Aderenza terapeutica
27 Marzo 2026La scarsa aderenza terapeutica genera costi indiretti stimati in circa 2 miliardi di euro l’anno e aumenta ricoveri e complicanze. Utifar chiede alle Regioni politiche e investimenti mirati per rafforzare la collaborazione tra medici e farmacisti e sostenere la presa in carico dei pazienti

La scarsa aderenza alle terapie genera costi indiretti stimati in circa 2 miliardi di euro l’anno e aumenta ricoveri e complicanze. Unione tecnica italiana farmacisti chiede alle Regioni politiche e investimenti mirati per rafforzare la collaborazione tra medici e farmacisti e sostenere la presa in carico dei pazienti, soprattutto cronici e politrattati.
La scarsa aderenza terapeutica genera costi indiretti stimati in circa 2 miliardi di euro l’anno e rappresenta una delle criticità più rilevanti per la sostenibilità del sistema sanitario. Ma la responsabilità non è esclusiva del paziente: l’aderenza è il risultato di un sistema che deve accompagnarlo, in cui va rafforzata la collaborazione tra medici e farmacisti e investito nei servizi territoriali. Lo ricorda Eugenio Leopardi, presidente Utifar in occasione della Giornata dell’Aderenza Terapeutica del 27 marzo, Eugenio Leopardi, presidente dell'Utifar.
I dati disponibili delineano un quadro chiaro: solo una quota minoritaria dei pazienti segue correttamente le prescrizioni, mentre circa la metà non è pienamente aderente. Il fenomeno assume dimensioni ancora più preoccupanti nei pazienti cronici e politrattati, ovvero coloro che assumono più farmaci contemporaneamente: in questi casi l’aderenza può scendere fino al 20%. Nella popolazione sopra i 65 anni, un paziente su tre assume più di dieci farmaci e una quota ancora più ampia è coinvolta in regimi terapeutici articolati. In queste condizioni, il rischio di errori, interruzioni o uso improprio delle terapie aumenta sensibilmente, con ricadute dirette sugli esiti clinici.
Le conseguenze non sono soltanto sanitarie, ma anche economiche. La mancata aderenza comporta infatti un aumento di ricoveri, complicanze, progressione delle malattie e ricorso a trattamenti più costosi, con un impatto significativo sulla sostenibilità complessiva del Servizio sanitario nazionale.
Nella consapevolezza che i costi per il mantenimento del sistema sanitario saranno destinati a crescere, in virtù dell’aumento dell’aspettativa di vita e dei progressi della scienza, secondo Leopardi le attuali politiche di contenimento della spesa farmaceutica basate su tetti e restrizioni prescrittive non rappresentano la risposta più efficace. È invece necessario cambiare prospettiva: investire oggi con maggiore forza nell’aderenza terapeutica può evitare domani costi ben più elevati.
"Il miglioramento dell’aderenza – continua Leopardi – richiede un approccio integrato che valorizzi la sanità territoriale e il rapporto diretto con il paziente. In questo contesto, il ruolo dei medici di medicina generale e dei farmacisti diventa centrale. Sono infatti queste le figure che, per prossimità e continuità di relazione, possono intercettare le difficoltà dei pazienti, semplificare i percorsi terapeutici e supportare l’uso corretto dei farmaci".
Il presidente di Utifar auspica quindi che le Regioni promuovano politiche specifiche e investimenti mirati sull’aderenza terapeutica, riconoscendone il valore strategico sia in termini di salute pubblica sia di sostenibilità economica, senza limitarsi a ridurre la spesa attraverso il taglio delle prescrizioni. Una scelta che, alla luce dei dati disponibili, appare non solo opportuna, ma necessaria.
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