Fentanyl
05 Giugno 2026Due nuovi casi di consumo di fentanyl rilevati in Trentino confermano una presenza ancora circoscritta della sostanza. L'Istituto superiore di sanità rafforza le attività di prevenzione con un percorso formativo rivolto a operatori sanitari e altri professionisti coinvolti.

Due nuovi casi di positività al fentanyl sono stati identificati in Trentino e confermati dal laboratorio tossicologico dell'Azienda sanitaria. Il riscontro conferma una presenza della sostanza ancora limitata in Italia ma oggetto di stretta sorveglianza da parte delle autorità sanitarie. Parallelamente, l'Istituto superiore di sanità ha attivato un corso di formazione dedicato agli operatori sul riconoscimento e la gestione dei rischi legati agli oppioidi sintetici.
Il dato trentino è stato riportato dal quotidiano Il Dolomiti, che cita i dati del Serd provinciale e del laboratorio tossicologico che collabora con l'Azienda sanitaria. La rilevazione si affianca a quanto emerso in Emilia-Romagna nel dicembre 2025, quando su oltre 12.000 screening eseguiti dalle Ausl di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Imola, Ferrara e della Romagna i soggetti risultati positivi al fentanyl sono stati 16, pari allo 0,2% del totale. Il profilo prevalente è quello di soggetti di sesso maschile (12 su 16), con un'età media di 45,2 anni e già utilizzatori di altre sostanze.
A fare il punto è Simona Pichini, responsabile del Centro nazionale dipendenze e doping dell'Istituto superiore di sanità, intervistata dal quotidiano trentino: “Negli ultimi due anni abbiamo osservato situazioni puntiformi sul fronte della diffusione del fentanyl e più in generale degli oppioidi sintetici in Italia”.
I dati sui sequestri confermano questa lettura: sette nel 2024, 14 nel 2025 e due nel 2026, tutti con quantitativi minimi di sostanza rinvenuta. “Non ci sentiamo di parlare ad oggi di emergenza per quanto riguarda gli oppioidi sintetici in Italia”, precisa Pichini.
Sul fronte dei meccanismi di diffusione, l'esperta segnala che il fentanyl è utilizzato in Italia principalmente come terapia palliativa per pazienti oncologici terminali, somministrato per via orale o tramite cerotti transdermici. Proprio questi ultimi, in alcuni casi, raggiungono il mercato nero dopo essere stati rimossi dai pazienti. Nei casi di intossicazione o overdose, la presenza della sostanza è quasi sempre associata ad altre sostanze: “Più che di semplici consumatori è più corretto parlare di poli-consumatori”, sottolinea Pichini.
Il quadro si inserisce nel Piano nazionale di prevenzione contro l'uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici, adottato dal Governo italiano nel 2024 come primo strumento strutturato, integrato e multidisciplinare del genere in Europa. Nell'ambito di questo piano, la Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco del Ministero della Salute — e in particolare l'Ufficio centrale stupefacenti — ha avviato in collaborazione con l'Iss un corso di formazione a distanza accreditato ECM, ora disponibile sulla piattaforma Eduiss dell'Istituto superiore di sanità.
Il corso, denominato Fentanyl e oppioidi sintetici: gestione clinica, rischi e strategie di intervento, è destinato alle professioni sanitarie e non sanitarie, incluse le forze dell'ordine (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza) con l'obiettivo di fornire conoscenze aggiornate e competenze operative sul fentanyl, con particolare attenzione al riconoscimento precoce dei rischi, alla gestione delle situazioni di esposizione e overdose e al coordinamento intersettoriale nei contesti di emergenza e tutela della salute pubblica.
“Dobbiamo ricordare che parliamo di una sostanza centinaia di volte più potente della morfina”, conclude Pichini: “Per chi la utilizza, il rischio di overdose e di morte è letteralmente dietro la porta”. Nelle prossime settimane sarà presentata in Parlamento la relazione annuale sulle tossicodipendenze, che fornirà un quadro complessivo dei risultati conseguiti nell'ambito del piano nazionale.
In questo contesto vale la pena ricordare che negli ultimi anni anche le farmacie sono state chiamate in causa per vigilare sul fenomeno che spesso è alimentato dall’utilizzo di ricette falsificate per ottenere il farmaco tramite le farmacie di comunità. Negli ultimi anni, infatti il ministero ha trasmesso un’allerta di grado 3 con la richiesta di potenziare la vigilanza su medicinali e preparati farmaceutici contenti fentanil e suoi derivati: da una parte farmacie, ospedali e depositi farmaceutici sono chiamati a vigilare su possibili furti di questo tipo di farmaci, dall’altra gli operatori sanitari devono alzare la soglia di attenzione in caso si presentino pazienti con sintomi tipici associati al consumo di queste sostanze (euforia, sedazione, confusione, sonnolenza e altri).
Fonte:
ph.cr. magnific
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