farmacia dei servizi
10 Giugno 2026Qualità, accreditamento, gestione del rischio, responsabilità professionale e formazione: sono alcuni dei temi affrontati in un approfondimento tecnico che analizza le sfide organizzative e normative poste dall'evoluzione della farmacia dei servizi.

L'ampliamento delle attività svolte dalle farmacie territoriali pone nuove sfide sul piano organizzativo, della qualità, della gestione del rischio e delle responsabilità professionali. Accanto alla crescita dei servizi erogati, emerge infatti il tema della governance del sistema: dalla definizione di procedure standardizzate ai modelli di accreditamento, fino alla gestione delle responsabilità connesse all'erogazione delle prestazioni e alla formazione dei professionisti chiamati a operare in un contesto sempre più assimilabile a quello degli altri setting sanitari. È questa la riflessione proposta nell'approfondimento realizzato per i lettori di Farmacista33 da Silvia Brigiolini, infermiera specializzata in analisi della qualità e verifica dell'idoneità degli ambienti sanitari, e dall'avvocato Jacopo Percario, esperto in legislazione farmaceutica, che analizza opportunità, criticità e prospettive di evoluzione della farmacia dei servizi.
L'espansione della farmacia dei servizi ha rafforzato il ruolo della farmacia territoriale come presidio sanitario di prossimità. Ma accanto all'ampliamento delle prestazioni erogabili, emerge la necessità di affrontare un tema spesso meno discusso: la capacità di governare attività sempre più complesse attraverso modelli organizzativi, gestionali e di controllo in grado di garantire qualità, sicurezza e integrazione con il sistema sanitario.
L'evoluzione della farmacia dei servizi va letta come un passaggio verso una dimensione organizzativa nuova, nella quale assumono rilevanza aspetti quali la definizione delle responsabilità, la gestione dei processi, la tracciabilità delle attività svolte, la tutela dei dati sanitari, il monitoraggio degli esiti e la gestione dei rischi correlati all'erogazione delle prestazioni.
In altre parole, ogni nuovo servizio introdotto genera nuove esigenze di governo.
L'esecuzione di un elettrocardiogramma, di una spirometria o di un monitoraggio pressorio non rappresenta semplicemente una prestazione aggiuntiva, ma l'attivazione di un processo che coinvolge aspetti tecnologici, organizzativi, documentali e professionali. Analogamente, la somministrazione di vaccini o l'erogazione di servizi rivolti ai pazienti cronici richiedono la definizione di percorsi operativi chiari, sistemi di registrazione delle attività, modalità di gestione delle eventuali criticità e adeguati livelli di integrazione con il sistema sanitario territoriale.
Sotto questo profilo, la farmacia dei servizi presenta caratteristiche sempre più vicine a quelle proprie di altri setting sanitari già da tempo sottoposti a requisiti organizzativi strutturati, sistemi di verifica e processi di miglioramento continuo.
Proprio per questo motivo risulta interessante osservare il fenomeno attraverso la lente della qualità, dell'accreditamento, della gestione del rischio e della governance sanitaria. Le esperienze sviluppate negli anni all'interno delle strutture sanitarie accreditate hanno infatti dimostrato come la qualità di un servizio non dipenda esclusivamente dalla competenza professionale degli operatori coinvolti, ma anche dalla capacità dell'organizzazione di definire procedure, monitorare indicatori, analizzare criticità, verificare il rispetto dei requisiti e promuovere percorsi di miglioramento continuo.
Applicare tali logiche alla farmacia dei servizi significa interrogarsi su aspetti che oggi appaiono ancora poco esplorati. Come misurare l'efficacia delle prestazioni erogate? Quali indicatori utilizzare per valutare qualità, appropriatezza e accessibilità dei servizi? Come garantire uniformità operativa tra realtà differenti? Quali strumenti adottare per monitorare eventuali criticità organizzative o eventi indesiderati? In che modo assicurare una corretta integrazione dei flussi informativi con gli altri attori del sistema sanitario?
Si tratta di domande che assumono particolare rilevanza in un contesto caratterizzato da una significativa eterogeneità regionale. Sebbene il quadro normativo sia definito a livello nazionale, l'attuazione concreta della farmacia dei servizi presenta differenze importanti tra i diversi territori.
