furto di farmaci
23 Luglio 2026Nell'inchiesta sul furto delle 80 fiale di fentanyl all'ospedale Israelitico di Roma risultano indagati due custodi. proseguono le verifiche sulla destinazione del farmaco e le eventuali criticità nei sistemi di custodia e tracciabilità.

C'è un primo sviluppo nell'inchiesta sul furto di 80 fiale di fentanyl dalla farmacia dell'ospedale Israelitico di Roma: due custodi risultano indagati dalla Procura della Capitale, che insieme ai Carabinieri del Nas e al Nucleo investigativo sta ricostruendo le modalità della sottrazione e la possibile destinazione dell'oppioide sintetico, mentre proseguono gli accertamenti sulle procedure di custodia e gestione dei medicinali stupefacenti. L'inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, punta a chiarire come siano state sottratte le 80 fiale dalla cassaforte della farmacia ospedaliera e se vi siano state criticità organizzative nella gestione dei farmaci. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori figurano l'assenza di un sistema di videosorveglianza, le modalità di utilizzo della chiave della cassaforte, condivisa tra più dipendenti, e l'eventuale mancato aggiornamento dei registri di carico e scarico.
Gli accertamenti dovranno inoltre chiarire la destinazione delle fiale. Secondo quanto riferito finora dal ministro della Salute Orazio Schillaci, al momento non vi sarebbero elementi che indichino l'immissione del fentanyl nel mercato illecito degli stupefacenti. Tra le ipotesi resta anche quella di un possibile utilizzo del farmaco in interventi chirurgici eseguiti in strutture non autorizzate.
Sul caso sono intervenuti anche i tecnici del Ministero della Salute, che lo scorso 8 luglio hanno effettuato un'ispezione di oltre sei ore presso l'ospedale, incontrando la direzione sanitaria, la direzione generale e il personale della struttura per approfondire gli aspetti organizzativi e le procedure di custodia dei medicinali.
Il caso aveva già determinato la convocazione di un vertice interministeriale a Palazzo Chigi e l'emanazione, da parte del Ministero della Salute, della circolare che dispone il rafforzamento delle misure di controllo sui medicinali stupefacenti. Il provvedimento richiama, tra l'altro, la necessità di custodire i farmaci in armadi chiusi a chiave, verificare la corrispondenza tra giacenze fisiche e registri, effettuare le registrazioni entro 48 ore e individuare un responsabile della gestione delle giacenze e delle chiavi.
Sul tema era intervenuto anche il presidente della Sifo, Arturo Cavaliere: “E' necessario rafforzare le misure di custodia con una procedura standardizzata che disciplini in modo rigoroso il passaggio di consegne tra gli operatori in base ai turni, per garantire continuità nella custodia e piena tracciabilità delle responsabilità”.
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