depressione
29 Dicembre 2025Depressione e diabete sono spesso associate e si influenzano reciprocamente, complicando diagnosi, aderenza e controllo terapeutico. In questo contesto il farmacista svolge un ruolo chiave nel riconoscere i segnali di rischio, monitorare le terapie e i loro effetti metabolici, migliorare l’aderenza

Diabete e depressione hanno una relazione bidirezionale, che complica la diagnosi e il trattamento a causa della sovrapposizione tra sintomi ed effetti collaterali dei medicinali. I farmacisti sono nella condizione di poter gestire le complessità delle terapie di entrambe le condizioni, offrendo un’assistenza integrata e incentrata sul paziente. Lo evidenzia un articolo pubblicato su PharmacyTimes che ha ripreso una presentazione all’ASHP Midyear 2025, che si è tenuta dal 7 al 10 dicembre a Las Vegas (USA). Nell’ambito dell’evento, Kathleen Vest, farmacista clinico alla Midwestern University, in Texas, e Sarah Grady, della Drake University, in Iowa, hanno parlato di come un’assistenza integrata e incentrata sul paziente possa bloccare il circolo vizioso che compromette lo stato di salute delle persone con depressione e diabete.
Le persone con diabete hanno il doppio delle probabilità di sviluppare depressione rispetto a quelle senza la condizione metabolica. Inoltre, la diagnosi di depressione può sovrapporsi ai sintomi del diabete, come accade, per esempio, nel caso di alterazione del sonno, variazione di peso o appetito e/o diminuzione di energia. La perdita di peso, poi, è una caratteristica che accomuna la depressione e le complicanze di alcune terapie farmacologiche per il diabete, come i farmaci a base di peptide-1 simile al glucagone (GLP-1). E questo può ulteriormente confondere sia a livello di diagnosi che di trattamento, di entrambe le condizioni. Di contro, se si soffre di depressione e si ha mancanza di energia o non si dorme a sufficienza, è più difficile impegnarsi nell’esercizio fisico o nel raggiungere gli obiettivi, così come se si soffre di anedonia e si perde interesse a fare attività fisica, questo può influire sulla capacità di prendersi cura di sé. La depressione, dunque, può incidere sulla motivazione di un paziente a monitorare la glicemia o a seguire le terapie.
Antidepressivi e antipsicotici possono aggravare il diabete, evidenziando la necessità di un’attenta gestione e monitoraggio dei farmaci. Per le persone con depressione, gli antidepressivi hanno potenziali effetti collaterali che possono aggravare il diabete. Questi farmaci, infatti, sono associati al rischio di aumento di peso e possono stimolare l’appetito e il consumo calorico, in particolare quello di carboidrati, che influisce direttamente sui livelli di glucosio. Inoltre, l’uso a lungo termine di antidepressivi è collegato allo sviluppo del diabete, anche se riduce la mortalità nei pazienti con diabete di tipo 2. Gli antipsicotici, invece, hanno una tendenza ben documentata a influire negativamente sui livelli di glucosio, così come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) possono causare disfunzioni delle cellule pancreatiche, inibendo il rilascio di insulina.
Per gestire al meglio le persone che soffrono di depressione, diabete o entrambe le condizioni è importante, dunque, sviluppare un piano terapeutico incentrato sul paziente. I farmacisti hanno le competenze e sono nella condizione di comprendere le sovrapposizioni tra le due condizioni e i relativi trattamenti, e aiutare i pazienti ad orientarsi. Quando una persona presenta solo una delle due patologie, il farmacista deve incoraggiarla a sottoporsi regolarmente a screening per l’altra e a monitorare attentamente l’impatto dei farmaci, sia sulle condizioni del paziente che sulla qualità di vita. Infine, è necessaria una stretta collaborazione tra farmacisti e medici nelle varie aree terapeutiche che possono essere influenzate dalle due condizioni.
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