valutare se tutto sia in regola. Riceviamo continuamente circolari per mantenere alto il livello di attenzione. Quando il cliente percepisce che qualcosa non va, tende a cambiare zona, cercando di rifornirsi in un'altra farmacia”.
Accade anche che di fronte ai dubbi sollevati dal farmacista, il cliente diventi impaziente, nervoso, ed esiga quanto riportato sulla ricetta. "Fortunatamente possiamo sempre contare sull'aiuto di carabinieri e polizia," sottolinea Realdon, "lavoriamo in rete, con una collaborazione efficace."
"La prima ipotesi, quando ci troviamo di fronte a ricette sospette," conferma Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona, “è che provengano dal furto di ricettari medici. Su questo fenomeno manteniamo tutti un alto livello di vigilanza. L'allerta riguardante il Lyrica, solitamente prescritto come analgesico per gravi neuropatie, così come quella sul Rivotril, un ansiolitico, non è recente: in Veneto e a Verona la loro diffusione anomala viene monitorata da tempo.”
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