Alcune Regioni hanno privilegiato una forte integrazione con la rete pubblica e con i percorsi di presa in carico territoriale; altre hanno favorito modelli maggiormente orientati allo sviluppo dei servizi e della telemedicina; altre ancora hanno adottato approcci più graduali e sperimentali.
Questa diversità rappresenta certamente una ricchezza in termini di esperienze e soluzioni adottate, ma evidenzia anche l'assenza di modelli organizzativi pienamente condivisi e standardizzati. In tale scenario, il tema della governance assume un ruolo strategico, poiché consente di individuare elementi comuni e criteri oggettivi attraverso cui garantire qualità e sicurezza indipendentemente dal contesto territoriale di riferimento.
Un ulteriore ambito di riflessione riguarda il rapporto tra sviluppo dei servizi e requisiti autorizzativi e organizzativi. L'ampliamento delle attività svolte dalla farmacia pone inevitabilmente interrogativi legati all'idoneità degli spazi, alla gestione delle tecnologie, alla tutela della riservatezza, alla sicurezza dei percorsi assistenziali e alla corretta definizione delle responsabilità professionali. Temi che risultano ben noti a chi opera nei settori dell'autorizzazione sanitaria e dell'accreditamento istituzionale e che potrebbero assumere un peso crescente con l'ulteriore evoluzione del modello.
In questo contesto, le competenze maturate nell'ambito della qualità, della gestione del rischio clinico e della compliance normativa possono rappresentare un importante fattore abilitante per lo sviluppo della farmacia dei servizi.
La vera sfida dei prossimi anni sarà quindi quella di ampliare ulteriormente il catalogo dei servizi offerti dalle farmacie, accompagnandole nella crescita attraverso modelli di governance adeguati alla complessità delle funzioni svolte nonché tramite una consapevole formazione da parte dei farmacisti. La profonda transizione del ruolo della farmacia da una attività di distribuzione di prodotti farmaceutici verso un ruolo di erogazione di prestazioni e servizi preordinati ad assicurare la tutela della salute non è stata, secondo gli autori, accompagnata da un'adeguata formazione.
A questi professionisti, infatti, è stata progressivamente attribuita la possibilità di eseguire prestazioni sanitarie senza che si sia sviluppato in maniera altrettanto diffusa un background sulle problematiche connesse alla responsabilità sanitaria e alla normativa sui dispositivi medici.
In merito alla responsabilità sanitaria viene richiamata l'ipotesi in cui al farmacista sia richiesto di decidere se procedere o meno all'esecuzione di una prestazione di telemedicina sulla base delle condizioni cliniche dichiarate dal paziente.
Se la farmacia è diventata un soggetto erogatore di prestazioni sanitarie, osservano gli autori, non è tuttavia una struttura deputata alla presa in carico delle emergenze cliniche. Per questo diventa essenziale individuare correttamente i casi che richiedono l'attivazione dei percorsi di emergenza e che devono essere esclusi dall'erogazione del servizio.
Un ulteriore esempio riguarda la gestione dei dispositivi medici dopo le modifiche introdotte dalla legge n. 182/2025 al D.Lgs. 153/2009.
La possibilità di dispensare per conto delle strutture sanitarie farmaci e dispositivi medici destinati ai pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale comporta nuovi obblighi in materia di conformità, vigilanza post-commercializzazione, tracciabilità e collaborazione con le autorità competenti.
Le farmacie devono infatti mantenere registri relativi ai reclami, ai dispositivi non conformi, ai richiami e ai ritiri e mettere a disposizione delle autorità la documentazione necessaria per dimostrare la conformità dei prodotti distribuiti.
Appare evidente come la farmacia dei servizi, per poter raggiungere pienamente i propri obiettivi, debba passare attraverso una maggiore consapevolezza organizzativa e una formazione più strutturata dei professionisti coinvolti.
L'auspicio conclusivo degli autori è che gli enti competenti possano sviluppare linee guida e modelli standardizzati capaci di accompagnare l'evoluzione della farmacia dei servizi e di garantire qualità, sicurezza e uniformità nell'erogazione delle prestazioni sul territorio nazionale.
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