contraccettivi ormonali
04 Settembre 2025L’utilizzo di questionario strutturato all’interno delle farmacie di comunità può migliorare la gestione dei contraccettivi ormonali, consentendo di individuare precocemente problemi di aderenza, reazioni avverse e fattori di rischio. Ecco cosa può fare il farmacista
Uno studio condotto nelle farmacie di comunità spagnole ha riscontato tramite un questionario che molte donne che utilizzano contraccettivi ormonali non li assumono con regolarità, hanno effetti indesiderati, e presentano fattori di rischio aggiuntivi. La raccolta di questi dati ha permesso ai farmacisti di proporre colloqui individuali, per informare sull’uso corretto dei contraccettivi, supportare nella gestione degli effetti collaterali e suggerire metodi più sicuri o a lunga durata, contribuendo a migliorare l’aderenza e la qualità della vita delle pazienti.
Lo studio condotto a Tenerife in Spagna, tra gennaio e giugno 2024, ha coinvolto 316 donne maggiorenni che utilizzavano metodi contraccettivi ormonali. attraverso un questionario strutturato di 25 domande, somministrato in colloqui individuali all’interno della farmacia, i ricercatori hanno raccolto informazioni sul profilo sociodemografico, sulle modalità di assunzione, sui fattori di rischio cardiovascolare, sull’aderenza terapeutica e sulla comparsa di eventuali effetti indesiderati. Ogni volta che veniva rilevato un problema, il farmacista interveniva con un counselling mirato o con un invio al medico di riferimento.
Le partecipanti erano in prevalenza giovani donne con una media di 28 anni, spesso senza gravidanze pregresse e con un partner stabile. L’uso dei contraccettivi rispondeva sia a finalità strettamente contraccettive, sia a indicazioni terapeutiche come la regolazione del ciclo mestruale, il trattamento della sindrome dell’ovaio policistico, dell’acne e dell’endometriosi. Il metodo più diffuso era la pillola combinata, utilizzata da oltre il 70% delle donne. Tuttavia, quasi sette utilizzatrici su dieci dichiaravano difficoltà a rispettare la regolarità giornaliera, e soltanto una minoranza conosceva correttamente la condotta da seguire in caso di dimenticanza.
Quasi la metà delle intervistate riportava effetti indesiderati, con particolare rilevanza dei disturbi dell’umore, mentre più di quattro donne su dieci avevano fatto ricorso almeno una volta alla contraccezione d’emergenza, segnalando spesso un ricorso ripetuto. Inoltre, il campione presentava una quota non trascurabile di fattori di rischio aggiuntivi, come fumo, sovrappeso, obesità e ipertensione, condizioni che possono aumentare il rischio cardiovascolare con l’uso dei contraccettivi ormonali.
Lo studio mostra che il farmacista di comunità può incidere in modo concreto sulla salute delle donne attraverso diversi ambiti di intervento. La farmacia può rafforzare il proprio ruolo di centro di informazione qualificata, aiutando le utenti a chiarire dubbi sull’uso corretto della pillola, sulle procedure in caso di dimenticanza e sull’impiego della contraccezione d’emergenza.
Attraverso il dialogo, il farmacista è in grado di individuare difficoltà nell’assunzione quotidiana e proporre soluzioni più adatte, come metodi contraccettivi a lunga durata che riducono il rischio di errori. Un altro ambito di intervento è quello di riconoscere precocemente condizioni cliniche che rendono rischioso l’uso della pillola, ad esempio fumo, obesità o ipertensione, fornendo informazioni sui pericoli cardiovascolari e indirizzando le pazienti verso una valutazione medica. Infine, il counselling sugli effetti collaterali permette di accogliere e gestire disturbi dell’umore o sintomi depressivi, offrendo supporto e orientamento a percorsi di cura appropriati, con benefici sulla continuità terapeutica e sulla qualità della vita.
Lo studio, pur evidenziando risultati promettenti, presenta limiti legati al campione ristretto e geograficamente circoscritto e all’affidamento a dati auto-riportati. Saranno quindi necessari studi multicentrici, con follow-up prolungati, per confermare l’impatto di questo approccio. Ciò non toglie che l’esperienza di Tenerife mostri la fattibilità di integrare nella pratica quotidiana uno strumento semplice, come un questionario, capace di guidare l’intervento del farmacista e rafforzare il suo ruolo nella contraccezione.
Fonte:
Pharmacy 2025, 13, 112. https://doi.org/10.3390/pharmacy13040112
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