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20 Marzo 2026

Malattia venosa cronica, al via la campagna AFI “La Stagione delle Gambe”

Gambe gonfie, pesanti o con vene visibili possono essere segnali di malattia venosa cronica: la campagna AFI coinvolge anche le farmacie per promuovere diagnosi precoce, stili di vita corretti e un uso appropriato delle terapie, dai flavonoidi alla compressione elastica

di Marco Cappelletto


stagione delle gambe Zentiva AFI

Gambe gonfie, pesanti, con vene varicose o capillari visibili non sono solo un problema estetico, ma possono rappresentare i primi segnali di una patologia cronica della circolazione. Con questo obiettivo prende il via “La Stagione delle Gambe”, la nuova campagna di sensibilizzazione promossa da AFI – Associazione Flebologica Italiana, con il contributo non condizionante di Zentiva, presentata per rafforzare informazione, prevenzione e gestione della Malattia venosa cronica (Mvc), anche attraverso il coinvolgimento diretto delle farmacie sul territorio.

Una patologia diffusa ma spesso sottovalutata

La Mvc è una delle condizioni più frequenti nella popolazione adulta. Nei Paesi occidentali, fino a 8 adulti su 10 presentano segni di malattia venosa, mentre solo circa il 20% della popolazione risulta esente. In Italia, studi epidemiologici indicano una diffusione particolarmente elevata, con variazioni territoriali.

“Non si tratta di un semplice inestetismo”, spiega il professor Alessandro Frullini, chirurgo vascolare e flebologo, presidente onorario di AFI. “Le vene varicose e i sintomi associati sono manifestazioni di una patologia cronica che può evolvere nel tempo e portare a complicanze anche importanti, come ulcere cutanee, trombosi o sanguinamenti”.

Alla base della malattia vi è un’alterazione del sistema venoso, che compromette il corretto ritorno del sangue verso il cuore. Il meccanismo fisiologico, basato sull’azione della pompa muscolare del polpaccio e delle valvole venose, quando non funziona adeguatamente porta a ristagno di sangue, infiammazione e progressivo danno della parete venosa.



Sintomi e impatto sulla qualità di vita

I segnali più comuni includono gambe pesanti, gonfiore, dolore, crampi, prurito e presenza di capillari o varici visibili. Sintomi spesso sottovalutati che, tuttavia, possono incidere in modo significativo sulla qualità di vita.

Nelle forme più avanzate, la patologia può evolvere in insufficienza venosa cronica con lesioni cutanee e ulcere difficili da trattare, che comportano un impatto rilevante anche in termini di costi sanitari e gestione a lungo termine.

“È una malattia infiammatoria cronica”, sottolinea il professor Luca Gallelli, farmacologo clinico e ordinario di farmacologia presso l’Università degli Studi di Catanzaro. “Processi infiammatori continui a livello dell’endotelio, mediati da citochine e altri fattori, determinano un danno progressivo della struttura venosa. Non è una condizione acuta, ma una patologia che si sviluppa nel tempo e richiede una gestione continuativa”.



Prevenzione e trattamento: un approccio integrato

La Mvc ha spesso una componente genetica, che non può essere eliminata definitivamente, ma può essere controllata e gestita efficacemente attraverso una diagnosi precoce, la prevenzione, i controlli periodici e trattamenti adeguati, con l’obiettivo di rallentarne la progressione e prevenire le complicanze.

“La flebologia moderna offre oggi soluzioni terapeutiche efficaci e sempre meno invasive per il controllo e il trattamento della malattia” prosegue il professor Frullini.

La sua gestione si basa su un approccio multifattoriale che integra stile di vita e trattamento farmacologico. Occorre intervenire su quelli che sono i fattori di rischio, come sovrappeso e sedentarietà, e sostenere un’attività fisica regolare, che viene considerata parte integrante della terapia.

Tra le strategie terapeutiche oggi disponibili, spesso complementari, vi sono la terapia elastocompressiva, con l’utilizzo di calze o bendaggi, e i trattamenti interventistici, come scleroterapia o laser nei casi selezionati. Inoltre, la terapia farmacologica e nutraceutica può contribuire a migliorare il tono della parete venosa e a ridurre i sintomi associati alla patologia.

“La prevenzione si basa principalmente sulla rimozione dei fattori di rischio, attraverso la riduzione del peso corporeo e il miglioramento degli stili di vita” sottolinea il professor Gallelli. “Il trattamento di prima linea prevede l’impiego di nutraceutici con attività antinfiammatoria e antiossidante; nei casi refrattari o in presenza di condizioni cliniche sfavorevoli si ricorre al trattamento chirurgico.” 

Negli ultimi anni, la ricerca si è concentrata sul ruolo dei flavonoidi micronizzati, come la diosmina, e di altre sostanze naturali (esperidina, escina, meliloto, centella, ginkgo), in grado di agire sui processi infiammatori, migliorare il tono venoso e supportare la microcircolazione.

Il ruolo del farmacista e della farmacia territoriale

La campagna AFI, attiva da aprile ad agosto 2026, punta a valorizzare il ruolo della farmacia come primo presidio di salute sul territorio. Nelle farmacie aderenti saranno disponibili materiali informativi e strumenti educativi per aiutare i cittadini a riconoscere i sintomi e adottare comportamenti preventivi.

“La prevenzione è la chiave per migliorare la qualità di vita”, afferma Stefania Badavelli, General Manager di Zentiva Italia. “È fondamentale promuovere una comunicazione corretta e scientificamente validata, supportando sia i cittadini sia i professionisti sanitari, in particolare medici e farmacisti”.

In questo contesto, il farmacista può svolgere un ruolo centrale nell’intercettare precocemente i pazienti, orientandoli verso una valutazione specialistica quando necessario e fornendo consigli su stili di vita, prodotti e aderenza terapeutica.

“Il mercato degli antivaricosi è un segmento consolidato e ad alto valore, fortemente guidato dal consiglio di Medici e Farmacisti” sottolinea Badavelli.



Un aspetto cruciale resta la diagnosi precoce. La presenza anche di un solo segno, come una vena visibile o un gonfiore persistente, dovrebbe indurre a effettuare una visita, spesso attraverso un esame ecodoppler. 

La “La stagione delle gambe” si inserisce in questo contesto con l’obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione e una gestione più consapevole della Mvc, attraverso la collaborazione di tutti gli attori del sistema salute.

TAG: AFI, VENE VARICOSE, ZENTIVA

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